Hereditary

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Steve Graham, Annie Graham e Peter Graham in Hereditary

Joan: Non l`hai uccisa, Annie.
Annie Graham: Cosa?
Joan: Non se n`è andata.
(Joan e Annie Graham – Ann Dowd e Toni Collette)

Charlie Graham: Chi si prenderà cura di me?
Annie Graham: Uh, scusa? Non pensi che io mi possa prendere cura di te?
Charlie Graham: Ma quando morirai?
(Charlie Graham e Annie Graham – Milly Shapiro e Toni Collette)

Annie Graham: Non ho mai voluto essere tua madre.
Peter Graham: Perché?
Annie Graham: Ero terrorizzata. Non mi sentibo pronta per essere madre. Ma lei mi ha fatto pressione.
Peter Graham: Allora perché mi hai fatto nascere?
Annie Graham: Non è stata colpa mia! Ho provato ad evitarlo.
Peter Graham: Come?
Annie Graham: Ho provato ad avere un aborto.
Peter Graham: Come?
Annie Graham: In ogni modo possibile. Ho fatto tutto quello che loro mi hanno detto di non fare, ma non ha funzionato. Sono felice non abbia funzionato.
Peter Graham: Hai provato ad uccidermi.
Annie Graham: No, io ti voglio bene!
Peter Graham: [in lacrime] Perché hai provato ad uccidermi?
Annie Graham: Non l`ho fatto! Ho provato a salvarti!
(Annie Graham e Peter Graham – Toni Collette e Alex Wolff)

Annie Graham, Steve Graham, Peter Graham e Charlie Graham sono in lutto per la morte dell`anziana madre di Annie, a cui Charlie era molto legata. Lo stato di tristezza che tutti vivono sembra però un po` particolare: nessuno di loro piange o sembra soffrire in modo eccessivo, anche se la nonna manca molto ad almeno 2 di loro, Annie e Charlie.

I giorni passano, e ogni membro della famiglia Graham è dedito alle proprie attivita: Peter e Charlie vanno a scuola, Annie prepara gli splendidi plastici per la sua mostra che si avvicina settimana dopo settimana, e Steve aiuta i membri della famiglia a fare in modo che tutto funzioni in modo perfetto. Sarà una sfortunata casualità ad aprire le porte al peggiore degli incubi alla famiglia Graham, quello a cui nessuno è mai preparato veramente.

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Come la scalata al monte Everest partendo da una pendenza dello 0.01% fino ad arrivare ad una molto più impegnativa di almeno il 45%. Questa è stata la frase arrivata dritta nella mia mente dopo aver visto questo mistery horror drammatico che, diretto erede del bellissimo The Witch (2016), mi sento di definire il miglior prodotto del settore degli ultimi 5 anni al momento tra quelli visti. Perché un`affermazione tanto forte da parte mia? Andiamo con ordine. Il mondo del sovrannaturale era arrivato poco tempo fa ad aver detto quasi tutto, o almeno questo a molti sembrava, me compreso. Non si fanno più horror che fanno paura davvero, questo il mantra per un settore che rischiava di andare alla deriva. Poi qualcosa è cambiato, e l`ambito sta rinascendo con forza ed energia. Alcuni giovani registi – Ari Aster, autore di questa pellicola, è tra questi – hanno avuto la forza di fondere il terrore con il mistero, unendoli a qualcosa di tanto semplice e banale che nessuno o quasi aveva partorito. Cosa? La quotidianità, la normalità, la possibilità di iniettare dentro la mente degli spettatori l`idea che quello che stavano vedendo era questa volta qualcosa a cui poter credere, e di cui quindi potevano, finalmente, tornare ad avere una sana paura. Questo film rappresenta la perfetta somma di tutto questo, anche per la sua capacità unica di arrivare all`orrore in modo tanto lento e inesorabile da farlo apparire non più tale, ma quasi una pura formalità. La prima parte della storia scorre lenta, quindi, e spesso ci si chiede perché si è stati tanto stupidi da andare a perdere la propria serata per vedere qualcosa che fatica a crescere e non evolve. Ma quando gli equilibri si spostano e i tanti misteri vengono, sempre alla velocità citata, via via svelati, ci si rende conto del perché servisse tanto tempo lento prima. Ci sono dei buchi, è palese, e non si rasenta la perfezione, ma quasi non si notano, tanto diventa avvolgente la casa in cui anche lo spettatore si trova a vivere, quasi fosse casa sua. Questa pellicola dimostra anche come non sono necessari grandi effetti speciali per fare paura, non sono più i milioni di dollari che spostano gli equilibri ormai in questo senso. Bravi tutti gli attori, ma su tutti sono un gradino più in alto la certezza Toni Collette e due promesse che si faranno notare sempre più come Alex Wolff e la piccola Milly Shapiro. Infine, due parole sugli splendidi lavori di ricostruzione della realtà che la protagonista realizza professionalmente: varrebbero da soli il prezzo del biglietto. Forse non tutti ameranno tanto questa trama perché ancora legati ancora ad un vecchio modo di fare paura, ma per noi è semplicemente da non perdere.

Hereditary

Genere: Drammatici, Horror, Mistery

Cast: Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff, Milly Shapiro, Ann Dowd, Marilyn Miller, Mallory Bechtel, Rachelle Hardy, Shane Morrisun

Un film di: Ari Aster

Durata: 126 minuti

Data di uscita: 25 luglio 2018

REVIEW OVERVIEW
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Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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