Debutto del musical Diana & Lady D, al Teatro Sistina

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Alla conferenza di Diana & Lady D con Bill Goodson, Vincenzo Incenzo e Serena Autieri

Dal 14 al 19 febbraio al Teatro Sistina va in scena il primo spettacolo teatrale al mondo sulla vita della principessa triste, scritto e diretto da Vincenzo Incenzo e prodotto da Engage; presentato il 9 febbraio in conferenza stampa.

Serena Autieri, già principessa in Vacanze Romane, è la protagonista che fa rivivere l’ultima notte della principessa del popolo in un flusso di coscienza dove lampeggiano l’infanzia difficile di Diana, la stagione felice dell’adolescenza, la vita controversa con Carlo, le maestose cerimonie reali, le raggianti apparizioni nella moda e nella mondanità, il volontariato, i discutibili amanti, la solitudine e il dramma. Fino al sorprendente, spettacolare epilogo.

Si tratta di un personaggio emblematico al punto che comunemente è facile ricordarsi dove era ognuno di noi all’annuncio della sua morte, nonostante siano passati vent’anni. In un parallelismo curioso, parlando di una favola moderna, in conferenza è stato detto che oggi i mostri non sono orchi e fate ma il sistema che prima l’ha portata in cielo e poi l’ha stritolata.

Dietro la scrittura di questo spettacolo c’è un approfondito lavoro di documentazione storica con fonti incrociate che danno risvolti anche inediti rispetto a quello che si conosce, dove si vedono le opprimenti umiliazioni che ha dovuto subire fa prima del matrimonio, a partire dall’imposizione, sin da subito, dell’amante di Carlo, Camilla.

Il disegno scenico è del Premio Oscar Gianni Quaranta (Zeffirelli, Yvori, Ross, Corbiau); le luci di A J Weissbard (Bob Wilson, Cronenberg, Sten, Greenaway), sei ballerine esprimono le anime diverse di Diana, coreografate da Bill Goodson (Diana Ross, Gloria Estefan, Steavie Wonder, Moulin Rouge) che festeggia i 30 anni di carriera partiti proprio dal Teatro Sistina, luogo dove quindi torna a casa.

Silvia Frattolillo, costumista storica del teatro italiano, ha creato i costumi sognanti della Principessa, con un grande lavoro sul look meraviglioso in contrasto con le sue espressioni tristi e iconiche.

La musica, diretta da Maurizio Metalli, è stata registrata tra Londra e Los Angeles da musicisti di fama mondiale come Russ Miller, Robert Cohen e Matt Bissonette, abitualmente al fianco di Elton John, Andrea Bocelli, Nelly Furtado, Tina Turner. Le canzoni sono vari inediti più incroci musicali con vari brani tipici della cultura anglosassone e amati dalla stessa Lady Diana. Le versioni tradotte a volte hanno testi adattati agli snodi narrativi dell’opera. Tra i pezzi ci sono Bohemian Rapsody, tradotta in Perdonami, ricordando che a Freddy Mercury la Principessa era particolarmente legata; Somewhere, tradotta in Sempre; poi, in lingua originale, The Sound of Silence, I feel you, Promise me, Wonderful Life, Candle in the Wind. In flash rapidi dello spettacolo sono presenti anche estratti di pezzi come: You are not Alone, Across the Universe.

Un’opera rivolta alle donne che ancora non hanno la libertà di esprimersi e di difendersi che si pone un interrogativo: perché una donna deve conquistare la libertà? Mentre il personaggio di Diana dà spazio all’amore, con gli anni ha rinforzato la sua personalità.

Un musical con una sola protagonista è una sfida. Oltretutto il personaggio ha un’ampia gamma di emozioni e scene complesse. La protagonista sul palco, per esempio, si dispera e partorisce pure. Già dalla prima lettura del copione, rivela il cast, Serena Autieri leggeva e piangeva.

Serena Autieri rivela l’impegnativa preparazione:

Una psicologa mi ha aiutato a cercare dolori che fossero in comune con Diana e rispetto alla parte più cinica e superficiale ho avuto più difficoltà a entrare nel suo vissuto più profondo ma ci sono riuscita. Andando avanti col lavoro cercavo dentro di me l’approvazione della vera Lady Diana in una ideale comunicazione interiore. Aspettavo un lavoro del genere magari tra qualche anno ma sono pronta ed è il momento.

In attesa delle date romane, cui seguirà un tour, dal cast viene timidamente rivelata, per il prossimo 31 agosto, l’idea di replicarlo per l’anniversario della morte alla presenza delle parti coinvolte, quali la Casa Reale e i figli, con cui c’è una corrispondenza complessa e di cui non è possibile conoscere ancora gli sviluppi.

Oltretutto il cast ci tiene a precisare che in questi 20 anni si può dire che la Regina Elisabetta tende e rimuovere Diana dai libri di Storia. A parte qualche intervento dei figli, la sua associazione è stata chiusa, la statua e la fontana concesse con riluttanza non sono curate, la tomba è avvolta di erba e muschio. Nonostante ciò l’immagine di Lady Diana è viva oggi più che mai, forse anche grazie a questo spettacolo.

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