Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

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Vincent Van Gogh in Van Gogh - Sulla soglia dell`eternità

Posso far sentire alle persone cosa vuol dire essere vivi.
(Vincent Van Gogh – Willem Dafoe)

Non credo potrei vivere senza dipingere.
(Vincent Van Gogh – Willem Dafoe)

Tra i diversi prodotti cinematografici sinora dedicati a Vincent Van Gogh, il presente ha la caratteristica di coinvolgere lo spettatore a cogliere l’essenza della Natura con gli occhi del grande pittore olandese, della quale egli stesso si sentiva parte integrante.
Il grande merito di questa lettura artistica ed emotiva lo dobbiamo alla regia di Julian Schnabel, formato artisticamente a New York, pittore, scultore con una lunga serie di mostre personali, che espresse la sua sensibilità per il cinema, scrivendo e dirigendo la pellicola Basquiat (1996) dedicata al pittore newyorchese.
Questa volta viene affiancato nella sceneggiatura da Jean Claude Carrière, che vanta al suo attivo una lunga collaborazione con Bunuel.
Tra gli attori, Willem Dafoe rende con efficacia il tormento del grande pittore olandese, meritando la Coppa Volpi della 75° Mostra del Cinema di Venezia e la nomination come miglior attore ai Golden Globe Awards.
Oscar Isaac interpreta con passione il turbolento rapporto con Gauguin che percepiva la grandezza di Van Gogh pur non condividendone inizialmente la visione.
Rupert Friend quello profondo e viscerale con il fratello Theo, l’unica persona che sapeva ascoltarlo, capirlo, amarlo, anche nei momenti della più grande disperazione, e che contribuisce a dare rilevanza ai rapporti umani ai quali Vincent teneva di più.

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Sin dalle prime inquadrature si nota la accurata ricostruzione degli ambienti dell’epoca con una magnifica fotografia, che rende vivo lo splendore della campagna francese, dove Van Gogh amava fare lunghe passeggiate per cogliere la bellezza dei luoghi fonti della sua inspirazione.

Il frequente uso della ripresa con una visione “soggettiva” dell’artista aiuta a percepire lo sviluppo delle emozioni che provava Vincent quando veniva abbagliato dai colori che esplodevano sugli splendidi paesaggi dei campi arati, di alberi maestosi, sulla cima dei quali il sole lasciava delle scie di colori vivi, che il pennello di Vincent quasi “scolpiva sulla tela” con pennellate vigorose, veloci, segnando con un tratto quasi “rivoluzionario” la sua percezione di appartenenza alla natura, dall’interno, della quale si sentiva parte integrante, in un’estasi di colori che lo colpivano, come quando correva tra le canne multicolori solcate dai raggi del sole.

Vincent riusciva anche a cogliere l’essenza nelle semplici cose, come quando lo vediamo dipingere, in una intensa fase creativa, le scarpe posate a terra a casa al rientro di una passeggiata, trattando forma e colore con rapide ed incisive pennellate.

In molte inquadrature di oggetti, persone, cose, l’immagine è curata dal punto estetico come se fosse un quadro essa stessa. Il regista pittore porta lo spettatore a vedere la Natura come la vedeva Vincent… pronto a trasferirle su tela con “tratti veloci”: “Io non invento il quadro… lo tiro fuori dalla natura…” e “forse io vedo cose che altri non vedono, facendo sentire vive le persone con i miei quadri“, a differenza di quanto pensava il suo amico Gauguin, che alla fine rivaluta la sua visione creativa.

Risulta evidente in questi gioielli descrittivi l’esperienza del regista-pittore, che vuol renderci partecipi della magia creativa di Van Gogh, nella apparente semplicità di creare un opera d’arte, quando riusciva a cogliere e render su tela “la musica del sole” e “l’essenza della natura, la bellezza, l’energia che lega tutti noi” e che rendono un opera immortale, sulla soglia dell’eternità.

Nel film Julian Schnabel utilizza tecniche audaci di inquadrature sfuocate e sovrapposte, per narrare di un pittore visionario, che percepisce i colori che escono dalla natura e arrivano fino alla mente, in un estasi di follia, che Vincent sentiva come una benedizione, rappresentando così l’aspetto rivoluzionario di Van Gogh, precursore e anticipatore dell’evoluzione espressionista, che lo ha visto staffetta di un cambiamento, sostenuto da una febbrile ed incessante attività produttiva di grandissimi capolavori.

La sceneggiature non insiste sulla già nota biografia di Van Gogh, senza trascurare però i momenti di grandi sofferenza passati nella solitudine del rifiuto e dell’incomprensione, della follia e del ricovero nella casa di cura, che lo hanno accompagnato per la sua breve vita, sino alla morte velata di mistero.

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

Genere: Biografici, Drammatici

Interpreti: Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Stella Schnabel, Mads Mikkelsen, Niels Arestrup, Alan Aubert, Amira Casar, Lolita Chammah

Un film di: Julian Schnabel

Durata: 111 minuti

Data di uscita: 3 Gennaio 2019

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