Coco

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Miguel e Hector in Coco

Ripensa a me
Non dimenticarlo mai
Ricordami
Dovunque tu sarai
Lo sai che devi fare se
Non sono insieme a te
Ascolta la canzone e tu
Sarai vicino a me
(Ricordami)

Dopo il felicissimo Inside Out (2015), e fatta eccezione per Il Viaggio di Arlo (2015), gli Studi Pixar avevano affrontato soprattutto sequel come Alla ricerca di Dory (2016) e Cars 3 (2017). Con il presente lavoro invece si torna ad un’ispirazione più originale e riuscita.

Un musicista messicano, per inseguire il suo sogno, abbandona Imelda e la loro figlia Coco. Da quel giorno la musica è bandita in famiglia, finché il piccolo Miguel, pieno di ammirazione per il divo cantante Ernesto De La Cruz, decide di voler sfidare il divieto di famiglia; solo che anche gli antecedenti defunti interverranno, poiché evocati a ricongiungersi coi familiari vivi durante la tradizionale Dia de Los Muertos.

Interessante è raccontare una storia ambientata in Messico  in questo periodo storico per gli Stati Uniti  e anche le scelte artistiche della sua produzione distinguono questo film rispetto al già variegato panorama delle altre lavorazioni Pixar. Il sogno di suonare del piccolo Miguel è arricchito con copiosa musica e canzoni in stile messicano; così come riferito come volontà di produzione. Di diverso rispetto alle eccellenti canzoni presenti nella trilogia di Toy Story è che tali brani non sono cantati fuori campo ma dai personaggi all’interno delle scene. Non si tratta di un musical in senso stretto, perché i numeri sono all’interno di scene dove i personaggi cantano per esigenze della storia, esibendosi per lo più all’interno di concerti. Tuttavia è una svolta curiosa per uno Studio che si distingueva da Disney anche per l’assenza di canzoni nel tessuto diegetico e anche per aver cercato sempre un relativo realismo degli ingredienti. In un certo senso anche quest’ultimo aspetto vacilla perché dopo il fantasy medievale Brave (2012) si passa a uno paranormale dove i vivi entrano in contatto con le anime dei morti.

Lo spunto affascinante si collega certamente al filone delle pellicole con scheletri, così come ammesso dai realizzatori anche durante la presentazione del film alla stampa di Roma, ed è facile notare collegamenti a La Sposa Cadavere (2005) di Tim Burton, mentre canone comune nell’estetica del disegno rimane il corto Disney The Skeleton Dance (1929) che aveva tra le ispirazioni anche la Danza Macabra di Camille Saint Saëns.

Non deve aver spaventato parlare della morte in un film destinato anche ai più piccoli e questa è una fortuna perché il risultato finale è riuscito benissimo per tutti i tipi di pubblico. L’inizio può apparire convenzionale, nel senso migliore, poiché presenta il piccolo protagonista e il suo sogno di suonare. Il nucleo viene introdotto insieme alla descrizione della tradizione messicana del Dia de Los Muertos dove i morti possono incontrare i vivi grazie all’abitudine di esporre offerte accanto alle immagini dei familiari defunti.

L’avventura diventa presto un viaggio nell’aldilà che ha ascendenti narrativi di tutto rispetto ma qui assume i tratti originali delle sceneggiature della Pixar migliore. Essere ricordati dai familiari viventi è fondamentale per i trapassati e tante sono le scoperte foriere di emozioni e sorprese. Le vicende sono mosse dalla dialettica tra rispetto delle tradizioni e dell’unità familiare e la voglia di inseguire un sogno passando per il valore fondamentale della memoria suggellata dal tema canoro del brano Ricordami. Tema protagonista di vari momenti di cui uno particolarmente toccante. Anche gli altri brani contribuiscono a dare respiro ritmico e avventuroso alle scene caricandole dell’elemento latino che, essendo una novità in Pixar, mancava in modo così evidente anche in Disney forse dai tempi dei lungometraggi tematici Saludos Amigos (1943) e I Tre Caballeros (1945).

La ricchezza musicale si accompagna a un reparto visivo notevole. I colori del Messico sono nelle pennellate digitali delle case, abiti, i petali di fiori che congiungono Vita e Al di là fino alla fantasmagorica, in tutti i sensi, costruzione del mondo dei defunti, ricco di fantasia dove anche i punti più scuri traboccano di curiosità compositiva. Basti notare, ad esempio, la residenza del divo Ernesto De La Cruz e le apparizioni di opere nientemeno che dell’artista Frida Kalo, divenuta un vero personaggio della trama e che eleva lo spessore artistico del film come è stato per le citazioni di correnti pittoriche in Inside Out (2015).

Funziona ancora l’uso dei colpi di scena che confondono le aspettative rispetto all’evolversi della storia e del ruolo dei personaggi, nonostante ormai sia divenuta un’abitudine tanto in Pixar, come in Up (2009), quanto in Disney, come in Zootropolis (2016). Qui comunque funziona tutto benissimo e si dimostra ancora come le idee forti e realizzate bene non hanno bisogno di riciclare format e personaggi. I film originali restano molto spesso i migliori e Coco riporta la Pixar ai suoi livelli più alti, facendoci vedere come affronta storie familiari e di tradizioni e come si possono inserire parti cantate come momenti assolutamente attuali che elevano la qualità generale del prodotto.

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Coco

Genere: AnimazioneAvventura, CommediaRagazziMusical

Cast – Voci originaliAnthony Gonzalez, Gael García Bernal, Benjamin Bratt, Alanna Ubach, Renee Victor, Edward James Olmos, Gabriel Iglesias, Jaime Camil, Cheech Marin, Alfonso Arau, Lombardo Boyar, Ana Ofelia Murguía, Natalia Cordova-Buckley, Selene Luna, Edward James Olmos, Sofìa Espinosa, Carla Medina, Dyana Ortelli, Luis Valdez, Blanca Araceli, Salvador Reyes, Cheech Marin, Octavio Solis, John Ratzenberger

Cast – Voci italiane: Luca Tesei, Simone Iuè, Emiliano Coltorti, Fabrizio Russotto, Mara Maionchi, Matilda De Angelis, Valentina Lodovini

Un film di: Lee UnkrichAdrian Molina

Durata: 105 minuti

Data di uscita: 28 dicembre 2017

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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