Il Conte Tacchia al Teatro Sistina

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Il Conte Tacchia e Fernanda

Dopo la versione andata in scena al Teatro Brancaccio nel 2015, Il Conte Tacchia arriva al Teatro Sistina in una versione più vicina al film originale del 1982 a cui è ispirata, diretto da Sergio Corbucci e con Enrico MontesanoVittorio GassmanPaolo PanelliLia ZoppelliClaudio GoraAndrea Aureli. Proprio Enrico Montesano ha scritto questo adattamento, insieme a Gianni Clementi, e ne firma la regia, oltre a tornarne come protagonista. La riscrittura teatrale si accompagna all’ulteriore novità della conversione in forma di commedia musicale, così come è stato già per Il Marchese del Grillo, che aveva ancora Enrico Montesano protagonista.

La scrittura parte come seguito del film, con Francesco “Checco” Puricelli (Enrico Montesano) tornato nella Roma di inizio Novecento dopo un lungo periodo negli Stati Uniti, dove è stato militare. Così parte il ricordo di quello che accadde lì quando Checco era un giovane figlio del falegname Alvaro Puricelli ma ossessionato dall’ambizione di entrare nella nobiltà romana di cui chiede informazioni al Principe Torquato Terenzi, con cui si è creata un’amicizia. Questa mania gli è valso il soprannome di Conte Tacchia, in riferimento alle zeppe di legno, dette tacchie, usate per equilibrare i mobili traballanti. Lui ha un amore tormentato con la popolana Fernanda Toccacieli che tende alla gelosia soprattutto quando lui fa il cascamorto con le giovani nobildonne, come la Duchessina Elisa Savelli.

Enrico Montesano interpreta questa maschera romana apportando ulteriore esperienza a uno dei suoi personaggi più belli. La scrittura spesso aggiunge a quella originale invenzioni e un linguaggio ancor più colorito di quello della pellicola originale, come un irresistibile sipario sull’equivoco creato dalla bontà di un pompelmo al mattino e altre trovate grevi ma non volgari come si deve in una commedia che ritragga bene una romanità verace.

Il resto del cast, mutuato anche da Il Marchese del Grillo, è quasi tutto in parte, dai popolani sboccati ai nobili snob, tra cui Monica Guazzini, una piacevole Duchessa Savelli, scandalizzata per la sincerità del conte Tacchia che lei e i suoi pari trovano oltraggiosa. Così anche Michele Enrico Montesano, nel ruolo di Lollo D’Alfieri, che sta dimostrando un’autonomia dall’ombra paterna. Altri hanno invece un impegnativo confronto con i corrispettivi attori che interpretarono i loro ruoli al cinema: Vittorio Gassman fu Il Principe Terenzi, Paolo Panelli fu il falegname Alvaro e Ninetto, amico e valletto del Conte Tacchia, era Ninetto Davoli. Va detto comunque che se la cavano e il Ninetto di Giorgio De Bortoli è comunque piacevole.

Le musiche, purtroppo non eseguite dal vivo, sono riprese dalle originali scritte dal Maestro Armando Trovajoli. Punto a favore che migliora anche le canzoni di Maurizio Abeni, rispetto a quelle composte invece per la commedia musical teatrale de Il Marchese del Grillo. Le canzoni sono riuscite per quanto non sono così memorabili da ricavarne un singolo da cantare fuori contesto, come fu, per esempio: Roma nun fa la stupida stasera in Rugantino, partitura interamente composta da Trovajoli, appunto. Dal film originale è ripresa la canzone: Ansai che Pacchia, scritta da Trovajoli, e ripresa più volte con efficacia durante lo spettacolo. Le nuove canzoni, comunque, sono funzionali ai momenti del racconto: quelli popolari per strada, con le buone coreografie di Manolo Casalino, fino a momenti gradevoli, da commedia musicale, come una canzone attorno a un tavolo da gioco dove i nobili spiegano al Conte Tacchia la differenza tra il popolare Sette e mezzo e il raffinato Chemin de fer.

Le scene di Carlo De Marino ricostruiscono una Roma che fu, almeno quella rappresentata nelle opere di una volta. Le scenografie sanno essere calde così come l’avvolgente disegno luci di Luca Maneli. Oculato l’uso delle proiezioni video, fortunatamente ridotte al minimo, dove vediamo uno scorcio del Lungotevere ma soprattutto la trasparenza di una scena che unisce e separa Checco e Fernanda sbarcati in America. Belli i costumi di Valeria Onnis.

Particolarmente curata e d’atmosfera è una terrazza dove si vive un momento d’amore e che vede delle statue viventi, espediente curiosamente simile a uno usato in Mary Poppins, il musical attualmente in scena a Milano, ma con un effetto romantico e molto delicato.

Questa rivisitazione de Il Conte Tacchia si inserisce, anche teatralmente, nel filone delle commedie musicali che celebrano Roma e se non si arriva ai livelli di Rugantino, capolavoro che vide lo stesso Enrico Montesano protagonista del secondo cast, abbiamo una trasposizione dal cinema al teatro a nostro avviso migliore di quella che è stata per Il Marchese del Grillo. Molto probabilmente è stata buona l’idea che la co-scrittura e la regia fosse affidata all’artista romano che visse in prima persona la lavorazione del film originale oltre ad aver lavorato per anni alla costruzione dell’immaginario artistico di Roma e dell’Italia. Si dovrebbe andare al Teatro Sistina con questo spirito: ritrovare il fascino e l’orgoglio di assistere a una commedia musicale che riporta ad oggi quella maestria, quasi intatta.

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[three_fifth_last] Il Conte Tacchia

Genere: Teatro

Personaggi e interpreti: Enrico Montesano (Il Conte Tacchia), Giulio Farnese (Il Principe), Giorgio De Bortoli (Ninetto), Andrea Pirolli (Alvaro Puricelli), Monica Guazzini (La Duchessa), Elisabetta Mandalari (Fernanda), Benedetta Valanzano (La duchessina Elisa), Michele Enrico Montesano (Lollo D’Alfieri), Roberto Attias (Duca Savello), Tonino Tosto (il delegato), Sergio Spurio (Sor Capanna), Giacomo Genova (Gualtiero), Gerry Gherardi (Ciriola), Ambra Cianfoni (Gertrude), Francesca Rustichelli (Mariuccia)

I solisti: Valentina Bagnetti, Michela Bernardini, Saria Cipollitti, Annalisa D’Ambrosio, Viola Oroccini, Silvia Pedicino, Manuel Mercuri, Kevin Peci, Federico Pisano, Giuseppe Ranieri, Sebastiano Lo Casto, Rocco Stifani

Regia: Enrico Montesano

Di: Enrico Montesano, Gianni Clementi

Musiche: Maurizio Abeni; la canzone “Ansai che Pacchia” è del Maestro Armando Trovajoli

Scene: Carlo De Marino; Coreografie: Manolo Casalino; Costumi: Valeria Onnis; Luci: Luca Maneli; Suono: Dario Felli

Sede: Teatro Sistina

Da mercoledì 21 febbraio a domenica 25 marzo 2018

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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