Dogman

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Marcello e i cani in Dogman

So l’amico tuo io. Sì o no?
(Simoncino a Marcellino – Edoardo Pesce e Marcello Fonte)

Matteo Garrone è di nuovo al cinema dopo Il Racconto dei Racconti – Tale of Tales (2015). Qui torna alle atmosfere cupe che ricordano relativamente più quelle di Gomorra (2008).

In una periferia degradata Marcello è un uomo mite che impegna le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di tolettatura per cani, l’amore per la figlia Sofia, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino, un ex pugile che terrorizza il quartiere. Sembra che nulla possa fermare questo delinquente né che nulla possa turbare la pacifica condotta di Marcello, anche quando succedono cose più gravi.

Il rapporto tra i due è per certi versi speculare. Tanto è remissivo e accetta tutto l’uno, tanto è prepotente l’altro, al punto che l’ennesimo colpo dell’ex-pugile dovrà pagarlo paradossalmente proprio Marcello. Quest’ultimo, comunque, sa relazionarsi meglio con i cani che con gli esseri umani. Il film indaga questa sua impossibilità di uscire dalla mitezza e la sua ostinata rassegnazione a subire tutto.

In modo parallelo al protagonista di Reality (2012), dello stesso regista, Marcello vede sfaldarsi il mondo che ha intorno. Se lì c’era l’impossibilità di raggiungere i sogni di gloria qui viene a mancare la cornice tranquilla della vita di sempre, e gli amici non gli perdonano un torto subito, cui Marcellino ha collaborato seppur malvolentieri: Marcello perderà la libertà e la figlia.

Esemplare è come l’uomo mite comincia finalmente a manifestare insofferenza per quel che succede quando riconosce che nessuno lì intorno gli vuole più bene. L’unica cosa che sembra interessargli, lui disposto a perdonare gli amici meno raccomandabili, è dosare amore ai cani che cura e a sua figlia.

L’unica distrazione, che è anche lo stacco momentaneo della prosaica e aggressiva violenza della storia, sono le immersioni subacquee con la figlia, scene con atmosfere vagamente oniriche, così come quelle sott’acqua de Il Racconto dei Racconti – Tale of Tales (2015).

Per il resto la violenza è mostrata con diversi filtri, e viene a volte simulata. Un cane che sembra aggressivo in realtà gode dei massaggi del tolettatore. I delinquenti sono dei ladri di appartamento che non si fanno scrupolo a chiudere un cane in un congelatore.

Il degrado è diffuso, fatto di botte, vendette e sparatorie per regolamenti di conti. Così il povero Marcellino spesso non può fare altro che contemplare i dintorni del suo negozio, resi con un’efficace fotografia e scenografia, con colonne di cemento armato scorticate e locali malfamati; mentre più in là una spiaggia desolata porta lo sguardo verso un altro orizzonte che sembra irraggiungibile.

Marcellino potrà trovare un riscatto solo quando Simoncino viene ridotto a un grado di bestialità con cui Marcellino potrà e dovrà relazionarsi. Nel luogo dove vengono tenuti i cani, la vera bestia subisce torture che non raggiungono l’horror né lo splatter ma sono scene di una certa presa, anche nelle immagini crude dove le interpretazioni di Marcello Fonte ed Edoardo Pesce portano avanti il climax emotivo e l’intensità fisica dimostrata per tutta la pellicola. Tanto mingherlino e scavato in volto l’uno, tanto possente e massiccio l’altro.

Il dramma di periferia scomposta raggiunge le fila narrativa della tragedia, anche se non catartica, bensì condannata alla mancata soluzione. Grande presa emotiva e psicologica di un racconto, ispirato a una cronaca vera, con una regia attenta anche grazie alla fotografia e al montaggio nel rendere bello anche ciò che non lo è nella realtà.

[review]

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[three_fifth_last] Dogman

Genere: Drammatici

Cast: Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli, Alida Baldari Calabria, Gianluca Gobbi

Durata: 102 minuti

Un film di: Matteo Garrone

Data di uscita: 17 maggio 2018

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