Hairspray – Il musical

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Edna Turnblad e Tracy Turnblad in Hairspray

You can’t stop a river
As it rushes to the sea
You can try and stop the hands of time
But ya know it just can’t be
(You Can’t Stop the Beat – Hairspray)

Al Teatro Nuovo di Milano, e al Teatro Brancaccio di Roma dal 20 febbraio, è in scena Hairspray, nuova versione italiana, dopo quella del 2010, del musical teatrale di Broadway del 2002, vincitore di 8 Tony Awards, basato sulla pellicola di John Waters, nota in Italia col titolo Grasso è bello (1988). Dal musical è stato tratto un nuovo filmHairspray – Grasso è bello (2007), con un cast che include John Travolta, Michelle Pfeiffer, Christopher Walken e Zac Efron, recentemente tornato al musical con The Greatest Showman (2017).

Si tratta di un racconto di diversità e integrazione nei bigotti Stati Uniti di fine anni `50, dove l’adolescente in carne Tracey Turnblad sogna di trionfare nel suo programma tv preferito, il Corny Collins Show. Sostenuta dalla sua amica Penny, che è vessata dalle proibizioni ottuse di sua madre, ma non da sua madre Edna, grassa casalinga disillusa, che la invita a prendere il suo posto nella lavanderia di famiglia mentre suo padre Wilbur è considerato uno strambo inventore che gestisce un negozio di scherzi.

Al Corny Collins Show c’è Link, l’idolo delle ragazzine che condivide il protagonismo del programma con Amber Von Tussle viziata ragazza spinta dalla madre Velma, produttrice del programma, a farsi notare dalle telecamere e scalare il successo. Un gruppo di neri, all’epoca segregati ed emarginati in spazi ben definiti, trasmette alla passione di Tracey il ritmo travolgente del ballo di colore spingendola verso la trasmissione, nonostante il suo aspetto poco televisivo e l’ostracismo delle bionde, madre e figlia, che detestano i neri e tutto quel che rappresenta il mondo di Tracey.

La versione andata in scena al Teatro Nuovo di Milano beneficia della musica dal vivo che rende più della spesso consueta prassi delle basi registrate, ed è anche la presenza dei musicisti che giustifica biglietti più costosi a teatro, e ne merita anche relativo importo. Un musical, e anche queste canzoni, meritano l’accompagnamento giusto ed è molto bella l’accortezza di illuminare il direttore d’orchestra all’inizio dei due atti e omaggiarlo presso il pubblico. Buona anche la traduzione dei testi delle canzoni, pur nell’impossibilità di una resa identica dall’inglese all’italiano, ma almeno rispetta significato e metrica, cosa purtroppo non sempre scontata.

Mary La Targia, nel ruolo di Tracey, apre con efficacia lo show con Good Morning Baltimore, arrivando su un simpatico letto mobile della scenografia. Un’introduzione che mostra la vincente componente satirica della scrittura: città e persone degradate dove si esibisce il sogno americano di grandezza e successo. Sua madre Edna è interpretata, per tradizione, sempre da un uomo, per sottolineare la scarsa avvenenza della madre che vuole disilludere i sogni della protagonista. Questa volta il ruolo è di Giampiero Ingrassia, visto in Taxi a due piazze e Cabaret, oltre che indimenticabile protagonista dei musical Frankenstein Junior e Grease. Qui torna in grande spolvero nel ruolo di una donna divertente ma mai caricaturale, quindi credibile nonostante di sesso opposto al suo. Unisce agli ottimi trucchi e costumi la sua abilità di padronanza del copione e personalizzazioni che affiorano in quell’imperscrutabile quanto affascinante connubio che si genera tra la preparazione attoriale e la direzione registica. Ruolo riuscito quando Edna è madre, e come si nota in un dialogo musicale fra tre madri e tre figlie, in Mama, I’m a Big Girl Now. Interpretazione convincente anche come donna e moglie nel duetto col marito Wilbur: You’re Timeless To Me. Marito interpretato con simpatia da Roberto Colombo.

Beatrice Baldaccini rende l’antipatia e lo scarso talento della sua Amber, mentre sua madre Velma è interpretata da una Floriana Monici potente, soprattutto nella voce, in brani come The Legend of Miss Baltimore Crabs.

