Acrid

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Masha in Acrid

Alcuni anni fa, la famiglia contava molto per il mio popolo. Famiglia e matrimonio erano parole piene di amore e rispetto. Purtroppo adesso le fondamenta alla base delle famiglie sono diventate instabili, in parte per colpa della società e in parte per colpa della famiglia stessa. Questo film rappresenta in parte la realtà delle odierne famiglie iraniane, e vuole essere un avvertimento per quelle famiglie che non sono consapevoli del loro status e di vivere nella menzogna e di influenzare e colpire persone innocenti, vittime di colpe e violenze perpetrate da altre persone.
(Kiarash Asadizadeh – Regista)

Soheila, medico che lavora per aiutare i bambini disabili, torna a casa da Jalal, marito con cui vive da tempo da separata in casa. Jalal, ginecologo, è abituato a tradire la moglie e assume da lui solo segretarie nubili. L’ultima tra queste è Azar che, per avere il lavoro, non dice all’uomo di essere sposata con Koshro con il quale i rapporti a casa sono infernali.

Koshro, insegnante in una scuola guida, si consola del resto con la sua alunna Simin, una divorziata che insegna chimica all’univeristà e si preoccupa di difendere la sorella che è in rotta con il marito. Tra i suoi studenti universitari c’è Masha, molto presa dalla relazione con il suo fidanzato che, però, forse ha altri obiettivi nella vita.

Il dramma di esordio di Kiarash Asadizadeh è un’opera prima di livello molto elevato. Ho voluto iniziare così proprio perché guardando questo lavoro ho riprovato gli stessi sentimenti sentiti nel 2012 guardando Una Separazione di Asghar Farhadi, altro lavoro che come questo vedeva le donne al centro della storia. Ma mentre in quel caso avevamo a che fare con donne dai comportamenti anomali ed appartenenti alla stessa generazione, questa volta le donne sono quattro e tutte appartenenti a diverse generazioni, classi sociali e con situazioni, desideri e obiettivi totalmente diversi. Bloccate volenti o nolenti dentro un paese che non vuole cambiare e che ama invece specchiarsi nei propri pregi e difetti, Soheila, Azar, Simin e Masha cercano ognuna a modo loro di barcamenarsi nella vita quotidiana vivendo di espedienti e mettendo in pratica situazioni che usualmente non rispettano le regole che lo stato islamico persiano imporrebbe di seguire. Questo le rende però non persone attive e dirette verso un obiettivo come tutte loro pensano di essere, ma semplici vittime di una società che le obbliga a fare cose che non vogliono. Ma anche questo, quanto è davvero vero? Certo, è chiaro dalla pellicola che l’IRAN non è un luogo facile dove vivere per una donna, ma le regole non sono poi così stringenti come sembrano essere a prima vita. Le donne si muovono, guidano, vanno da ginecologi maschi e hanno storie parallele al loro matrimonio, disegnando una realtà ben diversa dagli stereotipi a cui siamo abituati. Allora il problema non è tanto nel rapporto tra società e donne, ma in quello tra uomini e donne, con quest’ultime che dimostrano di essersi liberate del peso dell’autorità maschile che non di rado mettono in difficoltà per avere finalmente la vita che possa andare a modo loro. Non più in fuga come nel film di Farhadi, sono pronte a prendere un nuovo ruolo nella società stessa, se questa sarà pronta a rinnovarsi davvero. Forte è la presenza del movimento nella storia, quasi a rafforzare proprio il fatto che le donne non sono più statiche ma agiscono e reagiscono alla vita, anche se ne sono purtroppo spesso ancora vittima. Bello e da vedere, soprattutto per chi ha amato proprio il Premio Oscar di cui il film attuale si pone come ideale seguito morale, anche per il cerchio ideale che il regista riesce a creare nella storia in modo naturale e totalmente credibile, anche se forse un po’ patinato.

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[two_fifth]Acrid - Locandina

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[three_fifth_last]Acrid

Genere: Drammatici

Cast: Saber Abar, Ehsan Amani, Pantea Panahiha, Nawal Sharifi, Shabnam Moghaddami, Mahsa Alafar, Roya Javidnia

Un film di: Kiarash Asadizadeh

Durata: 94 minuti

Data di uscita: 11 giugno 2015

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