Dune

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Paul Atreides e Lady Jessica in Dune

La paura è l’assassino della mente. La paura è la piccola morte che porta all’annientamento totale. Affronterò la mia paura e lascerò che passi su di me. Quando la paura se ne sarà andata, non ci sarà nulla. Rimarrò solo io.
(Paul Atreides – Timothée Chalamet)

Paul Atreides è il figlio del duca Leto Atreides, detto il Giusto. Suo padre Leto è persona forte di grande carisma, e rappresenta il massimo degli ideali di giustizia e lealtà. Per questo è famoso tra le altre casate nobiliari, e per questo l’imperatore Shaddam IV lo considera una minaccia al suo trono. Questi, quindi, decide di distruggere la casa Atreides, e per farlo sceglie un luogo perfetto, Arrakis.

Arrakis è il pianeta dove si produce il Melange, detto la Spezia. Questa droga è capace di allungare la vita, offrire la facoltà di prevedere il futuro e dischiudere tutte le potenzialità della mente umana. Sulla Spezia si basa tutta l`economia dell`impero, e sulla Spezia si fonda il potere delle Bene Gesserit, streghe capaci di leggere mente e influenzare le persone. Ma la spezia è difesa strenuamente dai Fremen, nativi di Arrakis che non vogliono vedere il loro pianeta finire sotto il controllo di altri.

Paul arriva con il padre su Arrakis per ordine dell`imperatore, che assegna agli Atreides la gestione del pianeta levandolo agli Harkonnen, ma ben presto l`operazione si rivela fallimentare. Il tutto è solo una trappola organizzata per eliminare gli Atreides, ma qualcosa va storto. L`imperatore e gli Harkonnen non possono sapere, infatti, che forse Paul è l`Eletto, il Kwisatz Haderach che si racconta nelle leggende sarà in grado di unificare l`impero e mettere pace nella galassia.

Avventura e dramma fantascientifico che riprende il romanzo di Frank Herbert e si differenzia parecchio dall`omonimo Dune (1984) da diversi punti di vista, primo fra tutti la durata. Questa versione della storia rappresenta solo la prima metà di una trama che invece era allora raccontata in un prodotto unico. Questo permette una cura maggiore dei dettagli e di tanti aspetti del libro che la volta scorsa futuro tagliati per esigenze di durata. Il superamento dei limiti imposti alla mente dalla paura è il concetto cardine che il regista Denis Villeneuve prova a veicolare, riuscendoci dobbiamo dire in maniera perfetta. La trama si sviluppa in modo lento e senza forti accelerazioni, a parte le scene di guerra che comunque non rappresentano concetti principali. Questo, comunque, non disturba, e anzi permette allo spettatore di godere di tutti quei piccoli grandi particolari che altrimenti non avrebbe notato essendo catturato in modo eccessivo dai movimenti degli attori. Riguardo a questi, tutti abbastanza bravi, con una menzione particolare che va data a Rebecca Ferguson, qui la madre di Paul Atreides, che ultimamente abbiamo ammirato anche in Frammenti dal passato – Reminiscence (2021). Ottimo il Paul Atreides mostrato da Timothée Chalamet, perfetto nella parte. Convincenti Charlotte Rampling, Jason Momoa, Dave Bautista e Oscar Isaac. Rispetto agli altri, meno convincente Zendaya, le sue espressioni riescono a catturare meno lo sguardo. Gli effetti speciali buoni ma non fenomenali, ma non era un must fare un film dove questi lo fossero. Bellissimi i costumi e i trucchi, questi sì di primo livello. Nel complesso, la sottile e penetrante psicologia di cui tutta la pellicola è pervasa riesce in parte nel suo intento di diventare essa stessa una Spezia per la mente degli spettatori, che se ne dovrebbero innamorare a tal punto da diventarne quasi degli adoratori. Il fatto che non si abbia ancora un secondo step sul prodotto limita in parte questo effetto, generando alla fine del prodotto un lecito punto interrogativo, soprattutto per chi non conosce in pieno la storia originale. Ma allo stesso tempo, ammirare l`evoluzione di Paul da giovane senza troppe pretese a uomo vero non è cosa da poco. Possiamo considerarlo ottimo esempio per la crescita di molti ragazzi, ai quali consigliamo la visione. Allo stesso modo, consigliato ai tantissimi appassionati, e a chiunque voglia entrare in contatto con una galassia sconosciuta e che sembra molto lontana, anche se poi ha davveo tanto, tantissimo del mondo in cui viviamo. Da Non Perdere.

