Good Kill

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Il Maggiore Thomas Egan e il Colonnello Jack Johns in Good Kill

Non chiedermi se sia una guerra giusta. Non sta a noi dirlo. Per noi è solo guerra.
(Ten. Col. Jack Johns – Bruce Greenwood)

Ispirato a fatti reali, questo è un film dal grosso potenziale quanto a riflessioni etico-morali sulle ‘nuove guerre’ senz’anima, sui drammi interiori di soldati tenuti ad eseguire gli ordini senza discutere e sulle cause del terrorismo.

Il Maggiore Tom Egan (Ethan Hawke) è un pilota di F-16 dal grande istinto e dalle notevoli capacità. Anziché operare sul campo in Iraq o Afghanistan, però, si trova relegato ad un lavoro d’ufficio, costretto a pilotare droni da una postazione a 7,000 miglia di distanza dalla guerra vera, in un silos militare alla periferia di Las Vegas. La guerra è diventata un videogioco. E per alcuni poco importa se premendo un pulsante in Nevada intere famiglie, donne e bambini inclusi, vengono spazzate via in Pakistan, Yemen o altri territori ‘ostili’: la morte è diventata anonima, o peggio, l’uccisione indistinta di chiunque si trovi nel raggio d’azione del missile diventa una tattica per estirpare il terrorismo.

Il dramma psicologico e morale di Tom Egan si articola in più livelli: “sono un pilota e non volo più” è l’angoscia più evidente, l’unica che per quasi tutto il film il Maggiore condivide col mondo e che potrebbe giustificare, in sé, la frustrazione crescente, l’alcolismo, le difficoltà relazionali con una moglie che non ne comprende l’importanza, l’insoddisfazione palpabile nel trascinarsi al lavoro ogni giorno. Ma vi è un dramma più profondo, ed è la sensazione, sempre sottintesa e mai manifestata, di combattere una guerra sbagliata, o una guerra giusta nel modo sbagliato. Chi sono i terroristi? I Talebani dall’altra parte del mondo, che seppelliscono i loro morti o vanno al mercato o giocano coi propri figli, o i cecchini che da una console di Las Vegas scagliano missili che sterminano padri, madri e figli senza quasi batter ciglio?

Ethan Hawke è perfetto nel ruolo del Maggiore Egan: taciturno, burbero, impassibile pur in tutta la sua angoscia. Solo gli occhi narrano del tormento interiore che lo scuote. Dopo Gattaca – La porta dell` universo (1997) e la sceneggiatura di The Truman Show (1998), Andrew Niccol non avrebbe mai potuto offrirci un film scontato e cliché. Forse ha reso il Colonnello Johns (Bruce Greenwood) un po’ troppo prolisso e palesemente costruito nei suoi discorsi di benvenuto alle reclute, e forse ha calcato un po’ sulla componente emozionale femminile (Vera SuarezZoë Kravitz) che mette in discussione la moralità degli ordini e la giustezza della guerra. Resta comunque una pellicola che lascia aperti interrogativi profondi e che dovrebbe essere ascoltata, più che vista, con estrema attenzione. Perché quella guerra non è ancora finita e forse l’irresponsabilità del combattimento trasformato in videogame ha solo contribuito ad alimentare l’odio e a trasformare bambini in terroristi.

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[two_fifth]Good Kill - Locandina

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[three_fifth_last] Good Kill

Genere: Drammatici, GuerraThriller

Attori: Ethan Hawke, Bruce Greenwood, Jake Abel, Ryan Montano, Dylan Kenin, Zion Leyba, January Jones, Sachie Capitani, Zoë Kravitz, Ross Shaw

Durata: 102

Un film di: Andrew Niccol

Data di uscita: 25 Febbraio 2016

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