Figli del Destino

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Liliana Segre in Figli del Destino

Ae avessero capito davvero la mia età, ora non sarei qui.
(Liliana Segre – Chiara Bono)

È il caso che determina la vita.
(Liliana Segre – Chiara Bono)

Quattro bambini cresciuti in 4 città italiane diverse improvvisamente vedono cambiare la loro vita. Un mattino di settembre del 1938, dopo la firma delle Leggi Razziali, le vite di Liliana, Lia, Tullio e Guido vengono stravolte improvvisamente. Da quel momento tutto cambia e la vita di quei quattro bambini, come di tutti i bambini ebrei, diventa una vita fatta di discriminazioni, umiliazioni, paura e sofferenza.

A Napoli, Tullio Foà e sua madre vengono aiutati da un Commissario di Polizia (Massimiliano Gallo). A Pisa il piccolo Guido Cava, nascosto in campagna insieme al padre e colpito dalla polmonite, viene aiutato da un medico fascista. A Roma, Lia Levi e sua madre vengono ospitate in un istituto religioso, uno dei tanti che davano rifugio agli ebrei. A Milano, invece, il destino di Liliana Segre è più crudele. Verrà catturata mentre tenta di fuggire in Svizzera con il padre (Massimo Poggio). Deportata nel campo di concentramento di Auschwitz riuscirà a sopravvivere.

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Questa docufiction racconta la Storia dal punto di vista dei bambini, e alla finzione filmica della storia si alternano le storie raccontate dai vari protagonisti, tessute insieme dalla voce narrante di Neri Marcorè.

Produzione Red Film e Raifiction, la pellicola si colloca perfettamente in quella che è la linea editoriale di Raifiction, che guarda il nostro passato e lo mette in relazione al nostro presente. La memoria è il fondamento identitario della nostra comunità e del nostro Paese, e la memoria è particolarmente importante quando si sono verificate delle lacerazioni, quando come in questo caso il racconto riguarda una ferita terribile che è avvenuta; questo andare e ritornare con la memoria a quei fatti aiuta a non dimenticare e a fare in modo che quello che è accaduto nel passato non debba più accadere.

Quest’ opera ha la funzione di custode della memoria del Paese, oltre a ritornare indietro, guardare al presente e costruire il nostro futuro. Attraverso questo racconto si attraversa tutto il periodo che è stato definito “delle persecuzioni razziali”.

Il linguaggio è particolarmente interessante, poiché permette di raccontare il passato di queste storie vere e lo fa portando nel presente la ricostruzione filmica delle storie di quei bambini, narrati da loro stessi che, diventati adulti, si guardano indietro portando il ricordo di quell’esperienza.

Secondo Liliana Segre, questo circuito tra passato e presente lenisce riflettendo su ciò che è accaduto. Oltre a raccontare la storia delle persecuzioni, questo racconto è originale perché mette in scena quello che Lia Levi, una delle bambine, chiama le vessazioni minori, e cioè tutte quelle regole che dal 1938 sono state stabilite per tutti gli ebrei e che hanno mortificato quelli che sono i diritti di base per la convivenza civile, come al diritto allo studio, il diritto alla socializzazione, alla comunità e tutti i diritti che fanno parte della quotidianità.

I registi Francesco Miccichè e Marco Spagnoli hanno voluto ricordare queste storie con particolare pudore ed equilibrio. Ci si è fermati davanti all’orrore senza, però, omettere nulla. Nello spazio che percorre un Freccia Rossa, da Napoli a Milano, si è voluto accendere nello spettatore la curiosità del caso, poiché avendo tutte e quattro lo stesso arco temporale, le realtà erano diverse nelle quattro città italiane prese in considerazione. Sono raccontate quattro storie vere dove si nota chiaramente che la macchina da presa si abbassa e racconta i loro punti di vista. Storie plurali ma non corali, poiché i bambini non si incontrano.

Le conseguenze delle leggi razziali si sono sentite in Italia anche in periodi successivi. Il nostro Paese non ha più avuto politici ebrei negli ultimi 50 anni, ma solo nelle ultime legislature. Era difficile fare pace con le istituzioni che avevano avuto disprezzo per tutti gli ebrei italiani. Produzione complessa per le numerose location, ricerche di repertorio e interviste. Un’opera davvero interessante.

Figli del Destino

Genere: Biografici, Storici, Guerra

Interpreti: Chiara Bono, Niccolò Cancellieri, Emiliano Coltorti, Catello Di Vuolo, Tullio Foà, Massimiliano Gallo, Marco Iannitello, Valentina Lodovini, Massimo Poggio

Un film di: Francesco Miccichè, Marco Spagnoli

Durata: 92 minuti

Data di uscita: 23 gennaio 2019 (Televisione)

REVIEW OVERVIEW
Buono
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Nato a Piacenza ma romano di adozione. Laureato al DAMS e cinefilo da sempre. Appassionato di televisione e di teatro, dove ha collaborato come aiuto regista.

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