Aladdin

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Aladdin e la lampada in Aladdin

Aladdin: Io pensavo che una principessa potesse andare ovunque.
Jasmine: Non questa principessa.
(Aladdin e Jasmin – Mena Massoud e Naomi Scott)

Dopo Dumbo (2019), di Tim Burton, arriva anche il remake di Aladdin (1992) film Disney girato ora dal vivo con interventi di animazione in computer grafica.

Si tratta di una ripresa della versione pop e liberamente ispirata al racconto di Aladino e la lampada meravigliosa, dove un giovane ladro di nome Aladdin (Mena Massoud) conosce la Principessa Jasmine (Naomi Scott) e se ne innamora, poi scopre una lampada magica e i poteri di un Genio (Will Smith) che gli concede di realizzare tre desideri, mentre il padre della principessa, il Sultano di Agrabah, vede minacciato il proprio regno dalle trame del Gran Visir Jafar (Marwan Kenzari).

Il Genio è un caleidoscopio di trasformazioni e invenzioni tali da prevalere spesso sui protagonisti, grazie all’interpretazione vocale originale che fu del compianto Robin Williams, e dalla splendida animazione di Eric Goldberg. Ruolo difficile da riproporre dal vivo con un attore che usi la sua voce e corpo. Impresa tentata, finora, solo in teatro, nel musical teatrale omonimo del 2011, basato sulla pellicola originale, con l’interpretazione in quel caso di James Monroe Iglehart.

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Al cinema questa impresa è toccata a Will Smith e si può dire che si è impegnato grazie all’estro della sua comicità. Il risultato però, come altri aspetti di questo prodotto, è limitato e migliorabile da vari punti di vista.

Un limite è la regia di Guy Ritchie, visto al lavoro anche in King Arthur: Il Potere della Spada (2017) e in Operazione U.N.C.L.E. (2015), in teoria perfetta per il taglio della pellicola originale, ma qui stranamente troppo frontale rispetto alle potenzialità di sequenze coreografiche come: la fuga nel mercato, l’uscita del Genio della lampada o il volo sul tappeto magico. Forse l’estetica vuole citare il cinema di Bollywood ma l’impressione è quello di uno standard televisivo che ricorda la versione di questi stessi personaggi della serie tv, peraltro meglio riuscita, di Once Upon a Time (2011-2018), della stessa Disney, sia nelle scenografie che nei costumi, opulenti ma dall’aspetto artefatto, che anche nella scelta di protagonisti giovani e carini, incluso il cattivo, ma poco espressivi nella recitazione e presenza scenica.

Altrettanto si deve dire degli effetti speciali visivi palesemente finti e al di sotto degli standard che spesso sono l’aspetto migliore di questi lavori. Questa carenza colpisce anche il design delle spalle animali dei personaggi, già limitati dal fatto di potersi esprimere poco e parlare ancora meno: la scimmietta Abù e il pappagallo Jago, che diventa un pappagallo quasi qualunque da caratterista a tutto tondo che era. Dettagli rispetto al resto dell’opera, dettagli che comunque fanno la differenza.

A poco servono pure le introduzioni di nuovi personaggi, dal trascurabile Principe Anders, il cui interprete Billy Magnussen vediamo addirittura sprecato dopo il suo contributo in Into The Woods (2015), fino a Dalia (Nasim Pedrad), ancella e amica della principessa. Entrambi sono caratterizzati da un umorismo poco intelligente.

La colonna sonora e le canzoni sono le stesse dell’originale, e furono scritte da Alan Menken e Howard Hashman con l’intervento di Tim Rice a completare i testi che Hashman non ebbe la possibilità di terminare; opere, comunque, di alto valore e premiate con due Oscar. Le canzoni del remake sono rielaborate dallo stesso Alan Menken che ha dovuto modificare delle parti per accompagnare alcuni effetti di rallentamento o accelerazione delle azioni, voluti in questa versione, nel tentativo di distinguersi dal riuscito capostipite.
Il risultato rimane modesto e, purtroppo, in parte ancora una volta peggiorato dall’adattamento italiano che perde senso con traduzioni improbabili e perde il rispetto della metrica musicale, a volte pure con una visibile perdita del sync tra le frasi e il labiale degli interpreti, cosa a volte inevitabile ma qui poco curata.La situazione è in parte mitigata dall’aver ripreso i testi italiani del 1991, che erano traduzioni non letterali ma almeno rispettose delle canzoni originali e ascoltabili con piacere. Siamo comunque per fortuna lontani dai rimaneggiamenti più pesanti che ci sono stati, ad esempio, nel live action de La Bella e la Bestia (2017).

Il nuovo film ha due canzoni nuove, cantate dalla Principessa Jasmine, per fare emergere ulteriormente il suo ruolo di donna combattente delle convenzioni sociali. Bella come idea, nonostante i brani rimangano modesti e non all’altezza del resto della partitura.

