Anni felici

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Guido e Serena in Anni felici

Indubbiamente erano anni felici. Peccato che nessuno di noi se ne fosse accorto.
(Dario – Samuel Garofalo)

Daniele Luchetti celebra tra nostalgia, realtà e fantasia un momento del suo passato dove, senza alcun apporto di estro e novità, tutto si riduce a un racconto familiare. Guido, artista con pretese di far parte dell’avanguardia, è il marito di Serena, donna semplice che lo ama in maniera appassionata. I loro figli Dario e Paolo sono partecipi alla storia familiare, fatta di tradimenti e passione. Girato in super 8 per ritrovare, come dice il regista, il piacere della pasta che solo la pellicola sa dare, si narrano gli anni felici che forse felici non sono mai stati, nel tentativo di cambiare le cose.

I due personaggi, molto diversi, sono molto ben caratterizzati. Serena è una donna complessa, in lei ci sono racchiuse cento donne, è una figura molto contradittoria, è una madre devota ma allo stesso tempo bigotta. Lei ha un fascino profondo, il suo amore per Guido la porta ad avere una ferita nell’animo, il suo rapporto è fatto di ricatti, di cui si serve per condurre un gioco infantile. Guido, è un sognatore, fragile, che tenta di emergere in un mondo complesso anteponendo l’arte alla famiglia.

Unica novità, finalmente un adulterio al femminile: Serena cede alle avance della gallerista Helke portatrice di libertà ed evoluzione, e nello sperimentare un nuovo tipo di amore c’è la paura e la sofferenza di una donna che si trova a un bivio. Ma chi è lei realmente Serena? Forse è un femminista fino alla fine e poi che vuole dall’amore? Interrogativi che ci accompagnano lungo lo snodarsi della storia. Il personaggio altamente drammatico, racchiude in se una grande leggerezza. Il film parla della famiglia del regista, ma verità e fantasia sono mescolate con grande charme, tutto viene visto attraverso gli occhi dei bambini. Il padre, cioè Guido, è una figura monolitica, la vera artista è la madre che senza alcun pudore si mette nuda davanti al pubblico, in una performance del marito. Luchetti è travolto da questo amore e il ricordo si fa dolce e amaro.

Helke, la gallerista è una donna matura e evoluta, lei capisce a fondo Serena, è la trasgressione ma è anche il simbolo del cambiamento e della libertà. Il suo ascoltare da alla donna il piacere di trovare una figura calda, accogliente, capace di capirla fino in fondo. Il loro amore nato all’improvviso è diverso, non ci sono costrizioni, questo la rende libera di vivere un’altra vita.

Gli anni 70 e il mondo dei body artist dell’epoca vengono esplorati con superficialità, si mettono in evidenza solo gli aspetti trasgressivi, non si percepisce il dolore di questi artisti, come Janis Kounellis, citato dal protagonista, che vogliono dare un immagine nuova all’arte mettendo a nudo il proprio corpo. Il film è stato presentato a Toronto e non a Venezia, perché come sottolineato dal regista era la location più idonea, niente red carpet lussuosi ma solo il calore del pubblico.

Lo sguardo dei bambini a tratti è commovente, c’è tanto affetto verso quegli anni, in quell’estate dolce. C’è anche un grande lavoro fatto su stereotipi nel tentativo di raccontare altro. Grande rispetto per i personaggi ma altrettante contraddizioni, i rapporti genitoriali sono fallimentari, i bambini chiamano Guido e Serena per nome, levando loro ogni autorità. La loro vita familiare è totale, ne sono partecipi in modo devastante, condividendo con i genitori, amori, passioni, questo leva a figure adulte ogni sorta di autorità. L’incontro tra Guido, artista con pretese di avanguardia e Serena figlia di commercianti, si tramuterà da una parte in un ritrovare se stessi inseguendo la libertà e dall’altra nell’infrangersi dei sogni e nello sfaldamento familiare. Guido è l’unico sconfitto, prigioniero della sua arte non riesce a volgere lo sguardo altrove. Girato con cura dei dettagli e grande garbo ma nessuna novità, la pellicola scorre piacevole anche se a tratti c’è lentezza. Gli attori molto bravi, ma quello che ci colpisce è la bravura dei piccoli Dario e Paolo che sono lasciati liberi dal regista di interagire con la macchina da presa. Film drammatico, commovente, poetico che ci fa riflettere sui disastri familiari.

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Anni Felici - Locandina

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[three_fifth_last]Anni felici

Genere: Drammatici

Cast: Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Martina Gedeck, Samuel Garofalo, Niccolò Calvagna, Benedetta Buccellato, Pia Engleberth

Un film di: Daniele Luchetti

Durata: 106 minuti

Data di uscita: 3 Ottobre 2013 (Italia)
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