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Under the Skin

Se cerchi un po’ di solitudine, questo è il posto ideale.
(Donna – Scarlett Johansson)

Scozia. Uno strano e misterioso motociclista recupera in una strada il corpo di una donna che poi porta su di un piccolo camion. Lì un’altra donna, che ha le stesse fattezze della morta appena recuperata, ne prende le vesti e le indossa, mettendosi poi alla guida dell’autoveicolo mentre il pilota prende la moto e si allontana per recarsi altrove.

La donna, che sembra avere davvero poco di umano, a quel punto inizia a girare per le città e le campagne scozzesi facendo salire a bordo del mezzo uomini soli che, attirati dalla sua prorompente bellezza, la seguono nel posto dove vive, non facendo mai ritorno alle proprie case. Ma chi è davvero questa donna? Cosa prova mentre fa tutto questo? E dove intende arrivare con le sue azioni?

Sono passati diversi mesi ormai dall’uscita al Festival del Cinema di Venezia 2013 di questo film e ho sentito in Italia giudizi di ogni tipo, per lo più di natura critica e negativa. Io la vedo in modo completamente opposto, e vi spiegherò ora perché questo è un film non solo da vedere, ma assolutamente da consigliare a tutti, in particolare alle persone che sentono che la loro vita non ha più alcuna direzione e nessuno scopo.

Per prima cosa abbiamo una storia complessa e stratificata, dove nulla è dato per scontato e niente viene lasciato al caso. Ad un primo momento all’apparenza estremamente aleatorio e forse un po’ noioso fa seguito una fase di nuovo ripetitiva e di conseguenza a rischio di giudizio negativo da parte di lettori poco attenti. L’aliena protagonista della pellicola non ha mai vissuto come un’essere umano, e in un primo momento interpreta il proprio rapporto con la realtà che la circonda come farebbe (probabilmente) un’aliena, cioè con distacco e assenza di sentimenti, umore, bisogni, necessità e reazioni, tutte cose molto, troppo umane. Ma questo improvvisamente cambia, probabilmente a causa di una vicinanza eccessiva con una cultura, quella degli uomini, che come una malattia la infetta partendo dalle sue parti più vulnerabili: i bambini e le persone menomate. Sono proprio questi ad aprire una breccia dentro l’aliena, che viene contagiata definitivamente e decide di provare a vivere come fanno gli umani: tatto, gusto, olfatto, desiderio, tutte cose che le sono sconosciute e che la conquistano. Già in tutte queste parole ci sono diversi messaggi importanti: il rispetto del diverso e la sua forza interiore in contrapposizione con il cosiddetto “normale”, l’errore nell’abbassare le proprie difese perdendosi dentro una qualsiasi situazione che può sembrare senza pericolo, la necessità di capire tutte le caratteristiche di qualcosa di nuovo dove stiamo entrando prima di potersi sentire tranquilli, lo shock insito nel sentirsi soli e sbagliati, gli enormi problemi dell’umanità, verso i quali anche un’alieno che non ha buoni propositi verso di noi deve tenersi alla larga  pena correre grossi rischi.

A tutto questo aggiungiamo la presenza come protagonista di un’attrice come Scarlett Johansson che non ha più bisogno di alcuna presentazione: burrosa e sensuale come poche nella storia del cinema, Scarlett ha ormai imparato anche a recitare e a scegliere le parti, anche quando vanno un po’ oltre il solito come in questo caso. L’aliena che interpreta deve essere asettica e distaccata, e l’attrice riesce in pieno a rendere il senso di cosa vuol dire partire da lì per arrivare a sentire e provare cose che, mai sperimentate prima, diventano troppo anche se per noi forse sarebbero qualcosa di normale. A questo si aggiungono le scene di nudo presenti (che spero non siano censurate nella versione italiana) che permettono di ammirare finalmente la bellezza tutto sommato normale di questa meravigliosa star.

A fare da cornice a tutto questo gli splendidi paesaggi della Scozia che riescono a comunicare la forza della Natura un senso di libertà come pochi altri al mondo. Liberamente tratto dal romanzo di Michel Faber, questo film è stato capace davvero per la prima volta di farmi sentire nei panni di un’alieno, e non è poco per un maniaco della fantascienza come il sottoscritto. Da vedere assolutamente!

Se cerchi un po’ di solitudine, questo è il posto ideale. (Donna – Scarlett Johansson) Scozia. Uno strano e misterioso motociclista recupera in una strada il corpo di una donna che poi porta su di un piccolo camion. Lì un’altra donna, che ha le stesse fattezze della morta appena recuperata, ne prende le vesti e le …

Review Overview

AMAZING STARS

Da non perdere

Summary : A fare da cornice gli splendidi paesaggi della Scozia. Storia complessa, nulla viene lasciato al caso. Splendida Scarlett anche con scene di nudo. Da consigliare a tutti, in particolare alle persone che sentono che la loro vita non ha più alcuna direzione e scopo.

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88

Under the Skin - Locandina

Under the Skin

Genere: FantascienzaDrammatici

Cast: Scarlett Johansson, Antonia Campbell-Hughes, Paul Brannigan, Krystof Hadek, Robert J. Goodwin, Scott Dymond, Michael Moreland, Jessica Mance,Jeremy McWilliams

Un film di: Jonathan Glazer

Durata: 108 minuti

Data di uscita: 28 Agosto 2014

About Daniele Buzzurro

Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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