Alaska

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Fausto e Nadine in Alaska

Nadine: Quanto devi restare qui?
Fausto: Ho preso due anni.
(Fausto e Nadine – Elio Germano e Astrid Berges-Frisbey)

Fausto e Nadine, due ragazzi con nulla in comune, almeno apparentemente. Lui vuole diventare il maître dell’hotel in cui lavora, lei cerca lavoro in modo svogliato e distratto e lo trova in una audizione come modella. I due giovani si conoscono proprio sul tetto dell’hotel di Parigi in cui lui lavora e da allora la loro vita cambia radicalmente, anche se in modo totalmente confuso ed imprevedibile.

L’improvvisata coppia, infatti, non è presto più tale e inizia a vivere tra l’Italia e la Francia, vita che li porterà tra alti e bassi dalla ricchezza alla rovina economica e di nuovo indietro, dalla legalità alla delinquenza fino al carcere e all’ospedale ma sempre con in mente una cosa sola e una soltanto: loro due, i due membri della coppia, che in qualche modo diventano qualcosa di insostituibile l’uno per l’altro. Arriverà la felicità?

Dramma della vita e dramma sulla vita pieno di follia, confusione e per questo interessante in diversi dei suoi aspetti basilari, anche se pieno allo stesso tempo di buchi e piccole pecche. Il regista di questa produzione italo-francese Claudio Cupellini disegna una trama dove abbiamo due binari che si muovono in un caso invertendosi l’un l’altro, e nell’altro proseguendo verso la stessa strada anche se con un movimento di tipo ondulatorio. L’inversione della condizione economico-sociale è quella dei due protagonisti Fausto e Nadine, un Elio Germano che sembra avere dentro il veleno di un cane rabbioso dall’inizio alla fine della storia, e un’Astrid Berges-Frisbey che definire bella sarebbe un errore, ma dalla quale una volta agganciato non sarebbe possibile separarsi neppure per il migliore dei miei amici. La direzione verso cui entrambi vanno è quella semplice e banale verso cui si dirige quasi ogni animo umano, quella dell’amore e di una vita da vivere insieme, tra croci e delizie. Una direzione, questa, che non può procedere in linea retta ma subisce gli scossoni di una coppia che si lascia e si riprende, che si ama e che si odia ma che sempre, sempre, sempre resta incollata come stesse usando una strana forma di carta moschicida. Intorno a tutto questo ruota una pellicola come detto con molti tempi morti e fasi di stanca ma estremamente interessante per come racconta il momento del carcere dall’interno, vissuto in un modo raramente visto recentemente in Italia. Buona la fotografia e interessanti i dialoghi in parte in francese e in parte in italiano, segno di uno di quegli esperimenti multiculturali sempre più in voga nel cinema europeo. Film adatto ad un pubblico aperto a storie al limite che possono comunque dare molto. Buono.

Alaska - Locandina Alaska

Genere: Drammatici

Attori: Elio Germano, Astrid Berges-Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Antoine Oppenheim, Paolo Pierobon, Pino Colizzi, Marco D’Amore, Roschdy Zem

Durata: 125 minuti

Un film di: Claudio Cupellini

Data di uscita: 5 novembre 2015

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Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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