Il Soccombente

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Marina Sorrenti e Roberto Herlitzka in Il soccombente

Davvero insolito incontrare Thomas Bernhard sui palcoscenici italiani. Eppure andando al Piccolo Eliseo fino all’8 dicembre si può avere l’occasione rara di vedere Il Soccombente, rappresentato per la prima volta in Italia per la regia di Nadia Baldi.

Lo scrittore, austriaco suo malgrado, uno tra i massimi eclettici talenti del Novecento, trova difficile pubblico nel nostro Paese. Operazione coraggiosa quindi quella della produzione che affida alla sensibilità femminile la regia non facile di un testo così analiticamente scarnificato. Coraggio, d’altra parte più che ricompensato e premiato dalla bravura dell’interpretazione degli attori in scena.

Roberto Herlitzka affronta il personaggio di un superstite narratore di ciò che fu un fatale incontro tra Glenn Gould, astro nascente della musica, ed altri due colleghi pianisti oscurati dall’eccezionalità interpretativa del loro nuovo amico.

Su di un palcoscenico definito da alcuni luoghi deputati con leggii, spartiti e carte, in una stanza dalle pareti di lavagna su cui appuntare frammenti di ricordi gessati, con al centro una sedia girevole per nulla confortevole, a metà tra la sedia del dentista e una sedia delle esecuzioni, si srotola la narrazione della storia dei tre. A narrarla l’unico sopravvissuto, accompagnato dalla voce e la figura, compagna eterea – mente, coscienza, anima, elemento femminile – portavoce dei tanti “pensai” ripetuti instancabilmente dalla mano dello stesso Bernhard nella partitura del dramma; pause di interpunzione melodica, respiri ritmati di un dolore che si esprime in un intercalare ossessivo, portati in scena dalla brava Marina Sorrenti che con la leggerezza del gioco e della pazzia intensamente esprime il patimento mentale e fisico affidato alla figura di donna nella acutissima scelta femminile della regia.

Straordinaria l’interpretazione di un intramontabile Herlitzka, che con magistrale ironia dà vita a un personaggio schiacciato dall’invidia e dal rancore, ma ancora parlante, perché vivo. Parole di scherno, rabbia, dolore, umiliazione e follia trovano eco e rimbombano come pietre nella quotidianità priva d’amore del protagonista che offre in testimonianza la tragedia del fallimento della propria vita e di quella dell’amico Wertheimer.

Solo la pacata, ironica, sensibile e intelligente professionalità di un grande interprete, capace di calibrare in armonie e dissonanze i ritmi della prosa di Bernhard, avrebbe potuto dare del personaggio una prova di tale istrionismo.

Grazie a Roberto Herlitzka.

Il Soccombente

GenereTeatro

Personaggi e interpreti: Roberto Herlitzka, Marina Sorrenti

Regia: Nadia Baldi

Sede: Piccolo Eliseo- Roma

Data di uscita: 12 Novembre – 8 Dicembre 2013

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