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Il giardino delle vergini suicide

Il giardino delle vergini suicide

Nel corso degli anni sono state dette tante cose sulle ragazze, ma non abbiamo mai trovato una risposta. In fondo non importava la loro età, nè che fossero ragazze la sola cosa che contava è che le avevamo amate, e che non ci hanno sentito chiamarle, e ancora non ci sentono che le chiamiamo perchè escano dalle loro stanze, dove sono entrate per restare sole per sempre e dove non troveremo mai i pezzi per rimetterle insieme.
(Trip Fontaine – Josh Hartnett)

1974. La famiglia Lisbon abita in un bel quartiere residenziale di periferia di Detroit negli Stati Uniti ed è composta da due genitori probabilmente eccessivamente severi e cinque bellissime ragazze bionde: Therese di 17 anni, Mary di 16 anni, Bonnie di 15 anni, Lux di 14 anni e Cecilia di 13 anni.

Quell’estate la città è invasa da una malattia che fa male alle piante, ma forse non solo a loro. La giovanissima Cecilia tenta il suicidio e dopo qualche tentativo da cui viene salvata, alla fine riesce nel suo intento durante una festa che i giovani erano riuscite finalmente a convincere i propri genitori ad organizzare a casa loro.

Dopo essere state messe tutte in punizione, arriva il momento del ballo della scuola, e finalmente le giovani Lisbon convincono la mamma, anche grazie alla spinta del bellissimo Trip Fontaine innamorato di Lux, a farle uscire per partecipare al ballo di fine anno, ma dovranno stare tutte insieme e tornare presto. Purtroppo qualcosa andrà storto proprio per colpa di Trip e di Lux, e da allora le cose cambieranno per sempre.

Sofia Coppola, figlia del ben più famoso padre Francis Ford Coppola, firma quello che può essere considerato uno dei più belli e più intelligenti film drammatici che gli ultimi 20 anni siano in grado di poter ricordare, e questo per molti motivi. Il primo: storia di una femmina, in questo caso una madre, che difende i suoi cuccioli, in questo caso le sue cinque figlie, da quello che lei crede essere un mondo pericoloso per la loro vita. Guardarla mi ha ricordato quello che fanno alle volte le leonesse con i piccoli nati da poco. Peccato che in questo caso questa azione sia risultata a medio-lungo termine letale per il proseguo della vita delle giovani Lisbon. Il secondo: Lux, interpretata da quello splendore di donna che corrisponde al nome di Kirsten Dunst, che innamorata di Trip Fontaine, qui un ottimo Josh Hartnett, viene da questi abbandonata a dormire sola su un campo da rugby dopo aver fatto proprio con lui l’amore tutta la notte lì. Un simbolo per tutte le donne che dopo aver fatto sesso si sentono usate, sole, abbandonate, non più amate ma gettate via come spazzatura dal maschio di turno. E ancora Lux che dopo quel momento fa l’amore ogni notte con una persona differente sul tetto di casa sua non potendo uscire. Concetto da esplicitare in questo caso è quello della libertà sessuale della donna che non si può mai negare, neppure da parte di una madre quando questa raggiunge l’età giusta, perchè se la si prova a negare resta solo la fine di tutto e la morte. Questo è un discorso che ancora oggi, nel 2015, risulta essere estremamente valido, in particolare per il mondo arabo dove in alcuni paesi la libertà femminile viene limitata o addirittura negata in parte o del tutto. Il terzo: una famiglia intera che protegge degli alberi, cercando di salvarli dalla malattia che li sta colpendo e dalle istituzione che ne vogliono tagliare alcuni per salvarne il resto. Inconfondibile qui il riferimento ai temi della difesa della natura e di tutto quello che a questa gira intorno. Il quarto: il momento della comunicazione telefonica tra le Lisbon e i ragazzi che da fuori le ammirano e le amano, dove attraverso la cornetta del telefono e le canzone incise su vecchi vinili si aprirà tra loro un canale di comunicazione unico e speciale. Forte è il segno qui sulla differenza tra il forte valore dell’amore adolescenziale e puro versus il sentimento che genera in genere il matrimonio, qualcosa più simile ad una storia tra migliori amici che ad una passione per cui si darebbe tutto. Tutti molto bravi gli attori presenti nella pellicola, che si va quindi a configurare come una splendida fotografia sul dramma dei suicidi tra i minorenni in un paese come gli Stati Uniti che è estremamente bigotto e puritano, e che lo era anni fa in modo anche maggiore di oggi. Capolavoro assoluto.

Nel corso degli anni sono state dette tante cose sulle ragazze, ma non abbiamo mai trovato una risposta. In fondo non importava la loro età, nè che fossero ragazze la sola cosa che contava è che le avevamo amate, e che non ci hanno sentito chiamarle, e ancora non ci sentono che le chiamiamo perchè …

Review Overview

AMAZING STARS

Da Non Perdere

Summary : Forte valore dell'amore adolescenziale. Splendida fotografia sul dramma dei suicidi tra i minorenni negli Stati Uniti. Simbolo per tutte le donne che dopo aver fatto sesso si sentono usate, contrapposto alla libertà sessuale della donna che è ormai valore consolidato. Capolavoro assoluto.

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Il giardino delle vergini suicide - Locandina

 Il giardino delle vergini suicide

Genere: Drammatici

Cast:  James Woods, Kathleen Turner, Danny DeVito, Kirsten Dunst, Josh Hartnett, Scott Glenn, Hayden Christensen, Jonathan Tucker, Michael Paré, A.J. Cook, Hanna Hall, Leslie Hayman, Chelse Swain, Anthony DeSimone, Lee Kagan, Robert Schwartzman, Noah Shebib

Un film di: Sofia Coppola

Durata: 95 minuti

Data di uscita: 15 Settembre 2000

About Daniele Buzzurro

Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. E' ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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