Tutti i Soldi del Mondo

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Fletcher Chase e Gail Harris in Tutti i soldi del mondo

Lei è protetto da ogni minaccia a meno che la minaccia non arrivi da me.
(Fletcher Chace – Mark Wahlberg)

Il nuovo lavoro di Ridley Scott è una revisione parzialmente romanzata di un fatto realmente accaduto e diventato un caso mediatico internazionale: il rapimento a Roma, nel 1973 del giovane John Paul Getty III (Charlie Plummer), nipote del magnate del petrolio Jean Paul Getty (Christopher Plummer), noto per essere l’uomo più ricco al mondo ma anche il più avido. Infatti il nonno rifiuta il pagamento del riscatto al punto da costringere la madre del ragazzo Gail (Michelle Williams, appena vista anche in The Greatest Showman (2017) e l’uomo della sicurezza Fletcher Chace (Mark Wahlberg) a una corsa contro il tempo per raccogliere i soldi del riscatto.

Un film megalomane con gran dispiego di set da Londra a Roma fino in Medio Oriente, in Marocco e alla Calabria anni `70 ritratta con il lato peggiore della piaga della ‘ndrangheta dei sequestri di persona senza risparmiare nemmeno lo stereotipo folkloristico di una tarantella ballata sul luogo della prigionia del giovane Paul. Altrettanto stereotipati gli scenari con le prostitute e i paparazzi in giro per Roma. L’avvenimento di cronaca è anche un pretesto per descrivere il potere logorante e lacorruzione dei soldi che portano alla triste conclusione che il denaro può diventare più importante degli affetti.

È giusto ricordare che questa pellicola è stata rigirata con Christopher Plummer come protagonista al posto di Kevin Spacey. Per quanto il decano abbia l’età più vicina al ruolo e abbia fatto un buon lavoro, Spacey è stato sostituito e allontanato da Hollywood a causa di accuse di molestie sessuali ancora da verificare nelle sedi che saranno più opportune. C`è quindi un prodotto alternativo, già girato e che sarebbe uscito se non fosse stato per questa vicenda. La candidatura di Plummer ai Golden Globe per questo ruolo, tutto sommato convenzionale anche se ben interpretato, appare tuttavia una forzatura rispetto alla vicenda in corso, quasi a suggellare una giustificazione a questa sostituzione.

Christopher Plummer, anche senza considerare che ha girato le sue tante scene in soli dieci giorni di riprese, ha la presenza giusta per questo ruolo pur ricordando un insieme tra Ebenezer Scrooge, dal Canto di Natale, che ha anche interpretato in Dickens – L’uomo che inventò il Natale (2017) e Charles Foster Kane, il magnate collezionista di oggetti, protagonista di Quarto Potere (1941).

Michelle Williams è una madre credibile e ha una bellezza messa al servizio del ruolo di unica donna dai sani principi in una famiglia in cui i soldi hanno corrotto le anime. Mentre il padre del ragazzo, interpretato da un pur espressivo Andrew Buchan, ha poche scene funzionali al suo ruolo di collegamento tra sua moglie e suo padre.

Mark Wahlberg è promosso in qualche modo nel cinema che conta anche se ancora in un ruolo molto fisico di addetto alla sicurezza e ci regala anche qualche secondo di una scena di flessioni.

In parte il giovane Charlie Plummer, che condivide curiosamente anche il cognome reale con suo nonno nel film, nel ruolo di un giovane americano diafano e magrissimo, investito da vicende più grandi di lui che comunica soprattutto con lo sguardo smarrito e pochi dialoghi.

Sufficientemente sporchi e sgradevoli i malavitosi e rapitori, con Romain Duris distintosi nel ruolo di Cinquanta, un uomo vicino al prigioniero e alle trattative del riscatto; anche se la sceneggiatura gli affida la sfumatura del delinquente stanco della bassezza in cui vive e addirittura invita il giovane Paul a lasciare l’Italia. Diventa perciò quasi un esponente della protesta dei mali italiani periodicamente presenti nel nostro scenario, un po’ forzato quindi nella sua parte, come forzato è anche il fatto che una produzione americana si metta a pontificare su questo argomento, in un cinema che non può essere definito di denuncia.

Citiamo pure, per il pubblico italiano, le brevi scene di Nicolas Vaporidis nel ruolo di un delinquente che ha il suo momento di dramma atto ad illustrare i crudeli codici comportamentali delle organizzazioni malavitose.

Il racconto biografico scorre in una sontuosa rappresentazione hollywoodiana cui Ridley Scott ci ha ormai abituati da almeno venti anni; pensiamo per esempio a Sopravvisssuto – The Martian (2015). È facile empatizzare con il giovane ragazzo rapito, nonostante sia diventato un ricco viziato, ed è facile ridere della taccagneria del nonno fino a disprezzarlo nei suoi eccessi.

Un racconto di cronaca romanzato e di una durata considerevole realizzato con buona confezione, in primis la fotografia e le scenografie che sfruttano scenari notevoli, poi i curati mezzi e abiti d’epoca e la miriade di oggetti d’arte che Jean Paul Getty collezionava e amava più delle persone. La versione del film doppiata in italiano riesce abbastanza a distinguere le coloriture di accenti italiani, che siano le prostitute di Roma o i paesani calabresi, anche se sono i dialoghi originalmente inglesi ad essere appiattiti nella probabilmente inevitabile esigenza di dare ai personaggi una lingua comune con cui esprimersi.

Una produzione che ha ricevuto una forse inaspettata notorietà a causa della vicenda, ancora non chiarita, dell’ex protagonista Kevin Spacey travolto da un ciclone di scandali cui gli Stati Uniti stanno attenti a seconda di chi o cosa venga coinvolto.

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[three_fifth_last] Tutti i Soldi del Mondo

Genere: Biografici, DrammaticiThriller

Cast: Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Charlie Plummer, Romain Duris, Timothy Hutton, Olivia Grant, Charlie Shotwell, Stacy Martin, Andrew Buchan, Marco Leonardi, Giuseppe Bonifati, Nicolas Vaporidis

Un film di: Ridley Scott

Durata: 133 minuti

Data di uscita: 4 gennaio 2018

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