Encanto

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Mirabel Madrigal col Tucano in Encanto

Molti anni fa questa candela ha benedetto la nostra famiglia con un miracolo. La nostra casa, la nostra Casita ha preso vita con la magia!
(Abuela Alma Madrigal- María Cecilia Botero)

Far From The Tree

Il film Encanto al cinema è preceduto dal corto Far From The Tree, realizzato con la tecnica ibrida Meander, misto tra 2D e 3D, che dà al disegno un aspetto tradizionale, già visto in corti come Paperman (2021) e Winston (2014). Si tratta della tenera storia di un piccolo procione che si caccia sempre nei guai, nonostante i genitori lo vogliano tenere al sicuro nella tana, nell’albero, e lontano dalla spiaggia dove però incontra le creature che la abitano.

Encanto

Alma e Pedro Madrigal furono costretti a fuggire da casa con i loro tre gemelli Bruno, Julieta e Pepa appena nati e nient’altro. Dopo la tragica perdita di suo marito, Alma fece una preghiera di fronte a una candela in un momento di disperazione. La candela rispose facendo in modo che Alma e i suoi discendenti potessero vivere in una casa magica e animata che li avrebbe protetti e aiutati. Ognuno di loro avrebbe ricevuto un potere speciale che avrebbe accresciuto la meraviglia della famiglia e la riconoscenza della comunità con cui questi doni venivano condivisi. L’unica a non avere un potere è la nipote Mirabel che cerca come può di mascherare la sua normalità rispetto alla famiglia magica.
Anche se la protagonista è Mirabel qui è l’intera famiglia Madrigal continuamente in scena. Ce ne accorgiamo a partire dalla frenetica e ritmata canzone The Family Madrigal in cui c’è uno sforzo compositivo e narrativo nell’elencare nomi, gesta e super poteri di ognuno.

L’ambientazione è quella latina, in particolare la Colombia, come nel recente Pixar: Coco (2017) e gli antesignani Disney: Saludos Amigos (1942) e I Tre Caballeros (1944).
La casa magica ha le componenti che si muovono, dalle finestre fino ai piatti, per aiutare la vita dei suoi abitanti. Elemento caro alla fantasia Disney che richiama un po’ gli oggetti incantati de La Bella e La Bestia (1991) e relativo remake del 2017. Una casa che apre stanze e porte verso scenari ignoti e porta la storia verso direzioni misteriose. Questo grazie a inquadrature originali e dinamiche e i virtuosismi della regia.

In un tipo di narrazione dove il magico e lo straordinario sono di casa viene raccontato il problema esistenziale di una ragazza senza poteri, normale e con tanta voglia di rendersi utile. Può essere visto anche come il problema di chi non conosce le sue doti in un mondo dove ognuno si mostra più interessante di quello che è. Non è forse questa una metafora dell’apparenza sui social network, quasi fossero una magia moderna?
La bellezza della normalità si nota anche nel dettaglio di mostrare praticamente la prima protagonista Disney con gli occhiali, a parte Milo in Atlantis (2001) che come personaggio nasceva però già come studioso intellettuale.

I personaggi sono tanti. Alcuni sono sviluppati più di altri, altri restano più di contorno. A volte sono le canzoni a descriverne il carattere; come Surface Pressure, brano in cui la sorella di Mirabel, Luisa, racconta come il fatto di aver ricevuto il dono di una forza straordinaria porti ad alte aspettative da parte dei tanti che le chiedono aiuto a fare lavori di fatica e lei sempre a una maggiore stanchezza. Un altro momento è in What else can I do? la canzone in cui la sorella Isabella rivela quanto sia impegnativo dare sempre un’impressione di bellezza e perfezione.
Tra gli altri personaggi interessanti c’è pure Dolores, la cugina dotata di udito finissimo e in grado di cogliere rivelazioni importanti; La zia Pepa, in grado di controllare il tempo atmosferico con le sue emozioni.
C’è anche Julieta, la madre di Mirabel e tra le poche a capirne il suo senso di inadeguatezza; oppure Camilo che è in grado di mutare forma; oltre ad altri membri di questa ricca parentela. Personaggi che pure meritavano uno sviluppo maggiore ma sono davvero tanti per integrarsi in questa storia.

Nel loro 60º lungometraggio i Walt Disney Animation Studios tornano con un film animato con canzoni dopo Frozen II (2019). L’autore dei brani è Lin-Manuel Miranda, già compositore per Oceania (2016) e visto come musical performer in Il Ritorno di Mary Poppins (2018).
Dopotutto uno dei registi è Byron Howard che aveva già co diretto il 50° film animato Disney: Rapunzel. Un altro musical che aveva contribuito alla nuova ascesa degli Studi d’Animazione. Howard ha diretto poi Zootropolis (2016) insieme all’altro regista Jared Bush.

