Se la strada potesse parlare

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Tish Rivers e Alonzo "Fonny" Hunt in Se la strada potesse parlare

Alonzo ‘Fonny’ Hunt: Tish, io ti amo.
Tish Rivers: Lo so, anche io, e ti capisco. Capisco cosa stai passando, perché io sono con te.
(Alonzo ‘Fonny’ Hunt e Tish Rivers – Stephan James e KiKi Layne)

Anni `70, Harlem. Tish ama Fonny, e Fonny ama Tish. I due si conoscono fin da piccoli e allo stesso modo le loro famiglie si sono sempre frequentate, anche se con dei padri molto amici e delle madri non in ottimi rapporti tra loro.

Ma ora tutto sta per cambiare, perche Tish aspetta un bambino da Fonny e lo vuole dire a tutti, in primis allo stesso Fonny che purtroppo la guarda da dietro un vetro di una prigione federale per un crimine che non ha commesso. Tutti iniziano a mobilitarsi per chiarire la vicenda di Fonny, ma… sarà sufficiente per farlo uscire prima del parto?

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Dramma poliziesco romantico creato da Barry Jenkins, stesso regista di Moonlight (2017), e basato su un libro omonimo che ha avuto in nordamerica e nel mondo un notevole successo. Come mi era successo nel caso di Moonlight (2017), neppure questa volta il lavoro di Jenkins, seppure ben confezionato e attento ai particolari, ha avuto la forza di conquistarmi, non riuscendo a generare una buona empatia con me e non solo non riuscendo a conquistarmi dentro, ma davvero non riuscendo ad interagire con la mia anima. E, esattamente come per l`altro film, questo è di nuovo un vero peccato, che le potenzialità della trama erano anche migliori di quello precedente. Questa volta la storia va ad analizzare la comunità delle persone di colore negli Stati Uniti d`America, andando a sezionare quella che è la loro visione del mondo dei bianchi, degli altri mondi e al contrario quelli che sono i rapporti interni al loro di mondo, e in particolare tra quelli che sono credenti, quelli che credono meno, quelli che non credono per niente, quelli che seguono la legge e quelli che non la seguono, e infine quelli che dalla legge sono inseguiti – bisogna dire con una certa facilità. Buona la fotografia anche se esagerata negli eccessivi primi piani e quando la trama cerca l`inquadratura unica o l`empatia speciale che deve rimanere dentro, cosa che scarsamente purtroppo succede. Pochi i discorsi, neppure in grado di comunicare qualcosa di realmente profondo, se si eccettuano i momenti comici che non dovrebbero esserci ma che, essendoci, donano alla pellicola un tono in certi momenti quasi surreale. Tra gli attori emerge KiKi Layne, bella, brava e con una sicura carriera davanti per il futuro, mentre stupisce il Golden Globe appena vinto da Regina King che, seppur brava, non fornisce una prestazione tale da meritare un premio del genere, soprattutto se paragonata con altri attori non protagonisti di altre pellicole statunitensi dello stesso anno. Infine, furba la frase posta ad inizio della trama, dove si dice che “ogni persona potra leggere nel film gli aspetti a lui/lei più congeniali” – saremmo tutti grandi registi facendo in questo modo. Tra sufficiente e buono, con tendenza al secondo dei due voti.

Se la strada potesse parlare

Genere: Drammatici, Polizieschi, Romantici

Interpreti: KiKi Layne, Stephan James, Regina King, Teyonah Parris, Colman Domingo, Ethan Barrett, Milanni Mines, Ebony Obsidian, Dominique Thorne, Michael Beach, Aunjanue Ellis, Finn Wittrock, Ed Skrein, Brian Tyree Henry, Faith Logan

Un film di: Barry Jenkins

Durata: 119 minuti

Data di uscita: 24 gennaio 2019

REVIEW OVERVIEW
Buono
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Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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