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Land of mine – Sotto la sabbia

Land of mine – Sotto la sabbia

Sgt. Carl Rasmussen: Sono dei ragazzini Ebbe. Ragazzini che chiamano la mamma quando sono spaventati oppure quando saltano in aria.
Lt. Ebbe Jensen: Sono tedeschi. Se tiri ancora fuori il discorso, premerò il grilletto personalmente.
(Sgt. Carl Rasmussen e Lt. Ebbe Jensen – Roland Møller e Mikkel Boe Følsgaard)

Maggio 1945.
La Germania nazista si è appena arresa, e ha lasciato in dono alla Danimarca chilometri di coste piene di mine antiuomo e mine anticarro. Le forze di liberazione inglesi offrono al governo danese la possibilità di usare prigionieri di guerra tedeschi per bonificare l’intera area dalle pericolosissime mine.

Un gruppo di giovani prigionieri tedeschi viene mandato a fare questo sporco lavoro sotto il comando del Sgt. Carl Rasmussen, uomo duro e scontroso pieno di veleno dentro di se verso l’invasore germanico. Quando però arriva il primo morto, la visione della situazione da parte di Rasmussen cambia radicalmente. Il militare si rende conto che quelli che gli hanno mandato sono solo ragazzi, soli e spaventati, e che il lavoro che stanno facendo gli sta distruggendo la vita. Parte così dentro l’uomo un conflitto di sentimenti che si scontrerà con la dura realtà, troppo amara per concedere sconti a tutti. O almeno, a quasi tutti.

Eccezionale ricostruzione storica di una dei drammi meno conosciuti dietro la fine della Seconda Guerra Mondiale, dove il nuovo film del regista danese Martin Zandvliet riesce a fare luce su un momento buio della storia del suo paese. Ma buio, alla fine, perchè? I motivi sono tanti, e guardando la pellicola vengono alla luce tutti uno dopo l’altro. Il primo riguarda i prigionieri di guerra tedeschi. Spesso questi erano ragazzi molto giovani, in molti casi persino minorenni; persone, quindi, che nulla avevano avuto a che fare con le atrocità hitleriane ma a cui il governo danese affida un peso che non si meritavano di ricevere. Bonificare un’area da una mina antiuomo era ed è ancora estremamente pericoloso: basti pensare che sulle circa 2600 persone impiegate in totale in 5 mesi di operazioni, solo la metà riuscì a tornare a casa viva o solo con qualche ferita superficiale. Gli altri perirono o rimasero mutilati nelle operazioni suddette. Ragazzi spesso denutriti, di nuovo come una forma di rivalsa di un popolo – quello danese – occupato dai tedeschi per 5 lunghi anni. Persone semplici, giovani che volevano diventare muratori, calzolai, artigiani o meccanici, ma che in molti casi non videro la luce oltre questi maledetti 5 mesi. Emerge fortemente dalla trama anche il ruolo di due personaggi dell’esercito danese, il Sgt. Carl Rasmussen e Lt. Ebbe Jensen, entrambi interpretati perfettamente da Roland Møller e Mikkel Boe Følsgaard. Rasmussen è il tipico uomo burbero e selvaggio, dotato però di un cuore gentile che emerge minuto dopo minuto, il cuore di qualcuno che non vuole negare un futuro a chi non ha colpe in quello che è successo. Jensen, invece, è un militare freddo e calcolatore che ricorda anche troppo bene i membri del partito nazista nelle sue scelte e nei suoi comportamenti. Guardando i comportamenti dei due uomini, scopriamo che ognuno possiede del male interiore. La differenza tra le persone sta in come si comportano quando hanno a che fare con il proprio lato oscuro, e come provano a combatterlo quotidianamente. Ai due danesi fa comunque da contraltare la dignità e il senso dell’onore con la quale (quasi) tutti i soldati tedeschi prigionieri assolvono al compito di sminamento a loro affidato. Non è un lavoro facile, ma loro arrivano a farlo sembrare quasi una routine, e ciò lascia senza parole. Meravigliosa la fotografia del film e anche gli effetti speciali legati allo scoppio delle mine: l’uso dei tempi della telecamera fanno sì che lo spettatore rimanga sempre con il fiato sospeso nell’attesa che la mina scoppi, oppure no. Ambientazioni e luci sublimi, rapporti umani puri e veri e dei colori a cui non siamo sempre abituati rendono questa storia qualcosa da non perdere per nessuna ragione al mondo.

Sgt. Carl Rasmussen: Sono dei ragazzini Ebbe. Ragazzini che chiamano la mamma quando sono spaventati oppure quando saltano in aria. Lt. Ebbe Jensen: Sono tedeschi. Se tiri ancora fuori il discorso, premerò il grilletto personalmente. (Sgt. Carl Rasmussen e Lt. Ebbe Jensen – Roland Møller e Mikkel Boe Følsgaard) Maggio 1945. La Germania nazista si …

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Da Non Perdere

Summary : Eccezionale ricostruzione storica di una dei drammi meno conosciuti dietro la fine della Seconda Guerra Mondiale. ognuno possiede del male interiore. La differenza tra le persone sta in come si comportano quando hanno a che fare con il proprio lato oscuro, e come provano a combatterlo quotidianamente.

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Land of Mine - Sotto la sabbia - Locandina
Land of mine – Sotto la sabbia

Genere: Drammatici, Guerra, Storici

Attori: Roland Møller, Mikkel Boe Følsgaard, Laura Bro, Louis Hofmann, Joel Basman, Oskar Bökelmann, Emil Buschow, Oskar Buschow, Leon Seidel, Karl Alexander Seidel, Maximilian Beck, August Carter, Tim Bülow

Durata: 105 minuti

Un film di: Martin Zandvliet

Data di uscita: 24 Marzo 2016

About Daniele Buzzurro

Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Tra i progetti Gourmicious, startup nel settore enogastronomico. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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