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Il Libro della Giungla

Il Libro della Giungla

Cambi il tuo territorio di caccia per qualche anno e ognuno dimentica come funziona la Legge. Bene, ve lo ricordo io. Un cucciolo d’uomo diventa un uomo, e l’uomo è proibito!
(Shere Khan – Idris Elba)

Il nuovo remake dal vivo ispirato ad un film d’animazione Disney questa volta è Il Libro della Giungla (2016) che vede protagonista Mowgli, l’esordiente Neel Sethi, un cucciolo d’uomo cresciuto da una famiglia di lupi. Mowgli cerca di crescere come un lupo nonostante le difficoltà legate al fatto di essere umano, anzi l’unico umano che vive nella giungla. Il ragazzo è costretto a lasciare la giungla quando la temibile tigre Shere Khan, segnata dalle cicatrici dell’uomo, giura di eliminarlo per evitare che diventi una minaccia. In questo viaggio è guidato dal suo severo mentore, la pantera Bagheera e dallo spensierato orso Baloo. Lungo il cammino, Mowgli s’imbatte in varie creature selvatiche tra cui il pitone Kaa, che ipnotizza il cucciolo d’uomo con il suo sguardo e la sua voce seducente, un personaggio che in questa versione diventa femminile, e King Louie, il sovrano delle scimmie che tenta di costringere Mowgli a rivelargli il segreto del mortale e sfuggente fiore rosso: il fuoco che terrorizza gli animali e rende l’uomo così potente e temuto.

Si può parlare di un film che cita il classico attraverso scene, personaggi e musiche ma al tempo stesso però ne restituisce le atmosfere all’origine dei libri di  Rudyard Kipling, alla crudezza delle leggi della giungla. A partire dall’ingresso con il libro che si apre e la camera che entra nella giungla, anche la colonna sonora strumentale ci ricorda l’inizio del classico e sembra riportarci lì. Nel corso delle azioni del film assistiamo a una voluta maggiore complessità dello scenario, comprese acrobatiche corse su rami tortuosi e liane che ricordano un po’ le scene di un altro film d’ambientazione analoga: Tarzan (1999).

L’uso della computer grafica ricrea un mondo ma è così curato e credibile da superare la prova dell’incredulità. Animali e piante sembrano notevolmente reali. Il realismo di animali parlanti va oltre una convenzione dell’antropomorfismo disneyano, dove, in genere parlano animali disegnati con tratti umanizzati  e hanno ruoli da protagonisti o comprimari. Gli animali molto realistici in genere restano muti, in modo più naturale e più vicino al mondo delle bestie, e di solito sono comparse o aiutanti dei protagonisti. Qui protagonisti e non son animali ricreati in modo pressoché identico a quelli veri, senza problemi di sospensione dell’incredulità per lo spettatore, dopo esserci stata qualche prova coi topi del recente rifacimento di Cenerentola (2015). Non è in effetti questo l’unico riferimento che accomuna i due film, pur con le differenze che vedono Cenerentola subire meno variazioni rispetto al classico, mentre Il Libro della Giungla osare di più e riavvicinarlo alle sue origini letterarie.

Laddove nel film animato originale Walt Disney volle staccarsi dai libri creando una commedia dalle sonorità swing e riusciti caratteri comici, questo remake vuole ricordarlo ma restituire le atmosfere cupe e selvagge di Kipling, pur non rinunciando al divertimento di alcuni animali non protagonisti carini e, finalmente, non invasivi rispetto alle vicende principali.

L’aspetto musicale che in Cenerentola (2015) di Kenneth Branagh era timidamente accennato qui si fa più audace. Partendo dalle musiche strumentali che ricordano l’introduzione o il tema dell’ ingresso del pitone Kaa si arriva a riprendere, per gradi, anche due canzoni, pur rielaborando arrangiamento, esecuzione e messa in scena, sconfinando nell’omaggio alla memoria del classico. Altrove vengono citati alcuni personaggi del classico animato, quali gli elefanti e gli avvoltoi, anche se qui diventano quasi comparse ma molto carine.

Un omaggio che fortunatamente non diventa ricalco e introduce approfondimenti concettuali quali l’approfondimento sulle leggi della giungla, i rapporti di convivenza fra prede e predatori e l’esistenzialismo umano di Mowgli e il suo sentirsi diverso, come unico della sua specie che abita nella giungla e si sente discriminato, per esempio, perché usa utensili costruiti da sé, “trucchi” non ammessi dagli altri animali ma anche il suo potenziale di cucciolo d’uomo, come progettatore di soluzioni per arrampicarsi  e fare cose impossibili per gli altri animali e che possa accedere al segreto del fuoco, ambito e temuto elemento che incide i rapporti di potere tra creature. Gli animali sono più maestosi. Per King Louie, in particolare, si è scelto un aspetto da capo gigante e riparato nell’oscurità di un tempio, quasi creatura leggendaria emulo di King Kong.

Questo film vanta anche un cast di voci di un certo rilievo. In versione originale Scarlett Johansson è il pitone Kaa, Bill Murray è Baloo, Ben Kingsley è Bagheera, Lupita Nyon’o è Raksha, la lupa madre adottiva di Mowgli, Christopher Walken è King Louie. Anche la versione italiana offre interpreti affermati come Giovanna Mezzogiorno alias KaaNeri Marcorè alias BalooToni Servillo alias BagheeraViolante Placido quale Raksha. Giancarlo Magalli è King Louie e il suo è un felice ritorno al doppiaggio venti anni dopo la bella prova in Hercules (1997); anche qui si cimenta nel canto.

Il film funziona pur rimanendo nella lista dei tanti, troppi, remake annunciati dalla Disney ma riprende felicemente le atmosfere dei libri originali mentre cita situazioni, personaggi e musiche del classico, calibrando una giusta dose di comicità senza essere una copia inutile o stravolgere eccessivamente l’originaleOcchio ai titoli di coda dove la gioia visiva continua con gustose interazioni dei personaggi con il libro, che dà il titolo all’opera, con un gioco metanarrativo e ulteriore esibizione della bellezza degli effetti speciali.

Cambi il tuo territorio di caccia per qualche anno e ognuno dimentica come funziona la Legge. Bene, ve lo ricordo io. Un cucciolo d’uomo diventa un uomo, e l’uomo è proibito! (Shere Khan – Idris Elba) Il nuovo remake dal vivo ispirato ad un film d’animazione Disney questa volta è Il Libro della Giungla (2016) che vede protagonista …

Review Overview

AMAZING STARS

Da vedere

Summary : Remake che cita il classico attraverso scene, personaggi e musiche ma riprende la crudezza dei libri originali. Evoluta elaborazione visiva degli animali. Bel cast di voci.

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 Il Libro della Giungla

GenereAvventuraFantasyRagazzi

Interpreti: Neel Sethi (Mowgli); Voci originali: Scarlett Johansson (Kaa), Bill Murray (Baloo), Ben Kingsley (Bagheera), Lupita Nyon’o (Raksha), Christopher Walken (King Louie), Idris Elba (Shere Khan); Voci italiane: Giovanna Mezzogiorno (Kaa), Neri Marcorè (Baloo), Toni Servillo (Bagheera), Violante Placido (Raksha), Giancarlo Magalli (King Louie)

Durata: 105 minuti

Un film di: Jon Favreau

Data di uscita: 14 aprile 2016

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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