Il Conte Tacchia

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Adriano Bennicelli / Il Conte Tacchia in Il Conte Tacchia

Lo scenario dell’eterna città di Roma torna in una divertentissima e curata commedia musicale dove si muovono personaggi e caratteri goliardici grazie alla presenza di un cast di grandissimi artisti. Il Conte Tacchia riprende la figura del romano Adriano Bennicelli, detto Conte Tacchia.

L’atmosfera papale della Roma dell’ottocento ricorda un po’ quella del classico Rugantino, a tratti citato pure anche in questo spettacolo e proprio da uno di quegli allestimenti, dal personaggio Mastro Titta che ha interpretato, torna l’istrionico Maurizio Mattioli, qui nel ruolo del Principe. Quest’opera però si carica di una artisticità originale, grazie alla scrittura del bravo Toni Fornari, il cui talento abbiamo visto recentemente in: Fratelli d’Italia, e alle  musiche  composte dal maestro Enrico Blatti.

La regia e le coreografie curano la bravura di artisti e maestranze per restituire le atmosfere di un tempo con un divertimento decisamente attuale, grazie all’intervento magistrale del indiscusso e storico maestro del teatro musicale, e non solo: Gino Landi.

Le scene si avvalgono della bravura di Gianluca Amodio e dei costumi di Graziella Pera. L’elaborata scenografia riprende scorci di vicoli romani e trasteverini, sia dei palazzi nobiliari, sia soprattutto con deliziosi dettagli delle locande popolari. L’elaborato e continuo cambio delle scene si muove insieme ai vari personaggi che si intersecano in questa storia dove danno un intenso contributo.

Pietro Romano, è Adriano Bennicelli, detto il Conte Tacchia. Egli è figlio del falegname Filippo Bennicelli che anni fa fu insignito da Papa Pio IX del titolo di conte, ma a parte questo i componenti di questa famiglia sono rimasti privi dei modi e delle occasioni di accedere davvero ad un rango nobiliare; Adriano viene quindi chiamato in modo canzonatorio: “Conte Tacchia”, in riferimento a uno strumento usato dai falegnami. Quello che fa l’aspirante nobile è cercare in ogni modo di acquisire gli strumenti per diventare un nobile vero, e conseguire l’ambito riconoscimento del “sangue blu”.

L’attore carica il personaggio del repertorio comico fatto di sberleffi, giochi di parole e tutto quanto ne esageri la componente buffa e popolare, anche quando proverà a prendere lezioni di raffinatezza e buone maniere, compresa la dizione, sull’idea di una My Fair Lady al maschile e romano. Ne fa da contraltare la presenza discreta ma irriverente del Principe interpretato da Maurizio Mattioli, che il Conte Tacchia vede come mentore e punto di riferimento. Il Principe rimane piacevolmente in bilico tra i modi e il linguaggio adeguati al suo ceto nobiliare e una gran voglia di lasciarsi andare a termini e pasti di natura molto più vicini alla gente, dove non risparmia commenti e prese in giro sulle vicende che accadono.

Filippo Bennicelli, il falegname interpretato da Bruno Conti, e l’ostessa, interpretata da Paola Giannetti danno vita a due caratteri squisitamente popolari i cui figli sono tra i cardini della vicenda. Annetta è la figlia dell’ostessa, ed è interpretata dalla talentuosa Simona Patitucci, vista recentemente nell’eccellente riedizione di: Aggiungi un posto a tavola. Lei incornicia varie scene con la ricchezza della sua voce e con la sua abilità di interprete, nella comicità, energia e sentimento di una donna e madre popolare capace di condire con umorismo e saggezza le vicende che accadono intorno e dare consigli interessanti. Questo accade, per esempio, nello scambio di opinioni sull’amore che ha con Nina, la brava Emy Bergamo, ragazza innamorata del cosiddetto Conte Tacchia. Tra i notevoli numeri di questo spettacolo è decisamente potente il duetto tra le due, in un incontro tra le loro voci che cantano di questioni d’amore. Laura Di Mauro, nel ruolo di una Contessa particolare, e Giancarlo Teodori in quello del suo Lacchè rappresentano dei caratteri al limite del grottesco, piacevolmente istrionici e che contribuiscono a uno dei vari colpi di scena della storia. Corredano felicemente le vicende principali vari personaggi quali un Serenante e alcuni servitori della locanda di veracità ciociara. Di interessante riflessione più seria invece il rapporto conflittuale con la popolazione ebraica dentro la città di Roma, che si frappone pure nella storia d’amore tra due ragazzini. Tra i numeri corali più incisivi ci sono la chiusura del primo atto, dove un duello rischia di minacciare le sorti di più persone, e nell’apertura del secondo con un numero al femminile dove musica, voci, coreografia e costumi lasciano il segno.

L’opera e il lavoro dei suoi artisti meritano conoscenza e diffusione, cosicché questo spettacolo possa ulteriormente crescere e incontrare il suo pubblico, e fortunatamente sono già previste delle rappresentazioni estive. Dopotutto questo spettacolo, con intercessione del Teatro Brancaccio, ambisce a farsi cassa di risonanza al “progetto romanità”, ideato da Achille Mellini, direttore artistico del Teatro Tirso De Molina, attraverso l’artista del suo “vivaio”, Pietro Romano, nel ruolo del Conte Tacchia e vuole anche riprendere l’importante eredità delle commedie musical di Garinei e Giovannini.

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Genere: Teatro

Personaggi e Interpreti: Pietro Romano (Adriano Bennicelli/Il Conte Tacchia), Maurizio Mattioli (Il Principe), Bruno Conti (Filippo Bennicelli), Simona Patitucci (Annetta figlia dell’ostessa), Paola Giannetti (L’ostessa), Emy Bergamo (Nina), Laura Di Mauro (Contessa), Matteo Montalto (Serenante), Giancarlo Teodori (Lacchè), Ezio Passacantilli (Peppe / Papa Pio IX), Marco Todisco (Il piccolo Lorenzo), Arianna Galletti (La piccola Sara); e con: Sandro Bilotta, Saria Cipollitti, Benedetta Imperatore, Federico Pisano, Marco Paolo Tucci, Adele Vitale, Francesca Zanon

Regia e coreografie: Gino Landi

Di: Toni Fornari, Enrico Blatti (musiche e canzoni originali)

Scene: Gianluca Amodio

Costumi: Graziella Pera

Sede: Teatro Brancaccio

Data di uscita: 11 – 12 giugno 2015

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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