Anita B.

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Anita in Anita B.

I sogni sono quello che nella realta non succede
(Anita – Eline Powell)

Arriva nelle sale in questi giorni il nuovo lavoro di Roberto Faenza, liberamente ispirato ad un racconto di Edith Bruck (da qui la B. del titolo).

Anita è una giovanissima ebrea scampata al campo di concentramento che, avendo perduto tutta la famiglia viene ospitata dalla sua unica parente, la zia Monika, sorella del padre. Presto Anita si scopre sola e mal tollerata, nessuno vuole ascoltare i suoi racconti e l’Olocausto sembra una vergogna della quale non si deve mai parlare; il desiderio di vivere fino in fondo senza rinnegare nulla del proprio trascorso però è più forte di qualunque orrore patito, tanto da permettere alla ragazza di vivere il primo amore, di sognare e di desiderare in un futuro migliore, nella possibilità di ritrovare una terra promessa dove sia possibile trasformare il dolore in speranza e forza.

Anita B. è una produzione della Jean Vigo in collaborazione con RAI Cinema, e purtroppo la regia e la fotografia hanno il brutto difetto di apparire molto simili ad una fiction della prima serata domenicale RAI; una fotografia classica e patinata, una regia che non lascia il segno, unite ad una sceneggiatura piuttosto banale, che rende il lungometraggio di Faenza un continuo dejà vù. La vicenda scorre piatta e banale, ogni evento è largamente “telefonato” per usare un gergo teatrale, manca decisamente un classico e necessario coupe de théatre che, forse, avrebbe risollevato le sorti della narrazione. La prestazione attoriale è di livello medio, nessuno degli interpreti brilla di luce propria ma si evince un appiattimento generale, tutti strappano una sufficienza senza entusiasmare.

Se il cinema ha esplorato in lungo e in largo il dramma dell’Olocausto, poteva realmente essere interessante analizzare il “dopo”, ovvero entrare nelle ferite dell’anima di chi sopravvive e ne sente il peso, la responsabilità e forse, in alcuni casi, persino la colpa. Il lungometraggio dovrebbe condurci per mano nell’animo di un’adolescente che, nonostante i dolori indelebilmente impressi nel suo cuore, sceglie la vita e il coraggio. L’esperimento non riesce a Faenza, che si accomoda nel cliché, dove tutto quello che accade nel film (ed accade comunque non un granché) sa di visto e rivisto, non riuscendo mai a sorprendere lo spettatore; una trama banale che manca del colpo d’ali capace di arrivare in fondo, di toccare delle corde di intimità e di coinvolgere; in alcuni tratti sembra che il film debba decollare, Anita è chiaramente un’artista, sa dipingere e suonare, quindi perchè non approfondire la tematica Arte/Vita, che avrebbe aperto delle strade percorribili ed interessanti? Tutto invece rimane sfiorato, accennato e superficiale. Nel complesso un film che non resta impresso, non indispensabile.

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Anita B. - Locandina[/two_fifth]

[three_fifth_last] Anita B.

Genere: Drammatici

Cast: Eline Powell, Robert Sheehan, Andrea Osvart, Antonio Cupo, Nico Mirallegro, Clive Riche, Guenda Gloria, Moni Ovadia, Jane Alexander 

Un film di: Roberto Faenza

Durata: 88 minuti

Data di uscita: 16 gennaio 2014

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