Blancanieves

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Blancanieves in Blancanieves

Nel cinema senza sonoro le emozioni sono più intense.
(Pablo Berger)

Il film muto di Pablo Berger (dopo l’acclamatissimo The Artist) entra con forza in questa nuova tendenza cinematografica, sorprendendo il cinema spagnolo. Una lunga gestazione per questo piccolo capolavoro. La favola dei fratelli Grimm è ribaltata in chiave gotica, non lasciando spazio al mondo dei bambini. Ambientato nella Spagna degli anni ’10 e ‘20, Antonio Villalta, grande matador, viene incornato da un toro nell’arena, e resta paralizzato finendo su una sedia a rotelle. L’uomo-vedovo ha una splendida bambina, Carmen, di cui si occupa la nonna dopo la morte della madre. Il vedovo paralizzato viene sedotto e soggiogato dalla conturbante infermiera Encarna, crudele, con attitudini sadomaso e che odia la bambina. Alla morte della nonna, Carmen va a vivere a casa del padre che le insegna la tauromachia all’insaputa della perfida Encarna che ha mire solo sul suo denaro e adora il lusso. Encarna, desiderosa di liberarsi di padre e figlia, ordina all’autista di sopprimere Carmen. L’uomo abbondona la piccola, che crede morta, vicino a un fiume e qui sarà trovata da un gruppo di nani gitani che la chiameranno Blancanieves. La bambina al seguito dei nani crescendo riuscirà a diventare una celebre matadora e sconfiggerà la perfida matrigna. Encarna, scoperto che Carmen è ancora viva, assisterà alla corrida lasciandosi sopraffare dall’ira. Il film di Berger è talmente bello e elegante che non ha bisogno di orpelli per fare innamorare gli spettatori. La favola è rielaborata e trasportata in un mondo pieno di zingari, nani, circensi, matador e ballerine di flamenco. Una fotografia impeccabile rende, nonostante il muto, la pellicola qualcosa che intenerisce e commuove. Blancanieves quando appare dolce e determinata (con il volto prima di Sofia Oria e poi di Macarena Garcia) incanta; la matrigna Encarna (volto aguzzo, sguardo crudele) riesce ad esprimere tutto il suo potere seduttivo e la sua cattiveria. Attrici straordinarie, con un grande impatto visivo, che passano dalla maschera al sentimento, offrendo una carrellata di emozioni visive imperdibili. Si percepisce una grande forza nel girato (pur usando un linguaggio ormai in disuso), e questo ci riesce ad affascinare, riportandoci al cinema di Murnau e Dreyer. Nonostante l’omaggio all’espressionismo del cinema tedesco, le figure  che il film che ci regala sono contemporanee, moderne. Un montaggio estremamente elegante garantisce un tocco di freschezza e modernità. Colonna sonora che scivola dal flamenco a composizioni sinfoniche orchestrali (menzione d’onore ad Alfonso Vilallonga), poche le astuzie registiche per catturare l’attenzione. Sceneggiatura e colonna sonora sostengono il film, dando la dimensione di una pellicola di grande qualità. Una grande magia di bianco e nero per chi ama confrontarsi con un cinema che si affida alle emozioni.

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Blancanieves - Locandina[/two_fifth]

[three_fifth_last]Blancanieves

Genere: Drammatico

Cast: Maribel Verdú, Daniel Giménez Cacho, Angela Molina, Pere Ponce, Macarena García, Sofía Oria, Josep Maria Pou, Inma Cuesta, Ramón Barea, Emilio Gavira, Sergio Dorado, Ignacio Mateos, Carmen Belloch, Itziar Castro, Pere Vall, Carmen Segarra

Regia: Pablo Berger

Durata: 104 minuti

Data di uscita: 31 Ottobre 2013 (Italia)

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