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Non sposate le mie figlie!

Non sposate le mie figlie!

I genitori di Laure sono molto tolleranti, le altre figlie si sono sposate con un cinese, un ebreo e un arabo!
Non sposate le mie figlie.
(Noom Diawara)

Claude e Marie Verneuil rappresentano l’esatto esempio della famiglia francese ed europea degli anni ’70 – ’80: benestanti e con quattro figlie, vivono in campagna nella calma e la pace. Oddio, questo onestamente è vero fino ad un certo punto, perchè esiste un grattacapo che Claude ha sempre in testa, ed è quello legato alle sue figlie.

Tre delle ragazze hanno sposato rispettivamente un ebreo, un arabo e un cinese e questo è stato fonte di disperazione per Claude che sperava di vederle insieme ad un bel francese purosangue. Le sue ultime speranze sono rivolte proprio nella più piccola delle tre che, finalmente, gli comunica di aver ricevuto una proposta di matrimonio da Charles. I due, euforici, decidono di incontrare il ragazzo: come reagiranno alla scoperta che si tratta di un africano proveniente dalla Costa d’Avorio?

Divertentissima commedia francese dalle tinte decisamente trash che però, rispetto agli omologhi lavori made in italy, si colloca su un piano decisamente superiore. Questo lo fa sfruttando il problema della diversità culturale, tema molto sentito in Europa negli ultimi anni sia per il problema dell’immigrazione clandestina, sia grazie ad una non sempre facile integrazione nel tessuto sociale di arrivo da parte di molti ragazzi stranieri che hanno la tendenza a mantenere vivi ed attivi i loro usi e costumi per il cibo, l’abbigliamento, la religione e più i generale gli stili di vita. Le battute sono sempre al vetriolo, anche grazie ad un cast di protagonisti azzeccato che calca la mano restando sempre simpatico e leggero: è spettacolare vedere arabi e ebrei insieme che si difendono da un cinese, e tutti odiare una persona di colore. Ci si stupisce, ma oggettivamente è questa la nuova UE che ci aspetta, piaccia o non piaccia, e film come questi aiutano a rendere i conflitti interrazziali qualcosa di divertente e su cui farsi una risata sopra. Bravi gli attori, in particolare il padre delle spose, Christian Clavier, che con le sue espressioni ricalca perfettamente il francese degli anni ’70. Se volete passare una bella serata tra amici e ridere a crepapelle, questo è il film che fa per voi!

I genitori di Laure sono molto tolleranti, le altre figlie si sono sposate con un cinese, un ebreo e un arabo! Non sposate le mie figlie. (Noom Diawara) Claude e Marie Verneuil rappresentano l’esatto esempio della famiglia francese ed europea degli anni ’70 – ’80: benestanti e con quattro figlie, vivono in campagna nella calma …

Review Overview

AMAZING STARS

Da Vedere

Summary : Divertente commedia francese un po' trash. Mette in campo le liti interrazziali tra ebrei, arabi e cinesi, a cui si aggiunge un africano. Bravo il padre delle quattro spose. Interessante anche l'analisi culturale dell'Europa che ne viene fuori.

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Non sposate le mie figlie! - Locandina

 Non sposate le mie figlie!

Genere: Commedia

Cast: Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan,Pascal N’zonzi, Salimata Kamate

Un film di: Philippe de Chauveron

Durata: 97 minuti

Data di uscita: 5 Febbraio 2015

 

About Daniele Buzzurro

Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. E' ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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