La domanda che ci si chiede è perché sprecare l’ottimo lavoro di anni fa, quando casomai al limite sarebbe bastato copiarlo bene, considerando pure che esiste un musical teatrale, con altre canzoni, da cui si poteva attingere con profitto.

In generale si avverte il desiderio della produzione di ricalcare il più possibile il successo precedente anziché cogliere l’occasione per differenziarsi, magari recuperando la bellezza dell’ispirazione letteraria originale, come un po’ ha provato a fare ad esempio Il Libro della Giungla (2016).

Oltre alla discutibile pratica di clonare il catalogo Disney con prodotti non sempre all’altezza, è possibile che questi siano penalizzati dal fatto di uscire troppo a ridosso l’uno dall’altro, riducendo l’attesa di quelli che invece sarebbero stati eventi e subiscono una qualità ridotta. Il ritorno al doppiaggio di Gigi Proietti, che in origine diede la voce italiana al Genio e ora la presta al sultano, nonostante il suo ottimo contributo come sempre, non fa che rimarcare, purtroppo, la distanza tra le due opere.

Sembra che la produzione, rispetto al tipo pubblico trasversale di cui sapeva godere, si accontenti dell’utenza di bambini, i quali però nei tempi in cui viviamo sono molto più esigenti e intelligenti di quello che alcuni potrebbero pensare. Questa volta, ad esempio, è possibile che anche loro possano chiedere qualcosa di più.

Pellicola comunque consigliata per riscoprire il film animato originale e magari recuperare la novella a cui si ispira.

Aladdin – locandina

Aladdin

Genere: Avventura, Commedia, Ragazzi, Fantasy

Interpreti: Will Smith, Mena Massoud, Naomi Scott, Marwan Kenzari, Navid Negahban, Nasim Pedrad, Billy Magnussen, Jordan A. Nash, Taliyah Blair, Aubrey Lin, Amir Boutrous, Numan Acar, Omari Bernard, Nathaniel Ellul, Sebastien Torkia, Buckso Dhillon-Woolley, Ceara Batson, Vinani Mwazanzale, Demii Lee Walker, Elena Zacharia, Nazerene Williams, Bessy Naidu, Marisha Wallace, Maya Saroya, Amer Chadha-Patel, Omar Abidi, Stefan Kalipha, Firas Waleed Al-Taybeh, Nina Wadia, Elif Knight, Saikat Ahamed, Amed Hashimi, Stefan Capper, Jamal Sims, Alan Tudyk, Frank Welker, Vinani Mwazanzale, Fabio Abraham, Amar Adatia, Lee Admassie, Nicky Andersen, Rodrig Andrisan, Joey Ansah, Karamvir Athwal, Anj Avraam, Amar Bains, Charlotte Barnes, Koko Basigara, Luke Bell, Will Blagrove, Paulina Boneva, Tahir Burhan, Jan Cabral, Sophie Carmen-Jones, Nikkita Chadha, Song-Hung Chang, Cassie Clare, Eric Coco, Bern Collaço, Spencer Collings, Adam Collins, Rene Costa, Mary Cruz, Maryam Soumare Dahan, Adrian Danila, Karan Singh Duggall, Andrew Dunkelberger, James ‘JD Knight’ Dunn, Ramzy El Huraiby, Mahmoud Elmesiry, Agatha Ezzedine, Lachy Fisher, Mandana Ghomshei, Shaj Goku, Royston Gooden, Tuncay Gunes, Yasmin Harrison, Robby Haynes, Michael Herne, Joseph Alex Pacquette Hinds, Svend Emil Jacobsen, Levente Jakab, Blythe Jandoo, Amrita Jazzmyn, Luke Johnson, Andrew Jonas, Jackson Kai,Jagoda Kamov, Daham Kandanarrachchi, Nick Khan, Leslie Kunz, Kamil Lemieszewski, Wade Lewis, Julian London, Ketan Majmudar, Hamza Malik, Ramzi Marouani, Kevin Matadeen, Shelley Mcdonald, Serhat Metin, Ramzan Miah, Yassine Mkhichen, Feizal Mowlabocus, Ocean Navarro, Emily Ng, Jay Nifaoui, David Orrells, Hiten Patel, Jag Patel, Satish Danny Paul, Neal Piron, Mario Romano, Bilal Sabir, Dave Simon, Derek Smith, Chloe Stannage, Lucas Antoine Starrets, Ben Sura, Sanj Surati, Albert Tang, Fran Targ, Danilo Vicente, Beth Willetts, Imran Yusuf

Un film di: Guy Ritchie

Durata: 128 minuti

Data di uscita: 22 maggio 2019

REVIEW OVERVIEW
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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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