Una Separazione

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Simin e Nader in Una Separazione

Quel che è sbagliato, è semplicemente sbagliato. Non importa chi lo dice o dove sta scritto.
(Nader – Peyman Moadi)

Simin e Nader sono i componenti di una coppia sposata che sta per separarsi. Simin ha fatto da mesi richiesta del visto per l’espatrio per tutta la famiglia, compresa la loro figlia undicenne, ma Nader non la vuole seguire: suo padre sta molto male e lui non pensa di poterlo lasciare solo con l’Alzheimer.

Nader lavora e ha bisogno quindi di qualcuno che si occupi di suo padre, e gli viene consigliata una donna incinta con una bimba di cinque anni al seguito. Questa donna accetta il lavoro senza avvisare il marito e un giorno, a causa di un suo comportamento scorretto, Nader la caccia di casa facendola inavvertitamente cadere per le scale e contribuendo a farle perdere il bambino che aspetta. Questo genererà un dramma dalle conseguenze poco immaginabili.

Dopo il successo di About EllyAsghar Faradhi conferma le sue grandi qualità anche se il suo sostegno a Yafar Panahi non è stato mai gradito in IRAN per via della condanna di quest’ultimo per attività cinematografiche contrarie all’interesse nazionale. La storia di cui stiamo parlando però aggira qualsiasi potenziale cattiva interpretazione interna poiché narra, almeno a prima vista, il dramma di una famiglia in disgregazione. Ma se fosse solo questo il punto, questo film non sarebbe il capolavoro che si avvicina ad essere. Dialoghi pronunciati, una trama che si sviluppa in un crescendo di incroci e una fotografia molto dettagliata della realtà di due famiglie in Persia rendono la pellicola di estremo interesse per moltissime persone che non conoscono la vita di quel paese ma che comunque la vogliono in un qualche modo approfondire. Il film non da risposte, ma pone molte, moltissime domande su una socialità che in quella nazione viaggia su canali e modalità che non sono sempre sensate e coerenti, e che portano facilmente ad essere delle vittime di se stessi. Protagoniste assolute le donne, con le loro difficoltà ad essere tali in una cultura che non le favorisce, ma anzi gli impone volenti o nolenti tanti, troppi limiti costringendole a non poter sempre fare la cosa giusta. Come sottofondo a tutto il film c’è il tema dell’andare a vivere altrove, un quesito sempre forte ed attuale quando si nasce in un posto come il paese forse più antico del mondo. Altro sottofondo del film è il tema religioso che nell’IRAN è sicuramente centrale e che governa la vita di tutti i protagonisti, a volte in modo superficiale e altre volte invece entrando pienamente nei comportamenti quotidiani di ognuno, influenzandoli in maniera pesante. Bravi gli attori, unica pecca di questo film – come di tutti i film iraniani del resto – è un paradosso stesso insito in quella stessa società: esiste l’obbligo di far recitare le donne sempre con un chador di qualche tipo, anche quando queste si trovano dentro casa, cosa che normalmente nella società iraniana non avviene. Ma non è possibile veicolare cinematograficamente questo all’esterno, quindi anche in casa il capo deve restare coperto: ciò è un vero peccato che impedisce a bellissimi film di poter essere appellati quali capolavori. Il film, comunque di altissimo livello, riceve numerosi premi internazionali tra cui l’Orso d’oro alla 61a edizione del Festival di Berlino, primo film iraniano a farcela, il Premio Golden Globe come Miglior film straniero 2012 e la statuetta come miglior film straniero ai Premi Oscar 2012.

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[two_fifth]Una Separazione - Locandina

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[three_fifth_last]Una Separazione

Genere: Drammatici

Cast: Sareh Bayat, Sarina Farhadi, Peyman Moadi, Babak Karimi, Ali-Asghar Shahbazi, Leila Hatami, Shahab Hosseini, Shirin Yazdanbakhsh, Kimia Hosseini, Merila Zarei

Un film di: Asghar Farhadi

Durata: 123 minuti

Data di uscita: 21 ottobre 2011

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