Ida

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Ida in Ida

“Quel tuo Gesù adorava la gente come me”
(Wanda Gruz – Agata Kulesza)

Nella Polonia del 1962 Anna è una giovane orfana cresciuta in convento in procinto di prendere i voti, ma prima che questo accada la madre superiora desidera che ella conosca il mondo fuori dalle rassicuranti mura della religione. Anna così è costretta ad incontrare la sua unica parente, la zia Wanda sorella di sua madre,  scoprendo una sconcertante verità: il suo nome in realtà è Ida, e la sua famiglia è ebrea. Parte da qui un viaggio alla scoperta di se stessa, di un passato neppure lontanamente immaginato e la difficoltà di rapportarsi con un’umanità sconosciuta e temuta, a partire dalla particolarissima e misteriosa zia, la quale svolge un lavoro pieno di segreti e disturbante. Alla fine di questo breve viaggio resta da scoprire se Ida si approprierà della nuova se stessa o se preferirà tornare ad essere soltanto Anna, la giovane suora … Ma qualunque scelta la ragazza dovesse compiere nulla resterà come prima.

Il nuovo lavoro di Pawel Pawlikowski, reduce da successi internazionali come la vittoria al London Film Festival, si rivela fin dalle prime immagini un capolavoro: un bianco e nero neorealista che seduce ed incanta, un sapiente uso della macchina da presa ed ogni inquadratura studiata nel dettaglio ne fanno un prodotto pensato, non approssimato, studiato ed essenziale. La colonna sonora, ricca di canzoni tipiche degli anni ’60, a volte accompagna a volte si presenta come straniera ma sempre conquista e non è mai di troppo. Eccellente il cast: partendo dalla giovanissima Agata Trebuchowska che, nel ruolo di Anna/Ida,  non è una professionista dello spettacolo ma riesce a conquistare con dei primi piani che mettono in risalto il viso serio e un pò dolente, lo sguardo profondo e poco luminoso di una piccola figurina perduta in un universo desolato e desolante. Assolutamente centrale l’interpretazione di Agata Kulesza, un viso che ricorda la nostra Magnani e una recitazione non da meno, di una bellezza ostentata che mostra ogni cedimento pur restando intatta nella fascinazione.

Un lungometraggio difficile, questo di Pawlikowski, che affronta il tema della ricerca di sè senza mai scadere nella banalità, che mostra come si possa raccontare tutto in 80 minuti in un momento cinematografico che sembra non saper più narrare sotto le tre ore. La ricerca di un’identità femminile e di un proprio posto nel mondo, il rapporto conflittuale tra due donne che vivono la fragilità in modi opposti e contrastanti, la necessità di guardare in faccia il proprio passato per affrontare il futuro sono tematiche dominanti che accompagnano lo spettatore in un viaggio interiore che viene esteriorizzato nei paesaggi carichi di neve, nella pochezza di dettagli, nel desiderio di centrare il cuore delle vicende senza perdersi in inutili arzigogoli.

In ultima analisi un piccolo gioiello di cinema da non sfuggire, che non può lasciare lo spettatore indifferente,  va seguito senza aspettarsi iperboli fantasiose ma con un occhio all’Espressionismo e al cinema russo. Dedicato agli estimatori della manovalanza cinematografica e a chi sa guardare dietro ad una cinepresa; inoltre, per coloro che amano le piccole grandi storie che toccano l’anima.

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Ida- Locandina[/two_fifth]

[three_fifth_last] Ida

Genere: Drammatici

Cast: Agata Kulesza, Agata Trzebuchowska, Joanna Kulig, Dawid Ogrodnik, Adam Szyszkowski, Jerzy Trela, Halina Skoczynska

Un film di: Pawel Pawlikowski

Durata: 80 minuti

Data di uscita: 13 marzo 2014

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