Dark Night

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Aaron in Dark Night

Uno, Due, Tre, Quattro, Cinque, Sei, Sette, Otto, Nove, Dieci, Undici, Dodici, Tredici, Quattordici, Quindici, Sedici …
(Jumper – Robert Jumper)

Sei giovani ragazzi vivono una vita schiva, solitaria, senza punti di riferimento e senza grandi amicizie. Ognuno di loro è diverso dall`altro, e ciascuno di loro potrebbe essere quello che porterà a compimento un gesto tanto folle quanto brutale, sparare a persone indifese all`interno di un cinema.

Ogni cosa che i 6 fanno, ogni azione che compiono, ogni loro comportamento li avvicina sempre di più al risultato, ma solo uno di loro lo renderà qualcosa di reale, vero e tangibile. Esploriamo, così, la nascita di un killer in erba, dagli albori fino al gesto finale.

Dramma liberamente ispirato ai tragici fatti accaduti in Colorado, ad Aurora, dove il 20 Luglio 2012 un ragazzo armato fino ai denti e in tenuta militare uccise 12 persone e ne ferì oltre 70. La storia è dura e amara ma paradossalmente, vola via leggera come una piuma. Merito di una regia accorta che sceglie musiche sublimi per alleggerire la percezione di qualcosa che sarebbe stato altrimenti estremamente duro da accettare e da sopportare per chiunque nella visione. Durante lo svolgimento della trama saggiamente Tim Sutton sceglie di non farci mai vedere lo scontro a fuoco – sarebbe stato forse troppo, e allo stesso tempo avrebbe banalizzato la storia – ma si dedica invece a farci scoprire i sei personaggi principali, come vivono, come provano ad essere felici purtroppo senza riuscirci. L`apertura della pellicola è da brividi, con un occhio che riflette luci di una televisione che si rivelano invece essere quelle di una macchina della polizia. Diventa sintomatico il fatto che le uccisioni siano avvenute proprio dentro un cinema e durante la visione del film Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012): i personaggi delle trame cinematografiche infatti non esistono nella vita reale, ma solo nella celluloide, e il cinema spesso rappresenta uno di quei luoghi dove per molti la fantasia diventa reale, almeno per 2 ore si intende. Questo leva importanza al dramma stesso, come se l`assassino James Holmes, vestito in modo strano, si sia in quel momento sentito parte della trama, e non abbia avuto quindi la piena percezione di stare uccidendo persone reali. Il gesto finale si incastona dentro una cittadina di provincia americana, dove le sei persone scelte hanno tutte problemi a relazionarsi con se stesse e con il prossimo, in un luogo che certamente non li aiuta in questo senso, tanto si presenta desolato e quasi abbandonato. Ed è in quel nulla, in quell`abbandono che la violenza nasce e cresce, una violenza che con intelligenza il regista non mostra mai direttamente, ma che direttamente invece arriva dentro l`anima dello spettatore, che ne sente la pressione quasi senza rendersene conto. Tutto questo viene reso possibile da una musica e da una fotografia di altissimo livello, capaci di non far distrarre mai lo spettatore, e da dialoghi limitati all`essenziale. Tutto questo è capace di mostrare la superficialità del genere umano e soprattutto dei giovani d`oggi, capaci di farsi dei selfie dopo aver visto persone malate di cancro o di giocare alla guerra su dei videogiochi per ore sentendosi finalmente a casa. Sutton la filma, e ce la mostra al cinema, dove come atto finale la superficialità si rivela nella sua completa essenza, che porta alla carneficina. Si sarebbe potuto fare di meglio? Forse sì, ma onore a Tim Sutton per aver realizzato un lavoro di sicuro valore.

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[three_fifth_last] Dark Night

Genere: Drammatici

Interpreti: Eddie Cacciola, Aaron Purvis, Shawn Cacciola, Anna Rose, Robert Jumper, Karina Macias, Rosie Rodriguez

Un film di: Tim Sutton

Durata: 85 minuti

Data di uscita: 1 marzo 2018

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