Il Caso Majorana Show

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Il cast del Majorana show durante una coreografia

Creola,
dalla bruna aureola,
per pietà sorridimi
che l’amor m’assal…

Straziami,
ma di baci saziami;
mi tormenta l’anima
uno strano mal.

(Creola, di Ripp)

Al Teatro De’ Servi ritorna l’abilità teatrale e la simpatia di Marco Simeoli, con la supervisione artistica di Gigi Proietti. In questo show si parte da un fatto storico. Nel marzo del 1938 Ettore Majorana, il fisico più geniale della generazione di Fermi, Bohr, Eisembergh dopo aver espresso in due lettere il proposito di “suicidarsi”, e in un telegramma la decisione di non suicidarsi più, si dilegua facendo perdere le sue tracce e lasciando dietro di sé uno dei misteri più appassionanti e avvincenti del Novecento. Si è trattato di una scomparsa o di un suicidio?

Sul palco, la vicenda viene trasformata in un talk show televisivo dove si ricostruisce la vicenda e la personalità di Ettore Majorana, in un divertentissimo gioco teatrale che mescola commedia, cabaret, teatro di narrazione e documento. Il contenitore televisivo satirico mescola Chi l’ha visto,  Porta a Porta,  La Vita in diretta riprendendone le caratteristiche come  l’inclinazione a mischiare il reale col virtuale, l’informazione col pettegolezzo, la cultura con la sottocultura, l’inchiesta con lo scoop, vero o presunto, la storia con la cronaca, la testimonianza col piano bar.

La tematica di fondo e l’apertura dello spettacolo sono decisamente serie: la scomparsa di un geniale fisico nell’Italia fascista ma lo svolgimento diventa presto dissacrante e comico, soprattutto grazie al contrasto tra gli “ospiti” straordinari intervenuti e la confezione di salotto televisivo generalista dove cronaca, morbosità e sentimentalismo convivono in nome dell’audience.  Nel programma “intervengono” Enrico Fermi, con la virile interpretazione da scienziato tutto d’un pezzo di Sebastiano CollaEdoardo Amaldi, altro luminare cui Stefano Messina conferisce pignolerie e pedanteria da intellettuale.

Insieme alle personalità scientifiche, già ironiche, si accompagna un contrasto comico nella presenza del solito codazzo di esperti tipici di questi programmi quali lo storico, l’opinionista, lo psicologo, il testimone diretto e poi i collegamenti coi parenti che qui vengono trasfigurati, come l’efficace iconicità nella zia siciliana, interpretata da Cristina Pellegrino divertente nella sobrietà della doppia interpretazione del personaggio e di Laura Fermi. La zia si collega in studio seduta in un prato a sgranare fagioli dai baccelli, quasi una fotografia in stile d’epoca animata nel più moderno stile televisivo. L’altezza degli argomenti si bilancia con la costante preoccupazione di alleggerire per non perdere ascolto, arrivando, al limite con periodici ingressi di una sedicente ballerina seminuda dalle doti meramente estetiche.

Gli interventi canori con voce soprattutto di Carlotta Proietti sono di irresistibile e raffinato umorismo. Creola, è la cornice dello spettacolo,  un tango languido anni Venti che oggi avrebbe possibili connotazioni razziali e immerge nelle atmosfere d’epoca. Gelato al cioccolato viene così resa elegante da non essere inizialmente riconosciuta; è un numero volutamente fuori luogo quando dopo un intervento serio viene privilegiato il più allettante quesito sui gusti di gelato preferiti. Poi in ricongiungimento sentimentale sulle note di Quanto ti ho amato di Roberto Benigni. Non mancano numeri più ricercati dove a creare comunque comicità ci pensano improbabili coreografie eseguite dai presenti, presi da un raptus danzante o rapiti dalla parentesi leggera, che nello spettacolo di Marco Simeoli rimane ironia a quel mondo ma sempre costruito come buon teatro che a tratti occhieggia al miglior musical mentre rimane una commedia scoppiettante che lui dirige anche in modo intradiegetico, come conduttore di questo assurdo talk show insieme a un gruppo di personaggi caratterizzati con perizia da altrettanti bravi interpreti.

Le sottese implicazioni storiche, scientifiche, etiche, filosofiche, umane, sono asservite, così come in tv, ad esigenze divulgative, orientate al pubblico medio e semplice, rese accessibili col linguaggio ma si fa comunque con stile qualità superiore, perché non riesce ad abbassarne il livello, di chi padroneggia con intelligenza e bravura il lavoro teatrale, forma più autentica e profonda di spettacolo.

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[three_fifth_last] Il Majorana Show

Genere: Teatro

Regia: Marco Simeoli

di: Claudio Pallottini

Personaggi e interpreti: Marco Simeoli (Il conduttore), Edoardo Baietti (Segretario inetto e raccomandato), Sebastiano Colla (Enrico Fermi), Andrea Giuliano (Prof. Doorfman, psichiatra), Stefano Messina (Edoardo Amaldi), Nicola D’Eramo (Sen. Arturo Bocchini, capo della Polizia fascista), Claudio Pallottini (Prof. Ricci, storico), Cristina Pellegrino (Laura Fermi e la zia di Ettore), Carlotta Proietti (La cantante) Elena Lo Forte (La cantante), Cristina Pensiero  (Felicia, velina) Andrea Bianchi (Il pianista)

Supervisione artistica di Gigi Proietti

Coreografie: Stefano Bontempi, Cristina Pensiero

Tema musicale: Stefano Fresi

La voce di Ettore Majorana è di Massimiliano Giovanetti

Sede: Teatro de’ Servi Roma, Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone)

Da: dal 10 al 29 maggio 2016

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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