Musica e canzoni sono scritte bene ed efficaci, anche se ancora una volta si ha la sensazione di musiche diverse dalla riconoscibilità delle colonne sonore Disney. Se questo era ascoltabile in Oceania, in Encanto si vira ulteriormente verso sonorità moderne che sembrano occhieggiare a volte all’hip hop come in Surface Pressure ma soprattutto verso il mondo latino, in particolare: We Don’t Talk About Bruno è un cha cha cha puro e trascinante nello spiegare il mistero dietro l’affascinante figura dello Zio Bruno; personaggio che rivela sorprese a partire dal passato fino al futuro della famiglia Madrigal.
Se è vero che già dagli anni novanta Howard Ashman e Alan Menken avevano introdotto la musica Calypso e Broadway nelle colonne sonore Disney, fino ad allora inusuali, c’era comunque una continuità anche musicale tra i classici del passato e quelli musicati da loro.
Resta comunque interessante il nuovo contributo autoriale di Miranda e il tempo ci dirà se queste canzoni diventeranno dei classici ascoltabili anche al di fuori del contesto dei film da cui provengono.
In tanta ritmata sonorità latina c’è spazio per canzoni più intime, come in ogni buon musical, di queste una: Dos Orouguitas, nasce in lingua spagnola già in versione originale e rimane così in quelle internazionali. Un pezzo che sottolinea un momento toccante per Abuela Alma.
La nonna, matriarca della famiglia, è un personaggio solido è molto interessante che ha un’interiorità molto più grande di quanto appaia inizialmente.

L’esplosione dei colori e la cura visiva è notevole in questa animazione digitale sempre più precisa e sempre più elevata anche rispetto alla stessa Pixar, che si muove in direzioni più stilizzate, per non dire della concorrenza.
In Disney sembra sempre più chiara la volontà di fare propria la capacità pittorica di descrivere fondali e dettagli di oggetti e abiti anche nell’animazione digitale. Sebbene i personaggi umani potrebbero migliorare la loro espressività senza agitarsi in pose a volte frenetiche con effetti comici ma impreziosite nelle scene più ballate dove beneficiano di vere e proprie coreografie.
Oltre a paesaggi e colori latino americani particolare gioia danno elementi della natura come fiori e animali, molto presenti in alcuni momenti.

Buono il cast delle voci originali, che comprende pure vari artisti latino americani e anche il contributo di doppiatori italiani come Luca Zingaretti, nel ruolo di Bruno o Renata Fusco come Pepa, dove torna sia nella recitazione sia nel canto nella versione italiana di: We Don’t Talk About Bruno (Non si nomina Bruno).

La storia parte bene nel descrivere il mistero di questo incanto e i vissuti nascosti dei personaggi. Ci si aspetterebbe un’evoluzione che porti a una grande rivelazione mentre la piega che prende la narrazione ha soprattutto una morale sentimentale sul valore della famiglia tipica già di lavori come Onward (2020) e lo stesso ciclo di Frozen.
Questo è un elemento positivo anche se arriva dopo un incrocio di avvenimenti, passaggi segreti, scoperte di personaggi e ulteriori colpi di scena che fanno supporre ci sia stata una grande vena creativa sfociata in una risoluzione che poteva essere più potente ma preferisce fermarsi su una tesi che premia i buoni sentimenti piuttosto che spiegare qualcosa in più su come funzioni la magia intorno a questa famiglia.
Il film comunque intrattiene e prende recuperando oltre agli elementi magici anche quelli musicali. Quindi avvicinandosi a una ricetta Disney anche più dell’ultimo Raya e l’Ultimo Drago (2021) più orientato all’azione riscontrabile in altri generi.

 

Encanto – locandina

Encanto

Genere: Animazione, Avventura, Commedia, Musical

Voci originali: Stephanie Beatriz, María Cecilia Botero, John Leguizamo, Mauro Castillo, Jessica Darrow, Angie Cepeda, Angie Cepeda, Carolina Gaitan, Diane Guerrero, Wilmer Valderrama, Rhenzy Feliz, Ravi Cabot-Conyers, Adassa, Maluma, Rose Portillo, Noemi Josefina Flores, Juan Castano, Sarah-Nicole Robles, Hector Elias, Alan Tudyk, Olga Merediz

Durata: 109 minuti

Un film di: Byron Howard, Jared Bush, Charise Castro Smith (codirettrice)

Data di uscita: 24 novembre 2021

 

 

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.