Crudelia

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Cruella / Estella in Crudelia

Il fatto è che sono nata brillante, cattiva e un po’ matta. Sono Cruella.
(Cruella – Emma Stone)

Crudelia De Mon è un personaggio iconico, nato dalla penna di Dodie Smith nel 1956, nel libro: 101 Dalmatians, e tradotto al cinema nel film animato Disney: La Carica dei 101 (1961). Dopo c’è stato il remake live action del 1996: La Carica dei 101 – Questa volta la magia è vera, il primo dei rifacimenti di classici e molto prima che tale pratica diventasse una serialità, e poi il seguito La Carica dei 101 – Un nuovo colpo di coda (2000). Ora è arrivato il momento di tornare indietro a indagare il passato e capire come è nata la Crudelia che pensavamo di conoscere. Sì, credevamo, perché questo filone riprende l’originale per reinventarlo secondo un gusto moderno.

In una ambientazione di Londra punk rock degli anni `70, Emma Stone, nota soprattutto per La Favorita (2019), La La Land (2017), La Battaglia dei Sessi (2017), Irrational Man (2015), Birdman (2015) e Magic in the Moonlight (2014), è chiamata a interpretare la giovane Crudelia che una volta era una dolce bambina di nome Estella la cui madre le raccomandava di non fare uscire la sua indole più cattiva di nome Cruella. Questa dicotomia caratteriale cui corrispondono due diversi nomi si capisce solo in lingua originale, per questo anche la versione italiana lascia queste denominazioni e riporta la traduzione Crudelia solo nel titolo, poiché il personaggio sia riconoscibile al pubblico italiano che ha imparato così il suo nome.
Lo stratagemma di dare due nomi diversi alle due anime della protagonista, che si confrontano per tutta la storia, supera i problemi di coerenza che ci sono stati invece in pellicole come Maleficent (2014).

Estella è una ragazza creativa e dotata che vorrebbe diventare una stilista ma si ritrova a collaborare con due giovani ladri, in cui riconosciamo i futuri complici Gaspare e Orazio, finché il suo talento viene notato dalla Baronessa von Hellman, una leggenda della moda temuta da tutti per la sua spietatezza, interpretata da Emma Thompson, che torna in Disney dopo aver partecipato a Saving Mr Banks (2014) e ad un altro rifacimento: quello de La Bella e la Bestia (2017).
Le due si trovano a collaborare nella prestigiosa casa di moda che ricorda il contesto del la Carica dei 101 del 1996, la cui protagonista era Glenn Close, che in questa pellicola si ritrova produttrice esecutiva, e tanto Cruella quanto la baronessa richiamano aspetti della Crudelia interpretata da lei. Altrettanto il rapporto conflittuale tra il capo arcigno e l’ambiziosa apprendista sembrano ricordare anche le dinamiche de Il Diavolo veste Prada (2006), la cui sceneggiatura ha in parte gli stessi autori di quest’opera.

 