Dune - LocandinaDune

GenereAvventura, Drammatici, Fantascienza

Interpreti: Rebecca Ferguson, Zendaya, Oscar Isaac, Timothée Chalamet, Jason Momoa, David Dastmalchian, Dave Bautista, Josh Brolin, Javier Bardem, Stellan Skarsgård, Charlotte Rampling, Stephen McKinley Henderson, Sharon Duncan-Brewster, Chen Chang, Michael Nardone, Babs Olusanmokun, Souad Faress, Charlie Rawes, Benjamin Clémentine, Gloria Obianyo, Oliver Ryan, Stephen Collins, Duncan Pow, Richard Carter, Károly Baksai, Paul Bullion, Ben Dilloway, Björn Freiberg, Balázs Megyeri, Ferenc Iván Szabó, Laszlo Szilagyi, Peter Sztojanov Jr., István Áldott

Durata: 155 minuti

Un film di: Denis Villeneuve

Data di uscita: 16 Settembre 2021

REVIEW OVERVIEW
Da Non Perdere
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Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

1 COMMENT

  1. […] Dramma francese vincitore del Leone d`Oro al 78esimo Festival del Cinema di Venezia che incredibilmente fa la sua prima uscita nelle sale non nel suo Paese d`origine ma nella nostra amata Italia. Diciamo subito che si tratta di una pellicola forte e molto, molto diretta, che non ha timore di mostrare le persone e i loro corpi per quello che sono veramente, anche rischiando in alcuni momenti di diventare oggettivamente eccessiva. Fortunatamente la regista Audrey Diwan costruisce la trama in modo intelligente, dando logicamente la priorità all`attrice principale, ma non lesinando di dare momenti di puro protagonismo a tante altre figure minori ma fondamentali per la vita di Anne. Eccezionale Anamaria Vartolomei nel ruolo di Anne, l`abbiamo conosciuta di persona ieri a Roma in conferenza stampa e sembra uno di quei volti di cui sentiremo spesso parlare in futuro. Interessante seguire come si sia scelto di raccontare i primi 4 mesi della gravidanza di una donna in un periodo storico della Francia – quello dei primi anni `60 – dove il sesso debole non aveva a livello culturale troppe scelte decisionali in questo senso, e si trovava giocoforza costretto a sottostare ai dettami di una società che lo voleva irregimentato alle proprie logiche educative e di vita. La donna era la donna, l`uomo era l`uomo, e ciascuno dei due aveva oneri e onori, dai quali difficilmente poteva sottrarsi. Quando Anne, però, decide di provare a cambiare le cose che la riguardano, possiamo osservare il racconto storico di una fascia culturale in cui ciascuna persona vede le cose in maniera diversa: abbiamo ragazze che sono amiche finché serve, ragazzi che ci stanno solo per il piacere di starci, giovani aperti ad aiutare anche se con fatica, docenti pronti a comprendere e professori che non cambiano mai idea, dottori che capiscono ma non se la sentono e altri che raccontano bugie per seguire le loro idee professionali e le indicazioni governative. Tutto questo esprime pienamente lo spaccato dei giovani francesi di quel tempo, ma sarebbe limitativo dire questo, anche perché tutto questo racconta quello che stiamo vivendo oggi tutti quanti, anche se in maniera e con modi alquanto diversi. Vedere Anne che si inietta una siringa di qualcosa colpisce in modo forte, e non può evitare di far pensare al nostro mondo invaso da Covid e sotto il controllo di multinazionali farmaceutiche che fanno principalmente i propri interessi. Belle le immagini e interessanti luci e colori, che insieme alle musiche e a tutto il resto rendono questa una pellicola da vedere, in particolare per i giovani di oggi. […]