Il Grande Mago

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Aurora in Il Grande Mago

E’ sempre un piccolo miracolo l’amalgamarsi alchemico che si crea tra autore, regista, interprete e spettatore. E a questo si assiste e si vive andando a vedere questa storia.

Il testo toccante di Vittorio Moroni è impreziosito dalla commovente e vibrante interpretazione di Luca De Bei, a volte davvero magistrale nel riuscire a dare voce, corpo ed anima ad una variopinta tavolozza di colori del sentimento con cui va tracciando i sentieri di una vita intricata, cominciata da un verso sbagliato, in un corpo sbagliato a cui cercare di rimediare tramite tutta un’esistenza.

AndreaAurora intraprende un viaggio verso la sua vera identità femminile dovendosi lasciare però alle spalle sicurezze, affetti ed amori. Ma a pesare maggiormente sulla sua vita saranno le ipocrisie e i pregiudizi degli uomini che arriveranno perfino a frapporsi tra lei e suo figlio.

Aurora, luce che rischiara l’inizio di un nuovo giorno di dignità di genere che nel nostro paese tarda molto ad arrivare.

Un testo pieno di poesia e dignità che paradossalmente rafforza i legami familiari di amore e sostegno reciproco senza paura di andare a toccare il punto nodale del problema: cosa e come dire a un bambino se una donna ha una voce da uomo, se il proprio padre si sta trasformando in una donna? Una vera sfida per chi non crede ancora nella possente magia di saper mutare il male in bene tipica non solo dei bambini ma di tutti quegli adulti che, ispirati forse da un dio minore, mantengono quella purezza infantile capace di corrodere le montagne.

Il testo di Moroni, come in una tragedia greca, affronta dilemmi, lacerazioni, espiazioni e sacrifici permettendo allo spettatore di uscire, alla fine dello spettacolo, catarticamente sollevato e commosso ma nel contempo profondamente addolorato e indignato per il destino ancora così ottuso dell’uomo. Illuminante e lacerante il grido di dolore di Aurora che si offre in sacrificio al mondo gemendo che almeno sia sentito il parere del migliore degli psicologi possibili prima di essere certi che lei si debba mettere da parte, perché il suo amore potrebbe destabilizzare il proprio amatissimo figlio.

E alla fine quasi ci si dispiace di lasciare Aurora nel silenzio del sipario che si chiude su di lei e ci si allontana portando con sé l’immagine delicata, e fragile di un’eroina suo malgrado, la malinconia struggente di un Pierrot che piange alla Luna la sua inadeguatezza in un mondo in cui la parola amore non fa più rima con cuore.

Il Grande Mago - LocandinaIl giro del mondo in 80 minuti

GenereTeatro

Direzione artistica e musicale: Mario Tronco

Produzione artistica e arrangiamenti: Mario Tronco, Pino Pecorelli, Leandro Piccioni

Drammaturgia: Mario Tronco, Giulia Steigerwalt, Daniele Spanò

Cast: Houcine Ataa –  voce;  Emanuele Bultrini – chitarre; Peppe D’Argenzio – sax baritono e soprano, clarinetti; Sylvie Lewis – voce, chitarra, ukulele; Omar Lopez Valle – voce, tromba, flicorno; Ernesto Lopez Maturell – voce, bongos, timbales, congas ; Sanjay Kansa Banik – tablas; Zsuzsanna Krasznai – violoncello; John Maida – violino; Gaia Orsoni – viola, Carlos Paz Duque – voce, flauti andini, Pino Pecorelli – contrabbasso, basso elettrico; Leandro Piccioni – pianoforte e tastiere; Raul Scebba – voce, vibrafono, percussioni; El Hadji Yeri Samb – voce, djembe, dumdum, sabar;Kaw Dialy Mady Sissoko – voce, kora; Ziad Trabelsi – oud, voce

Sede: Teatro Olimpico – Roma

Data di uscita: 14 – 26 Gennaio 2014

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