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Se ci sono vari riferimenti al prodotto animato originale si può dire che questa Crudelia De Mon sia alquanto rivisitata e trasformata. Un po’ ladra, un po’ eroina mascherata in ossequio a una tendenza che vede nel matrimonio tra Disney e Marvel i suoi frutti, pur senza raggiungere gli estremi visti in Raya e l’Ultimo Drago (2021). Anzi la nuova Cruella resta molto femminile e si vanta di riuscire ad affrontare un gruppo di uomini pur indossando i tacchi.
Curioso che il regista sia Craig Gillespie, lo stesso di Tonya (2018), che qui torna a raccontare un`anti eroina costretta dalle circostanze a una folle e irruenta vendetta e ricerca di riscatto. La regia esegue quindi delle vere scene d’azione e adrenaliniche soprattutto nelle sfarzose scene di gala che diventano un confronto di abiti e di forza tra Cruella e la Baronessa.
L’aspetto visivo è curato a partire da abiti che sono vere opere d’arte, ispirati alla cultura punk e altre correnti di moda e arte ispirate allo stile di Alexander McQueen, Dior, Balenciaga, Givenchy, Mary Quant; fino alle suggestive scenografie di Londra e della villa della baronessa che diventerà un iconico maniero.
In tanta attenzione allo stile c’è un nuovo personaggio: Artie, interpretato da John McCrea, proprietario di un negozio di moda vintage che entrerà molto in sintonia con Cruella e ricorda nell’aspetto qualcosa di David Bowie.
Altrettanto curata la scelta di musiche originali e inserimento di canzoni, parzialmente rivisitate, che vanno dai Beatles ai Doors, ai Queen arrivando anche a Doris Day e Nancy Sinatra.
La scrittura è molto curata e riesce a giustificare abbastanza bene alcune concessioni al cosiddetto politicamente corretto, soprattutto nel modo in cui affronta un’ombra di sospetto caro agli animalisti che teoricamente confligge con la mania del personaggio di Crudelia ossessionato dalle pellicce. Da un lato questo significa la reiterata mancanza di coraggio a ritrarre cattivi che lo siano al di là di motivazioni e giustificazioni, anche nel rispetto della caratterizzazione originale di personaggi noti, ma in questa opera più che in altre la questione viene risolta con una certa abilità.
Alcune svolte della storia sembrano invece un po’ più forzate come alcuni colpi di scena o l’incontro di alcuni personaggi. E cosa ne è della canzone omonima dedicata a Crudelia De Mon, celebre nel film animato del 1961, e che in Italia abbiamo apprezzato nella versione di Franco Bolignari? Lo sviluppo di questo lungo prequel può sorprendere più di quanto pensiamo.
Un film diverso nell’atmosfera dal classico che lo ha ispirato. Una riscrittura che gli dà un senso e può diventare anche un motivo per gradirlo. Evitare confronti impossibili tra un classico irraggiungibile e un nuovo approccio magari revisionista ma che vuole essere completamente altro.

Crudelia – locandina

Crudelia

Genere: Commedia, Polizieschi

Interpreti: Emma Stone, Emma Thompson, Joel Fry, Paul Walter Hauser, John McCrea, Emily Beecham, Kayvan Novak, Kirby Howell-Baptiste, Mark Strong, Jamie Demetriou, Niamh Lynch, Andrew Leung, Ed Birch, Dylan Lowe, Paul Bazely, Abraham Popoola, Leo Bill, Ninette Finch, Sarah Crowden, Harrison Willmott, Jack Barry, Asmara Gabrielle, Tom Turner, Thomas Padden, Carl Rice, Chris Ryman, Javone Prince, Hannah Stokely, Haruka Abe, Steve Edge, Richard David-Caine, Waleed Akhtar, Janet Henfrey, Elizabeth Marcano-Mortlock, Camilla Roholm, Joey Akubeze, Linette Beaumont, Conor Moloney, Robert Cawsey, Ed Kear, Sid Sagar, Jacqueline Chan, Hermione Gulliford, Surinder Duhra, Peter Singh, Geoffrey Burton, Helena Dowling, Paul Chowdhry, Tim Steed, John Mackay, Nathan Amzi, Trevor Laird, Joshua Hill, Michelle Greenidge, Jane How, Angela Sims, Geraldine Fitzgerald, Tipper Seifert-Cleveland, Maeve Chadwick, Nell Chadwick, Billie Gadsdon, Ziggy Gardner, Joseph MacDonald, Florisa Kamara, Bobby, Quince, Cooper, Gizmo, Alfie, Bluebell, Nala, Dane, Dixie, Mozart, Amber, Siren, Captain, Patch, Willow, Marley, Parker, Ralph, Roscoe Burr, Raj Awasti, Jeremy Azis, Pierre Bergman, Chloé Booyens, Ben Butler, Gianni Calchetti, Bern Collaço, Grecia De la Paz, Maddie Evans, Ria Fend, Nicholle Hembra, Rajesh Kalhan, Graham Kitchen, Johnny Li Gotti, Keith Lomas, Kate Margo, Obie Matthew, Martyn Mayger, Tony McCarthy, Bharat Mistri, Rachel Muldoon, Emily Ng, Nick Owenford, Wayne Parkhouse, Jag Patel, Jacqueline Ramnarine, John Alan Roberts, Robert Ryan, Atul Sharma, Peter Theobalds, John Wolfe, Evie Wray, Anastasia Zabarchuk

Durata: 134 minuti

Un film di: Craig Gillespie

Data di uscita: 26 Maggio 2021 nelle sale italiane (salvo disponibilità dei cinema) e dal 28 maggio in streaming su Disney+ con Accesso VIP

REVIEW OVERVIEW
Buono
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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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