Avengers: Infinity War

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Tony Stark/Iron Man, Peter Parker/Spider-Man e il Dr. Strange in Avengers: Infinity War

Il divertimento non è qualcosa da considerare quando si sta mettendo in equilibrio l`Universo. Ma questo… mi mette un sorriso sul viso.
(Thanos – Josh Brolin)

Nick Fury: C`era l`idea…
Tony Stark: di mettere insieme un gruppo di persone lodevoli…
Vision: per vedere se possiamo diventare qualcosa di più…
Thor: Cosi quando avranno bisogno di noi, potremo combattere le battaglie…
Natasha Romanoff: Che loro non potrebbero mai combattere.
(Nick Fury, Tony Stark, Vision, Thor e Natasha Romanoff – Samuel L. Jackson, Robert Downey Jr., Paul Bettany, Chris Hemsworth e Scarlett Johansson)

Arriva al cinema il terzo film sugli Avengers, quei Vendicatori creati su carta da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni) nel 1963.
Siamo ormai indipendenti dal “vecchio zio Lee”, siamo cresciuti e ci siamo creati un nostro micro (ormai macro) cosmo che vede in questa pellicola il diciannovesimo lungometraggio della Marvel.

Nella ventina di Cinecomics Marvel che abbiamo visto negli ultimi dieci anni si è intuito che alcuni eventi sono stati ideati per introdurre i personaggi principali, altre vicende si sono sviluppate e concluse in un unico episodio e infine un’unica storia è stata protratta lungo tutta una serie di film. Questo ultimo è il nostro caso.
Il grande filo conduttore in questione è rappresentato dalle Gemme dell’Infinito, delle pietre in grado di conferire a chi le possiede il potere assoluto su tutto l’Universo.

 

FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Per chi si fosse sintonizzato solo ora, o per coloro che vogliono semplicemente fare un ripasso, eccovi un breve vademecum per approcciarsi al meglio al presente prodotto.

Le sei Gemme dell’Infinito sono sparse su pianeti e galassie dell’Universo, onde evitare che vengano riunite e scatenino il loro immenso potere. Ma anche prese singolarmente le pietre sono estremamente ambite, e così incontriamo la prima di esse – la Gemma dello Spazio (di colore blu) – contenuta nel Tesseract, che da Odino passerà in mano all’Hydra in Captain America – Il Primo Vendicatore (2011) e poi a Loki in Avengers (2012).

Lo scettro del Dio del Caos d’altronde contiene la Gemma della Mente (gialla), e verrà rubato dal barone Strucker in Captain America – Il Soldato d’Inverno (2014). Da questa pietra scaturiranno i poteri di Pietro e Wanda Maximoff (alias Quick Silver e Scarlet Witch) e verrà generata l’incarnazione Visione, che la porta incastonata sulla fronte in Avengers – Age of Ultron (2015).

La Terza Gemma – della Realtà (rossa) – venne rimodellata da Malekith nell’arma semifluida Aether in Thor – The Dark World (2013). Entrerà infine in possesso del Collezionista.

I Guardiani della Galassia (2014) introducono la Gemma del Potere (viola), contenuta nella sfera Orb e strappata al malvagio Thanos per consegnarla nelle mani sicure della Nova Corps.

Con la storia introduttiva di Doctor Strange (2016) conosciamo la Gemma del Tempo (verde), che il medico porta racchiusa nell’Occhio di Agamotto.

L’ultima (e la più ambita) è la Gemma dell’Anima (arancione), sconosciuta fino al film qui presente.

Lungo i summenzionati lavori apprendiamo che il titano Thanos è intenzionato ad impossessarsi di tutte le gemme, diventando così l’essere più potente dell’Universo.

 

LA SQUADRA DEI VENDICATORI SI ALLARGA

Avengers: Infinity War si apre in medias res.
Non perde tempo con pleonastiche spiegazioni o insulsi riassunti. La Marvel conosce i suoi spettatori ed è proprio grazie alla loro spassionata fiducia che ha potuto costruire questo mini-impero che ormai riecheggia, senza farne troppo mistero, le orme dell’Impero per eccellenza: quello della serie di Star Wars.
Ci troviamo in tanti multi universi inestricabilmente connessi, e in uno di questi Thanos si è già impossessato di una Gemma dell’Infinito. Nei primi minuti di Infinity War è chiaro che stavolta i buoni non avranno sempre la meglio e che contrariamente all’uso comune non sono loro i veri protagonisti di questa storia. Certo, tutti i supereroi hanno una piccola parte, riuscendo incredibilmente a ritagliarsi per sè delle mini-stories nell’arco delle due ore e quaranta di pellicola.
Ma il vero pilastro portante di questo prodotto, il vero titano che porta sulle sue spalle il peso dell’intera struttura filmica è quel Thanos di Josh Brolin – ripreso in motion capture e cgi ovviamente – che ad oggi è forse il miglior anti-eroe del Marvel Cinematic Universe.

