Intervista ad Imelda Antonicelli, montatrice, sceneggiatrice, traduttrice e critica cinematografica

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Imelda Antonicelli

E’ esperta, competente, brava e piena di energia e abilità creativa in svariati settori, che comunque gravitano in maggioranza nel mondo del doppiaggio, dell’arte e della lavorazione dei video.

Lei è Imelda Antonicelli e l’abbiamo intervista per voi, in un viaggio alla scoperta dei migliori talenti italiani nel settore del cinema.

 

Potresti raccontarci qualcosa di Imelda Antonicelli?

Non è facile raccontare di se stessi agli altri, c’è sempre il rischio di sembrare autoreferenziali o dire così poco da peccare di falsa modestia; ma ci proverò.
Nasco come sceneggiatrice e approdo alla critica cinematografica nel 2000; nello stesso periodo in cui entro nel campo del doppiaggio, inizialmente come traduttrice e, negli ultimi anni, come traduttrice/adattatrice.
Nel 2004/5 ho esordito come produttore esecutivo per un cortometraggio (Halloween –6) realizzato su mia sceneggiatura e diretto da Marco Massaccesi. È stato allora che mi sono appassionata al montaggio: vedere Marco armeggiare con campo e controcampo immaginando già il momento in cui avrebbe montato le sequenze, mi ha affascinata.
In breve ho cominciato a realizzare booktrailer e video-tributi.

 

Attualmente di cosa ti occupi?

Più o meno di quanto già detto: traduzioni, adattamenti, recensioni cinematografiche, montaggio video, articoli culturali e/o a tematica etica; nonché stesura di romanzi, realizzazione di quadri in tecnica mista e custumizzazione di esclusive Barbie da collezione, o come si dice in gergo One Of A Kind.

 

Chi sei e quello che fai sono perfettamente interscambiabili, c’è qualcosa che esula dal campo “artistico”?

Sì, certo.
Sono un’amante degli animali e da quasi un anno sono diventata un membro del gruppo di recupero per l’ARF (Associazione Recupero Fauna).
Ci occupiamo prevalentemente di animali selvatici autoctoni ed alloctoni, ma spesso abbiamo a che fare con animali esotici come serpenti e iguane, o semplicemente con tartarughe acquatiche che molta gente acquista incautamente pensando che restino piccole e deliziose, ritrovandosi poi con esemplari di 30 cm e poco spazio in cui tenerli. Uno dei compiti dell’ARF è trovare una “casa” adeguata a questi animali.

 

Hai davvero molte passioni, ma c’è un sogno che vorresti realizzare?

Purtroppo più di uno, dato i miei molteplici interessi, ma al momento vorrei concentrarmi sulla possibilità di diventare una scrittrice con la “S” maiuscola.

 

Cara Imelda, questo è quello che tutti noi ti auguriamo presto.
In bocca al lupo!

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