Link ha il corpo e la voce adatti di Riccardo Sinisi per interpretare il fighetto della scuola; Giulia Sol è Pennyl’amica introversa e repressa cui arriva una sorpresa in nero da parte di Seaweed J. Stubbs, interpretato dal vellutato Elder Dias.

Claudia Campolongo ha momenti interessanti come madre di Penny ma anche come spassosissima insegnante anziana di educazione fisica e guardia penitenziaria fissata col sado-masochismo. In fase avanzata dello spettacolo arriva pure Helen Tesfazghi, vista in The Bodyguard – Il Musical, nel ruolo di Motormouth Maybelle, un’attivista per i diritti dei neri che incanta per presenza scenica e voce. Gianluca Sticotti è un carismatico Corny Collins.

Lo spettacolo è riuscito, intrattiene, commuove e fa riflettere ma è giusto notare aspetti ancora migliorabili. Le scenografie sono funzionali nel loro aspetto “cartonato” che riprendono in parte quelle di altre versioni, sebbene altrove si possa notare un approfondimento maggiore, sia nella copertura degli spazi sia nei dettagli, come la casa di Tracey o quelli di una cella.

Non ci sono i vuoti di scenografia visti in Spamalot, spettacolo che ha in comune la regia di Claudio Insegno, però si può fare qualcosa di più; così come il disegno luci, qui ridotto, in altre versioni contribuiva invece a costruire l’illusione scenica. Altrettanto si può dire che le coreografie funzionino e, anche se in vari casi sono così anche nella versione originale, si potrebbe provare a spezzare le file spesso ordinate o smuovere alcuni assoli e duetti dai punti fissi del palcoscenico e movimentare di più il tutto. La regia è ordinata e non osa sconvolgere troppo, cosa anche buona in generale; per quanto alcuni momenti potrebbero essere guidati meglio, come, ad esempio, la conversione della madre di Penny che sembra un po’ improvvisa e anche lo scoppiettante finale di You Can’t Stop the Beat potrebbe diventare esplosivo.

La visione è coinvolgente ed è consigliata a tutti per divertirsi e aprire mente e cuore.

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[three_fifth_last] Hairspray – Il musical

GenereTeatro

Interpreti: Giampiero Ingrassia (Edna Turnblad), Mary La Targia (Tracy Turnblad), Floriana Monici (Velma Von Tussle), Gianluca Sticotti (Corny Collins), Beatrice Baldaccini (Amber Von Tussle), Riccardo Sinisi (Link Larkin), Claudia Campolongo (Prudy Pingleton), Giulia Sol (Penny Pingleton), Roberto Colombo (Wilbur Turnblad), Elder Dias (Seaweed j. Stubbs), Luca Spadaro (Mr. Pinky/Harriman F.Spritzer), Cristina Benedetti (Little Insez/Dynamites), Francesca Piersante, Stephanie Dansou (The Dynamites), Helen Tesfazghi (Motormouth Maybelle), Fabio Gentile, Federica Nicolò, Monica Ruggeri, Martina Lunghi, Giuseppe Brancato, Max Francese, Robert Ediogu

Regia: Claudio Insegno

Libretto: Mark O’Donnel, Thomas Meehan

Musiche: Marc Shaiman

Testi: Scott Whittman, Marc Shaiman

Disegno Luci: Alin Teodor Pop

Disegno Audio: Simone Della Scala

Riadattamento Scene: Roberto e Andrea Comotti

Costumi ripresi da Alessia Donnini

Trucco: Chiara Mastellaro

Direzione Musicale: Tastiera 1 – M° Angelo Racz

L’Orchestra: Tastiera 2 Stefano Damiano, Chitarre – Luca Bettolini e Marco Tersigni, Basso – Daniele Catalucci  – Batteria Marco Campagna – Reed 1 Ezio Allevi – Reed 2 Alessio Zanovello – Tromba Marcello Ronchi – Trombone Pietro Spina – Violini Carmelo Emanuele Patti e Chiara Tofani

Coreografie: Valeriano Longoni

Sede: Teatro Nuovo di Milano, dal 2 al 18 febbraio 2018; Teatro Brancaccio di Roma dal 20 febbraio al 4 marzo 2018

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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