Cupo, tormentato e incredibilmente viscerale, il titano è stato su carta uno dei personaggi più complessi e profondi, il cui passato ne faceva una personalità variegata e dai sentimenti contrastanti.
La trasposizione filmica, che per questioni di tempistiche – e scelte di storyline – non poteva riesumare l’intera storia di Thanos, ne delinea comunque una psicologia azzeccata, centrando quello che è di fatto l’intento del gigante: il genocidio.
Eppure esponendo le sue motivazioni, tratteggiando il suo percorso motivazionale e avvalendosi di alcuni flashback, Thanos riesce a sintonizzarsi sulle onde emotive dello spettatore, che quasi empatizza con le sue gesta in nome di un bene maggiore.

La carica emozionale dell’antagonista funge quindi da leitmotiv alle sottotrame dei nostri supereroi, vecchie conoscenze che stavolta combattono contro i mulini a vento, provati dalle proprie vicende personali e per una volta incapaci di essere davvero all’altezza della situazione (su tutti l’Hulk di Bruce Banner).

Casa Disney impone le solite gigionerie, che infondo servono a stemperare un clima altrimenti troppo carico e a strappare un sorriso anche allo spettatore meno uso ai cinecomics. Lo humor è declinato anche in maniera metacinematografica, permettendo citazioni vintage – ottima mossa di marketing, data l’incredibile ondata nostalgica che stiamo vivendo – e auto-citazioni punteggiate da una colonna sonora chiaramente distinguibile.

 

AVENGERS: TECNICA E SPETTACOLO

Già etichettato come il secondo film più costoso di tutti i tempi, questa pellicola è costata 300 milioni di dollari circa, e si ripromette di incassarne altrettanti.

Il gigantismo spettacolare che da sempre ha caratterizzato i film del Marvel Cinematic Universe qui raggiunge il suo parossismo.
Il che diventa anche un’arma a doppio taglio: spesso la CGI è molto invasiva, tanto da esasperare lo spettatore meno avvezzo al genere, ma al contempo tale da soddisfare appieno i più giovani e gli aficionados (quel pubblico di sedicenti nerd al quale si rivolgevano in origine i fumetti Marvel).

In attesa del preannunciato seguito, ancora senza titolo (previsto per Maggio 2019), possiamo dire che i fratelli Russo conducono bene la regia del più colossale dei kolossal, e omaggiano con sapienza – e nei giusti momenti – le peculiarità dei registi che li hanno preceduti (su tutti James Gunn e Scott Derrickson). Ormai le scene action sono scontate, ma visivamente stupefacenti, tanto da sorprendere ogni volta.

Ma se i combattimenti grandiosi ormai sono arcinoti, la pellicola continua con successo a delineare la psicologia dei propri personaggi, cuore e anima di un progetto nato dieci anni fa e che oggi con questo lavoro mette il suo primo vero punto.
Sì perché stando alle parole del produttore Jeremy Latchman:

…questa non è la fine del Marvel Cinematic Universe, ma la fine di una parte di esso.

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[three_fifth_last] Avengers: Infinity War

GenereAzione, AvventuraFantasy

Attori: Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Scarlett Johansson, Don Cheadle, Benedict Cumberbatch, Tom Holland, Chadwick Boseman, Zoe Saldana, Karen Gillan, Tom Hiddleston, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Anthony Mackie, Sebastian Stan, Idris Elba, Danai Gurira, Benedict Wong, Pom Klementieff, Dave Bautista, Gwyneth Paltrow, Benicio Del Toro, Josh Brolin, Chris Pratt, Bradley Cooper, Tessa Thompson, Jeremy Renner, Cobie Smulders, Vin Diesel

Durata: 149 minuti

Un film di: Joe Russo, Anthony Russo.

Data di uscita: 25 aprile 2018

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