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Un paese quasi perfetto

Un paese quasi perfetto

– Gianluca Terragni.
– Questo sarebbe lui?
– Sì, questo è il suo profilo Facebook.
– Un pò ce l’ha il profilo da fesso eh?!
– No, questo è un social network. Gli ho chiesto l’amicizia e lui me l’ha data.
– In maniera disinteressata?
– Sìsì.
– De gustibus.
(Dialogo tra persone del paese)

Pietramezzana, un borgo sperduto nelle Dolomiti lucane, rischia di scomparire. I giovani lo stanno abbandonando e i pochi abitanti rimasti, per lo più ex minatori, vivono con una cassa integrazione che minaccia di trasformarsi presto in disoccupazione permanente. La possibilità di aprire una fabbrica, con possibili posti di lavoro, stimola DomenicoSilvio Orlando, a rimuovere gli ostacoli alla candidatura del comune a questo progetto. Tra queste la più difficile è trovare un medico ma Domenico coi i compaesani riesce ad attirare temporaneamente Gianluca Terragni, Fabio Volo, chirurgo estetico milanese. La sfida sarà convincerlo a restare e tutti inscenano un paese ideale dove improvvisano una squadra di cricket, sport amato dal medico, ma di cui i paesani sono tanto ignoranti quanto inesperti oppure provano a proporre cucina giapponese o altro, con gran fatica, per convincere il dottore di essere nel posto ideale per lui.

La commedia riprede il tema classico dell’incontro dei due mondi: un sud decentrato e in difficoltà, l’elemento del nord che arriva titubante e si ravvede, per scoprire di stare addirittura meglio lì, che ha avuto tra gli esempi più noti ed esilaranti: Io speriamo che me la cavo. Qui un movente d’attualità che diventa valore aggiunto è la malinconia del paese morente che vede la propria estinzione nell’assenza di lavoro e nella perdita di dignità per la percezione di un sussidio di disoccupazione, finché dura, distribuito da un malinconico banchiere, interpretato da Carlo Buccirosso, che vede la sua utilità e funzioni drasticamente ridotte ad elargitore dei sussidi mensili mentre ci si chiede l’esistenza stessa della filiale bancaria in un posto con pochi abitanti e ancora meno soldi.

Quasi poetica, o comunque tenera, l’avversione di alcuni a lasciare il proprio paese per andare in città, i quali non sanno nemmeno come sia, perché il loro mondo coincide con quello. I tentativi comici o grotteschi per tenere il medico al paese costruendo un teatro di accoglienza rivendicano un’appartenenza e rimandano ai meccanismi di inscenare una farsa per ottenere un risultato, mentre i paesani si stupiscono sentendo nominare il sushi o altre cose per loro esotiche. Il confronto col diverso e il travestimento maldestro con qualcosa che non si è o non si conosce è sempre divertente nella sua semplicità. Basti vedere le improbabili tute da cricket, recuperate in modo visibilmente pedestre e alla rinfusa.

L’accenno di possibile parentesi sentimentale tra Fabio Volo e la ragazza di paese che non vuole partecipare al “complotto” vede l’interprete di quest’ultima, Miriam Leone in un ruolo molto breve, in un momento in cui l’artista era meno famosa. Fortunatamente questo aspetto del film è un cenno e non il perno della storia.

Un tocco di serietà è data dall’umanità degli abitanti di Pietramezzana che da un lato sono cialtroni che si arrabattano fino a mentire il più possibile al medico, fingendo di essere quelli che non sono, in un equilibrio tra pura truffa, necessità di sopravvivenza e pentimento occasionale visto che nel frattempo tra loro e lui si è costruito un inevitabile rapporto umano. Si muovono quindi nel classico dilemma di continuare a perseguire il proprio obiettivo o fare una scelta di onestà, rivelandosi e metter da parte gli interessi personali.

Infine, forse la motivazione più concreta ma non trascurabile, è un altro film teso a valorizzare uno scorcio d’Italia altrimenti meno nota. Qui alcuni comuni lucani con le loro bellezze tra cui le Grotte di Pertosa attraversate dall’acqua.

Una commedia che ne ricorda tante altre ma con un garbo e un retrogusto sentimentale e malinconico su alcuni borghi, le difficoltà del lavoro, la voglia di rifarsi una vita e il classico gioco della farsa, per cui si lascia guardare volentieri.

– Gianluca Terragni. – Questo sarebbe lui? – Sì, questo è il suo profilo Facebook. – Un pò ce l’ha il profilo da fesso eh?! – No, questo è un social network. Gli ho chiesto l’amicizia e lui me l’ha data. – In maniera disinteressata? – Sìsì. – De gustibus. (Dialogo tra persone del paese) …

Review Overview

AMAZING STARS

Buono

Summary : Una commedia che ne ricorda tante altre ma con un garbo e un retrogusto sentimentale e malinconico su alcuni borghi, le difficoltà del lavoro, la voglia di rifarsi una vita e il classico gioco della farsa, per cui si lascia guardare volentieri.

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60
Un paese quasi perfetto - Locandina
Un paese quasi perfetto

Genere: Commedia

Attori: Fabio Volo, Silvio Orlando, Carlo Buccirosso, Nando Paone, Miriam Leone, Francesco De Vito, Gea Martire, Antonio Petrocelli, Maria Paiato

Durata: 92 minuti

Un film di: Massimo Gaudioso

Data di uscita: 24 Marzo 2016

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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