Èluder, thriller breve ma di effetto

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Una busta arriva in una camera d’albergo dove si trova a dormire un professore. Aprendo la busta, l`uomo scopre la foto di una donna, il suo nome e alcune altre informazioni. Poco dopo, l`uomo quasi per caso vede la stessa donna, chiamata Elodie, passare davanti al locale dove lui si trova per bere un bicchiere di vino e, temendo per l`incolumità della giovane, decide di provare a salvarla prima che chi la sta cercando arrivi prima di lui e perciò possa essere troppo tardi.

Breve ma intenso mini thriller drammatico con un protagonista maschile, Fabien Lucciarini, scelto molto bene e con alla fine una protagonista femminile, Mouna Bouchouk, a prima vista scelta non altrettanto bene ma poi, a conti fatti, perfetta anch`essa per il ruolo affidatole. I dialoghi sono scarni e sono presenti solo nella seconda metà del film, che si sviluppa nella prima parte in un continuo di sguardi ed espressioni che danno da pensare. Bravo il regista Simeon Lumgair a cogliere lo stato d`animo e i pensieri di entrambi i personaggi e a trasmetterli agli spettatori. Buoni inizio e fine della storia, ottima la fotografia, qualche sbalzo nei movimenti e delle musiche di sottofondo non trascendentali ma sempre adatte al momento nella trama. Un buon lavoro da guardare con piacere.

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