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La fiera delle vanità

La fiera delle vanità

L’unica cosa che conta nella vita è amare… ed essere amati
(Steyne – Gabriel Byrne)

Inghilterra, 1800.
Becky Sharpe è una giovane che proviene da una famiglia che definire povera sarebbe un semplice eufemismo. Fin da piccola però la ragazza ha deciso di fare tutto quello che sarà in suo potere per riuscire a risalire i gradini della scala sociale in un ambiente, quello dell’alta società inglese, tutt’altro che facile ed accogliente.

Malgrado tutto questo Becky, anche grazie alla sua bellezza, riuscirà a passare dall’essere la semplice governante in una ricca famiglia fino a sposare un ufficiale dell’esercito di Sua Maestà. Questo però non è ancora abbastanza per Becky che cerca di salire ancora più in alto: attenzione, ragazza, per tutto questo il prezzo da pagare potrebbe essere troppo alto.

Dramma con qualche pregio ma troppe, troppe ombre per poter superare di molto la sufficienza. Partendo dai pregi, il più importante è certamente un’attenzione maniacale alla ricostruzione storica per cui che riguarda le ambientazioni, i costumi e l’oggettistica usata nel film. Questo permette di normalizzare per lo spettatore un periodo storico dal quale altrimenti si sentirebbe molto, molto lontano. A questo si abbina una fotografia ottima e ad una interpretazione della protagonista Reese Witherspoon e dei vari coprotagonisti (tra cui spiccano il bravo Gabriel Byrne e il bellissimo Jonathan Rhys-Meyers) tutto sommato piacevole. Questo eccesso di zelo nell’attenzione ai particolari non è però stato accompagnato da una trama che possa dare l’impressione di essere legati a quello che sta davvero accadendo né fa risultare concreto il desiderio di voler sapere pienamente come andrà a finire e cosa manca a Becky per essere felice. Paradossalmente ci si avvicina più ad un documentario storico che ad un vero e proprio dramma dotato di sentimenti forti: questo non può aiutare la pellicola ad esprimere i valori che sarebbero necessari in questo caso. Il problema si riflette inevitabilmente anche sulle ambientazioni sonore che perdono valore rispetto al risultato potenziale che avrebbero potuto raggiungere. Il lavoro è comunque piacevole da vedere per tutti quegli appassionati che hanno un debole per quel periodo storico e per le ricostruzioni a questo legate. Sufficiente.

L’unica cosa che conta nella vita è amare… ed essere amati (Steyne – Gabriel Byrne) Inghilterra, 1800. Becky Sharpe è una giovane che proviene da una famiglia che definire povera sarebbe un semplice eufemismo. Fin da piccola però la ragazza ha deciso di fare tutto quello che sarà in suo potere per riuscire a risalire …

Review Overview

AMAZING STARS

Sufficiente

Summary : Dramma con qualche pregio ma troppe ombre. Pregi un'attenzione maniacale alla ricostruzione storica per ambientazioni, costumi ed oggettistica. Buona fotografia e bravi gli attori. Trama però troppo slegata.

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55
La fiera delle vanità - Locandina

La fiera delle vanità

Genere: Drammatici

Cast: Reese Witherspoon, James Purefoy, Romola Garai, Jonathan Rhys-Meyers, Gabriel Byrne, Jim Broadbent, Bob Hoskins, Rhys Ifans, Camilla Rutherford, Gledis Cinque, Douglas Hodge

Un film di: Mira Nair

Durata: 140 minuti

Data di uscita: 11 marzo 2005

About Daniele Buzzurro

Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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