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Remember

Remember

Questo è Otto Walisch. Lo devi trovare, e lo devi uccidere.
(Zev Gutman – Christopher Plummer)

Presentato in concorso alla 72° Mostra del Cinema di Venezia, questo è in linea temporale l’ultimo film sull’Olocausto ad affrontare il tema dei criminali nazisti fuggiti nelle Americhe. Con sempre meno testimoni ancora in vita e sempre più tentativi di revisionismo storico, il regista armeno-canadese Atom Egoyan fa una scelta importante, quella di raccontare la ricostruzione di una memoria, con un registro che va dal thriller al dramma, fino al colpo di scena finale.

Un film dai ritmi lenti, epici, che racconta il peregrinare di Zev, un novantenne affetto da demenza senile, moderno Ulisse alla ricerca di verità e di vendetta, interpretato magistralmente da Christopher Plummer. Al fianco di Zev c’è Max (Martin Landau), narratore e al tempo stesso guida di virgiliana memoria, che lo accompagna nella ricostruzione dei suoi ricordi e nella messa in atto della vendetta nei confronti dell’odiato aguzzino di Auschwitz, responsabile della morte delle loro famiglie.

Max ha infatti scoperto che alcuni ufficiali nazisti sono fuggiti dalla Germania sconfitta rubando le identità di prigionieri ebrei uccisi nei campi di concentramento e si sono ricostruiti una vita in America. Costretto dall’età e dalla malattia alla sedia a rotelle e all’ossigeno permanente, Max affida a Zev il compito di trovare il loro ex SS-Blockführer (responsabile di braccio) di Auschwitz, nascosto sotto l’identità di tale Rudy Kurlander.

Il viaggio di Zev è un viaggio di ricostruzione della memoria, di recupero del passato, ma è anche un viaggio di denuncia dei germi di antisemitismo, neonazismo e revisionismo presenti negli Stati Uniti.
Il primo grande protagonista del film è lo sguardo di Zev: uno sguardo sospeso e confuso, spaventato e assente, stranito e distante. Uno sguardo che è simbolo di assenza di memoria, ma anche di manipolazione e mistificazione della stessa. Uno sguardo incapace di riconoscere se stesso fino all’ultima scena del film.

Il secondo grande protagonista della pellicola di Egoyan è il silenzio: un silenzio che permette agli spettatori di ripercorrere le immagini già viste della Shoah, gli orrori narrati dei campi di concentramento, le aberrazioni di quell’ideologia distorta che ha portato allo sterminio di milioni di persone nel silenzio e spesso nel compiacimento di un’intera nazione. Quel silenzio è la voce delle vittime, che emerge da una memoria condivisa fra narrazione cinematografica e pubblico e contribuisce all’arricchimento emozionale del film.

Egoyan affronta un tema già utilizzato in altre pellicole, ma lo fa con una delicatezza ed un’intensità emotiva uniche. Fa sì che si crei un legame molto forte fra il pubblico e Zev, l’anti-eroe per eccellenza, un legame fatto di tenerezza e di desiderio di protezione. Quel novantenne dallo sguardo vacuo e dall’incedere incerto ci porta attraverso la Storia, i ricordi, i legami familiari, il lutto, la ricerca della verità e la scoperta della propria identità.

Questo è Otto Walisch. Lo devi trovare, e lo devi uccidere. (Zev Gutman – Christopher Plummer) Presentato in concorso alla 72° Mostra del Cinema di Venezia, questo è in linea temporale l’ultimo film sull’Olocausto ad affrontare il tema dei criminali nazisti fuggiti nelle Americhe. Con sempre meno testimoni ancora in vita e sempre più tentativi …

Review Overview

AMAZING CINEMA

Da Vedere

Summary : Moderna Odissea nella memoria dei reduci della Shoah del regista armeno-canadese Atom Egoyan, dove sguardi e silenzi sono intepretati in modo delicato ed emotivamente intenso allo stesso tempo.

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73
Remember - Locandina

Remember

Genere: Drammatici, Thriller

Attori: Christopher Plummer, Martin Landau, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Heinz Lieven, Dean Norris, Henry Czerny

Durata: 95 minuti

Un film di: Atom Egoyan

Data di uscita: 4 Febbraio 2016

About Stefania Rivetti

Laureata in lingue e letterature straniere con un master in marketing e uno in comunicazione d'impresa, appassionata di filologia, arte, archeologia, divoratrice compulsiva di libri. Fotografa per passione, curiosa per natura, ama il teatro, in particolare l'opera, e il cinema.

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