Giudizio Universale, Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel

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Peccato Originale in Giudizio Universale, Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel

Giudizio Universale, Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel è uno spettacolo multimediale e multi sensoriale che ci riporta alla Roma del 1508, quando Michelangelo è invitato da Papa Giulio II a realizzare la decorazione della volta della Cappella Sistina, dove si trovavano già, sulle pareti laterali, gli affreschi commissionati da Papa Sisto IV ad alcuni dei migliori artisti del suo tempo, tra i quali Botticelli, il Ghirlandaio, il Perugino e Pinturicchio.

Michelangelo, nonostante si consideri uno scultore e non un pittore, accetta e si accinge a dipingere la volta sul cielo stellato realizzato da Piermatteo d’Amelia, pur senza conoscere le tecniche dell’ affresco. In 520 giorni di lavoro senza sosta porta a termine il capolavoro.

Trent’anni dopo Papa Clemente VII (che ha, tra coloro che gli prestano la voce, Luca Biagini, visto nel musical: Billy Elliot), eletto nel Conclave del 1523, richiama l’ormai sessantenne Michelangelo per conferirgli il completamento ideale dell’opera: ridipingere la parte dell’altare della Cappella Sistina. Nonostante l’artista dubiti di poter dipingere ancora alla sua età accetta ancora e realizza un’altro capolavoro assoluto: il Giudizio Universale.

Lo spettacolo è un’ esperienza sensoriale non solo audiovisiva che va oltre il concetto di cinema, infatti le proiezioni a 270° occupano spesso anche le pareti e il soffitto del Auditorium Conciliazione, in modo da simulare davvero gli interni della Cappella Sistina.

Le scenografie sono elemento vivo dello spettacolo, a partire dai suggestivi blocchi di marmo che diventeranno la scultura del David. Le performance fisiche sono sfaccettate rispetto al concetto di teatro classico. Le interpretazioni hanno i corpi fisici di alcuni interpreti e le voci di altri, tra cui Pierfrancesco Favino, reduce del successo di Sanremo 2018, come voce di Michelangelo, e Sonia Scotti, doppiatrice di lungo corso, qui voce narrante della Bibbia. Lo spettacolo è disponibile in sette lingue, Favino è la voce di Michelangelo in italiano e anche in inglese.

Cristian Ruiz, abile performer visto anche in Zerovskij: Solo per amore, qui è impiegato in una delle sue abilità, quella della danza. Preziosa anche la partecipazione cantata di Sting che interpreta il Dies Irae di Mozart in originale lingua latina e con un arrangiamento molto affascinante.

Tra le parti narrative più suggestive c’è l’ingresso in una Cappella Sistina ancora quasi disadorna, dove Papa Giulio II commissiona a Michelangelo gli affreschi che diventeranno leggendari.

Il racconto delle storie della Bibbia si accompagna a immersive animazioni e dettagli degli affreschi insieme a visioni del firmamento e altre meraviglie. I ballerini emergono talvolta dagli affreschi facendoli vivere ulteriormente con delle coreografie che ne riprendono lo spirito. Tra queste fantasie abbiamo Adamo ed Eva, appena creata dalla sua costola, che danzano conoscendosi e iniziando a godere del Paradiso Terrestre.

Volendo notare un appunto si può dire che alcuni angoli posteriori delle proiezioni non sono completamente a fuoco ma è qualcosa di marginale rispetto alla continua qualità della visione e delle sue sorprese.

Difficile collocare questa opera come spettacolo teatrale, ricco di proiezioni audiovisive che non si definiscono nemmeno come cinema inteso come proiezione su schermo rettangolare. Alcuni effetti, come la fumata bianca durante il conclave, sembrano emergere in mezzo al pubblico. Ci sono persino gli odori dell’incenso durante lo stesso Conclave, rincorrendo il sogno dell’ Odorama che fu di Walt Disney quando voleva ci fossero odori durante le proiezioni di Fantasia (1940), tecnica ancora impossibile al cinema per i costi di queste tecniche su larga scala.

Se qualcuno può obiettare che questo insieme di linguaggi e stimoli sia più vicino alle attrazioni di parchi divertimenti, si può ricordare che nei parchi tematici la scrittura e la progettazione di tali attrazioni ha una concezione spettacolare che parte dal teatro e dal cinema e va oltre i limiti di quei linguaggi.

Anzi accade ormai che le sceneggiature dei film si ispirino proprio a tali attrazioni. Pensiamo, per esempio, alla saga dei Pirati dei Caraibi ispirata direttamente all’omonima opera di Disneyland.

Giudizio Universale però non è solo intrattenimento e divertimento, bensì un modo per amare o tornare ad amare la Storia dell’Arte.  Probabilmente questa è una buona direzione verso cui tendere l’Arte Contemporanea, dopo oltre un secolo dall’invenzione del Cinema, inizialmente contestato e poi consacrato.

D’altronde esperimenti di questo tipo sono già visibili in diverse esposizioni di Arte Contemporanea multimediale e interattiva. Magari questa opera può essere ulteriormente sviluppata a livello narrativo dando adito a sequel o basandosi su altri concetti e pensare a scritture future che prevedano l‘integrazione di più linguaggi artistici.

L’immersione totale dello spettacolo è anche una sfida alla cattiva abitudine di usare smartphone al cinema e teatro, anche se alcuni ancora continuano con questa pessima abitudine, non riuscendo a staccarsene nonostante i relativamente pochi 60 minuti dello spettacolo e i continui stimoli luminosi e sonori non solo frontali ma totali.

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[three_fifth_last] Giudizio Universale, Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel 

Genere: Teatro

Voci: Pierfrancesco Favino, Sonia Scotti, Joseph Murray, Luca Biagini, Ian Thomas Williams, Ennio Coltorti, Julian Hille, Franco Mannella e Sting per la Main Them Song

Performer: Valentino Infuso, Cristian Ruiz, Francesco Cordella, Pietro Rebora, Rimi Cerloj, Danilo Picciallo, Giacomo Corvaia, Desirè Balena, Danilo Monardi, Federica Scaramella, Manuel William Rapicano

Regia: Lulu Helbek

Di: Marco Balich

Video Design: Lule Halls; Musiche: John Metcalfe; Lighting Design: Bruno Poet & Rob Halliday; Coreografie: Fotis Nikolaou; Stage Design: Stufish Entertainment Architects; Sound Design: Mirko Perri; Costume Design: Giovanna Buzzi; Props Theatrical Supervision: Gabriele Vacis; Dialoghi: Luca Speranzoni

Sede: Auditorium Conciliazione

Durata: 60 minuti

Dal: 15 marzo 2018

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