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Smetto Quando Voglio – Ad Honorem

Sopox è la formula del gas nervino. Ecco a cosa gli serviva un cromatografo. ‘Sto pazzo si è messo a sintetizzare del gas nervino.
(Pietro Zinni – Edoardo Leo)

Il film del giovane regista rivelazione Sidney Sibilia intitolato Smetto Quando Voglio (2014) ha avuto tale successo da indurre a un sequel Smetto Quando voglio – Masterclass (2017), diventato subito trilogia con quest’ultimo capitolo. Situazione produttiva piuttosto insolita per il cinema italiano e insieme speranza economica per quest’ultimo, se il pubblico rispondesse positivamente. Ancora più interessante è il soggetto della storia. Un gruppo di precari, nonostante gli eccellenti curricula accademici e professionali, si trova, suo malgrado, a militare nel crimine e questo sembra l’unico modo di fare strada in Italia.

Questa storia ricomincia con Pietro Zinni (Edoardo Leo) finito in carcere con tutta la sua banda, accusati di spaccio di stupefacenti. Intanto Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio) è un oscuro figuro pronto a fare una strage. La Banda si convince che è necessario cercare di fermarlo e stavolta avrà bisogno addirittura del nemico storico Murena (Neri Marcorè). Con lui dovranno evadere dal carcere di Rebibbia per anticipare le mosse di Mercurio mentre è in pericolo il futuro stesso della prossima generazione.

I personaggi da un capitolo all’altro aumentano, interpretati da vari validi attori del nostro panorama felicemente riuniti: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Peppe Barra, Greta Scarano, Luigi Lo Cascio e Valeria Solarino.

Così le loro storie e retroscena si sono ampliati fino ad aver creato ammirazione e anche una sorta di fandom nei loro confronti. La bella scrittura della commedia ha dato a ognuno di loro un bel personaggio con particolari da amare ma poi insieme la loro vicenda si è evoluta anche nel poliziesco fino a sfiorare i toni del film di supereroi.

In questo episodio in qualche modo i ricercatori tornano all’Università, il luogo da cui hanno avuto origine gioie e soprattutto dolori. Fisiologicamente non tutti i personaggi riescono ad avere lo stesso spazio in ogni pellicola ma in una saga conta l’insieme fortunatamente, come fosse una storia unica che qui funziona a tutti i livelli.

Particolarmente interessante allargare lo scenario ai due ombrosi Neri Marcoré nel ruolo del Murena e Luigi Lo Cascio in un ruolo opposto rispetto ai suoi soliti. Con loro c’è modo di affrontare un altro dei temi cari alla denuncia che questi film si portano abilmente dietro: la sicurezza sul lavoro.

Edoardo Leo, ormai un interprete virtuoso del nuovo corso del cinema italiano, come visto in Loro Chi? (2015) e Perfetti Sconosciuti (2016), è ancora il simpatico e impacciato Pietro Zinni che ha fatto di necessità virtù, fino a diventare un professore in carcere. Lui è l’eroe per caso, il poverino cui la stessa fidanzata non crede e a cui succedono cose straordinarie. Lui guida un gruppo di colleghi che recluta, ognuno esperto di una materia, dall’economia, alla medicina, all’antropologia ed è particolarmente bello vedere anche dei linguisti classicisti, caratteristica sempre bistrattata dal mondo del lavoro, avere i propri momenti di gloria. Piacevole anche una scena con Pietro Sermonti che con la sua abilità oratoria cerca di convincere delle guardie penitenziarie a fare ciò che vuole lui.

Stefano Fresi è molto caratteristico e qui regala uno dei suoi talenti, meno noti al grande pubblico. Egli infatti ha modo di esibire le sue doti di cantante così come fa in teatro, per esempio, nel gruppo dei Favete Linguis che hanno interpretato spettacoli come Sanremo Story o Fratelli d’Italia. Sua è la scena, insieme a Mattia Argeri e Giorgio Sironi, in cui esegue un’opera mentre i suoi compagni mettono in atto addirittura un’evasione carceraria, in un montaggio e regia serrati tra la finzione nella finzione e l’azione rocambolesca di contorno che sfida con ironia i modelli americani, così come l’assalto al treno del secondo episodio.

All’interno delle scene carcerarie è particolarmente piacevole notare la predisposizione del direttore del centro di detenzione, invasato di ambizioni culturali che tiene particolarmente alla rappresentazione annuale dell’opera lirica, insistendo sulla preparazione tecnica dei rozzi detenuti coinvolti e prestando attenzione a non farsi definire “parrocchiale” o “amatoriale” dalla critica che chiama per farsi recensire.

Mentre all’interno della finzione questi ultimi riescono a diventare eroi, il messaggio cinico e satirico verso la nostra società che non premia i meritevoli consegna allo spettatore un misto di malinconia per la fine dichiarata della saga insieme a una speranza per un corso virtuoso del cinema italiano dal punto di vista della produzione.

Una produzione italiana in qualche modo necessaria e che mantiene le caratteristiche della nostra commedia raccontando temi sociali vicini ed attuali ma li eleva con un respiro cinematografico più ampio, combinando divertimento e riflessione, osando finalmente andare oltre le logiche economiche solite e puntando a creare un ciclo che si affermi e dia nuova linfa a un cinema che ne ha bisogno.

Sopox è la formula del gas nervino. Ecco a cosa gli serviva un cromatografo. ‘Sto pazzo si è messo a sintetizzare del gas nervino. (Pietro Zinni – Edoardo Leo) Il film del giovane regista rivelazione Sidney Sibilia intitolato Smetto Quando Voglio (2014) ha avuto tale successo da indurre a un sequel Smetto Quando voglio – Masterclass …

Review Overview

AMAZING STARS

Da vedere

Summary : Degna conclusione di una fortunata saga che combina riflessione sociale su lavoro, precariato e uso delle risorse con gli ingredienti della commedia italiana, sostenuta da un ampio cast affiatato, riuscendo a volare con ironia verso il cinema d'azione americano. Una produzione italiana che punta a creare un ciclo e dare una linfa di cui il cinema ha bisogno.

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 Smetto Quando Voglio – Ad Honorem

Genere: Azione, Commedia

Interpreti: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Peppe Barra, Greta Scarano, Luigi Lo Cascio, Valeria Solarino, Neri Marcorè

Durata: 96 minuti

Un film di: Sydney Sibilia

Data di uscita: 30 novembre 2017

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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