52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival

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Valentina Nappi e Luca Lionello in Queen Kong

Presentata la 52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival, dal 2 al 9 luglio, che ha visto anche la proiezione speciale del corto Queen Kong(2015), discusso per l’esplicito approccio sessuale di Monica Stambrini, con Luca Lionello, Janina Rudenska e Valentina Nappi.

È la Mostra che volevamo.

Così dichiara Pedro Armocida, membro del comitato di selezione composto insieme a Paola Cassano, Cecilia Ermini, Anthony Ettorre e Michela Greco, parlando di una mostra proiettata nel futuro del cinema con le opere prime e seconde come nell’avanguardia della nuova sezione Satellite. Visioni per il cinema futuroRomanzo popolare vuole raccontare come è cambiato lo storytelling nel cinema italiano. Seguono la selezione di Critofilm. Cinema che pensa il cinema, il concorso (Ri)montaggi con i video-essay, i remix, i mashup, il muro notturno del Dopofestival sfondato da immagini e suoni, gli incontri mattutini di Un caffè in Pescheria dove diverse generazioni di critici e programmatori culturali si confrontano sul futuro del nuovo cinema.

Una selezione che comprende Léa Fehner con il suo Les Ogres (2015) con Adèle Haenel, l’interprete de La fille inconnue (2016) dei fratelli Dardenne presentato all’ultima edizione del Festival di Cannes e vincitrice del Premio César come migliore attrice per il film The FightersAddestramento di vita (2015) di Thomas Cailley. C’è l’africano Christopher Kirkley con Akounak Tedalat Taha Tazoughai (2015) la più recondita provincia cinese di Bi Gan nel suo Kaili Blues (2015), miglior regia al festival di Locarno – Cineasti del presente, fino al percorso interiore di un giovane affetto da disturbi psichici che, una volta scappato da casa per raggiungere Praga, sperimenterà nuove forme di solitudine in David (2015) di Jan Těšitel. Il viaggio di Moriah Blonna in The Ocean of Helena Lee (2015) dell’americano Jim Akin, nella dolorosa elaborazione del lutto materno. Il brasiliano Where I Grow Old (2016) di Marilia Rocha, attraverso due ritratti femminili, offre il punto di vista di due portoghesi nel Brasile di oggi; l’egiziano In The Last Days Of The City (2016) di Tamer El Said fa emergere il disperato tentativo di “normalità” in un paese sconvolto dalla cosiddetta Primavera araba. Per un figlio (2016) di Suranga Deshapriya Katugampala, immigrato di prima generazione dello Sri Lanka, cittadino italiano, rappresenterà l’Italia in concorso, attraverso il complesso rapporto fra Sunita, cinquantenne cingalese trapiantata nella provincia nordica italiana, e il figlio adolescente. A giudicare il miglior film sarà la giuria composta dagli studenti provenienti dalle università con corsi di cinema insieme a colleghi delle principali scuole di cinema, presieduta da Roberto Andò.

Spazio particolare al corto Queen Kong (2015, 18′) che prevede un focoso incontro tra un uomo e una donna dove presto lui ha a che fare con una creatura assurda. La regista Monica Stambrini fa parte del progetto Le Ragazze Del Porno, nato nel 2012, un gruppo di registe italiane che desiderano esplorare la sessualità esplicita nei film in modo autoriale, simile al francese XFemmes prodotto da Canal Plus. In Italia, il progetto è stato autoprodotto con il sostegno di vari artisti e con una campagna di crowdfunding, con una precisa volontà del rispetto del lavoro e della retribuzione di tutti.  Al Queens World Film Festival di New York, il film si è aggiudicato il premio come Miglior Regia Corto Narrativo. Così parla la regista:

Il film è interpretato da Valentina Nappi, giovane e brillante pornostar, da Luca Lionello e Janina Rudenska, due grandissimi attori di cinema e teatro. Luca e Janina hanno accettato la sfida di partecipare ad un film sessualmente esplicito, avendo intuito il potenziale artistico e creativo del progetto, esattamente come Valentina. La troupe del film è composta da talenti del cinema italiano quali Fabio Cianchetti (direttore della fotografia), Paola Freddi (montatrice), Andrea Leanza (prosthetic designer), Antonella Cannarozzi, costumista nominata agli Oscar per Io sono l’amore (2009) di Luca Guadagnino con Tilda Swinton, e Aldo Signoretti, candidato agli Oscar per Moulin Rouge (2001) di Baz Luhrmann con Nicole Kidman e Ewan McGregor.

Aggiunge orgogliosa che la troupe non abbia avuto paura per questioni etiche o di avere ripercussioni lavorative future, anche se rivela:

Questi progetti sono ovunque nel mondo, era realistico portarli anche in Italia. Anche se ci sono state problematiche di distribuzione… vogliamo tentare di farlo vedere nei festival e in sala prima di cedere alla distribuzione on demand. Speriamo di poter mostrare da settembre tutti e 3 i film insieme.

Sulla particolarità del progetto e del film:

È uno sguardo autoriale e femminile sul sesso. C’è un ribaltamento della donna oggetto che prende il sopravvento sul protagonista uomo, il quale mostra le sue fragilità e insicurezze. Il progetto comunque ha un’ apertura verso i registi uomini.

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Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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