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Stonewall

Stonewall

Phoebe: A scuola dicono tutte quelle cose cattive, me ne sono dovuta andare!
Danny: Lo so. Tu sei più intelligente di loro. Continueranno a dire quelle cose ma tu non dovrai ascoltarli, mai.
(Phoebe e Danny – Joey King e Jeremy Irvine)

Roland Emmerich gira un nuovo film sulla storia vera incentrata sui moti che nel giugno del 1969 a New York diedero il via al movimento per i diritti degli omosessuali.

Una storia già portata sullo schermo da Nigel Finch nel 1995, nel film omonimo basato a sua volta sul libro del 1993 di Martin Duberman anche se si può supporre che il rilancio della storia in un film americano, girato venti anni dopo, possa dare una nuova e forse maggiore visibilità, visto che il suo predecessore inglese pur avendo vari elementi interessanti attualmente rimane visibile soprattutto in seconde serate tv.

Danny Winters, interpretato da Jeremy Irvine, è un giovane ragazzo originario di una piccola cittadina dell’Indiana: la sua vita viene sconvolta non appena rivela alla famiglia e alla comunità la sua omosessualità; è costretto a scappare dal suo Paese alla volta di New York, dove, senza alloggio e senza soldi, viene accolto dai giovani ragazzi di strada che gravitano intorno allo Stonewall Inn, storico locale nel Village. Catapultato in una nuova realtà, Danny troverà una seconda famiglia e vivrà in prima persona la discriminazione e i soprusi da parte della polizia esercitati sulla comunità gay, fino a che la sopportazione e la rabbia dei giovani esploderà nei moti di Stonewall. Dal simbolico lancio di un mattone, il 28 giugno del 1969 tantissimi giovani gay, lesbiche, drag queen e transessuali scriveranno la storia dei diritti civili, dando vita al movimento per l’uguaglianza che si diffonderà in tutto il mondo e che, ancora oggi, continua a lottare contro le discriminazioni di genere.

Il regista di Indipendence Day (1996), cui non si penserebbe immediatamente per un film del genere, porta sullo schermo le inevitabilmente toccanti esistenze di gruppi di giovani, in maggioranza, che si aggregano perché si sentono rifiutati e vittime della violenza gratuita che devono subire, in scene di vero pestaggio fisico, anche ad opera di cosiddette forze dell’ordine o del condizionamento psicologico della propaganda omofoba, diremmo oggi, ma allora considerata semplicemente come educazione morale, con lezioni e discorsi moralistici minatori fatti a scuola e ovunque. Le scelte di regia focalizzano l’ostracismo subito dal protagonista quando il suo “vizio” viene scoperto nella piccola comunità e la telecamera scorre il volto disperato di lui e quelli imbarazzati dei compagni di scuola, insegnanti e famigliari, rigidi rappresentanti, anche i giovani, della fine degli Anni Sessanta, intesi come retaggio di un perbenismo puritano e bigotto.

La fotografia è molto curata nel contrasto di ritrarre esistenze reiette, ai margini, dove la condizione emarginata, non smette di essere “gaia”, colorata dal sole soprattutto nella simbolica dipartita di Danny dalla casa della sua ottusa famiglia, dove un tramonto cala su di loro e sulla vecchia vita repressa del ragazzo. Una luce che bacia alcune creature nel film dove invece prevale il buio delle strade dove i gay si prostituiscono o i locali sordidi, gestiti dalla mafia, dove si riuniscono per un po’ di divertimento, finché non arriva la polizia con retate e frequenti scoppi di violenza. Fotografia sicuramente aiutata dalla scelta di un protagonista esteticamente gradevole, immagine di bravo ragazzo di campagna che si fa notare in città, attore e personaggio che spicca anche rispetto al fascino riconosciuto di Jonathan Rhys Meyers il cui personaggio di militante in un’associazione per i diritti civili, ha l’aspetto più sbattuto da intellettuale fagocitato dalle attività di città, oltre a una inclinazione per alcune debolezze che l’ingenuo Danny non conosce ancora. I ragazzi di vita che Danny incontra per strada invece tendono decisamente verso il degrado, anche fisico, espressione del loro marciume anche interiore, poiché privo di speranza e ricco di consapevolezza di abbandono degli altri che diventa auto abbandono di sé stessi. Incarna questo vissuto interiore e anche nell’aspetto esteriore soprattutto il personaggio di Ray, giovane travestito e prostituto magro e dismesso che prende a cuore Danny e lo integra nella comunità, dove lui stesso è visto letteralmente come un avanzo di fogna.

Quindi ancora le inquadrature valorizzano il contrasto tra il giovane corpo desiderato del ragazzo e alcuni anziani che lo concupiscono con lo sguardo e cercano di sfiorarlo, anche a pagamento, per soddisfare il proprio desiderio.

Come in altri film storici sulla storia di rivendicazioni di diritti, cui potremmo affiancare anche Suffragette (2016), uscito due mesi fa, l’importanza di vederlo farà facilmente notare che il passato cui si assiste non è poi così tanto superato nonostante sia stato peggio di quanto si possa vivere attualmente con una riflessione amara su quanto tentativi di trattative pacifiche e di dialogo abbiano purtroppo fallito rispetto a posizioni di protesta violenta, in questo e in altri movimenti.

Phoebe: A scuola dicono tutte quelle cose cattive, me ne sono dovuta andare! Danny: Lo so. Tu sei più intelligente di loro. Continueranno a dire quelle cose ma tu non dovrai ascoltarli, mai. (Phoebe e Danny – Joey King e Jeremy Irvine) Roland Emmerich gira un nuovo film sulla storia vera incentrata sui moti che nel …

Review Overview

AMAZING STARS

Da Vedere

Summary : La toccante storia vera dei moti per i diritti civili di New York del 1969 è ritratta con una bella fotografia che valorizza i contrasti tra il bel protagonista e gli ambienti ai margini che frequenta fino a una rivalsa collettiva. Un'occasione di riflessione sui progressi sociali e sul valore della protesta

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75

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 Stonewall

GenereDrammaticiStorici

Interpreti: Jeremy Irvine, Jonny Beauchamp, Joey King, Caleb Landry Jones, Jonathan Rhys Meyers, Ron Perlman, Matt Craven, Atticus Mitchell, David Cubitt, Karl Glusman, Andrea Frankle, Otoja Abit, Mark Camacho

Durata: 129 minuti

Un film di: Roland Emmerich

Data di uscita: 5 maggio 2016

 

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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