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Mommy

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Siamo in un mondo senza speranza, ma pieno di persone che sperano.
(Xavier Dolan)

Diane ‘Die’ Després è una giovane vedova ancora piacente e molto lontana dall’avere anche solo una parvenza di pace interiore. La sua vita inizia a cambiare radicalmente quando si trova costretta a prendere a vivere con se suo figlio quindicenne Steve O’Connor Després, un ragazzo che definire turbolento sarebbe un vero e proprio eufemismo. Tra i due il rapporto non ha nulla di idilliaco e anzi Steve prova per sua madre un tipo di bene che va oltre il semplice rapporto madre-figlio.

Proprio mentre stanno cercando di trovare un loro equilibrio economico tra la malattia di Steve – perchè di questo si tratta, ed a un livello ormai patologico – un lavoro perso e momenti di bene profondo entra nella loro esistenza la bellissima Kyle, remissiva e balbuziente vicina di casa che proprio in loro due sembra trovare quello che le è mancato in tutta la sua vita.

I giovani che vogliono avere successo devono essere sfrontati, e affrontare il mondo cercando di piegarlo alle loro idee e alle loro regole. Questo è quello che ha provato a fare in questo film il giovanissimo regista Xavier Dolan, e i risultati sono a dir poco lusinghieri. Prima di tutto quel che salta agli occhi è la scelta di Dolan di cambiare totalmente la visione dei fotogrammi, passando ad un formato dove la verticalità vince sull’orizzontalità classica a 4:3. Questo produce una pellicola dove si vede una sola persona ogni singola inquadratura proprio per ragioni di spazio, e dove quando se ne vedono due è solo perchè sono davvero appiccicate tra loro. Il risultato è mirabolante, anche grazie alla scelta di tre personaggi lontanissimi tra loro e anche da qualsiasi altro protagonista di film famosi visto al cinema. Ognuno di loro viene quasi intrappolato nella propria esistenza, amaro fringuello che prova ad uscire da una gabbia da dove punti di fuga non sembrano esisterne, se non nei rari momenti dove la telecamera allarga la sua visuale sui 16:9 concedendo ai protagonisti la classica ora d’aria, scandita da una musica di sottofondo divertente e per certi versi quasi surreale visto lo stato precedente. D’altro canto, i rapporti tra madre e figlio, splendidamente interpretati da Anne Dorval e Antoine-Olivier Pilon, passano da momenti di superficialità che rasentano il ridicolo a fasi di vero e proprio dramma, dove l’inferno potrebbe essere un desiderio da raggiungere per sfuggire a qualcosa che dell’inferno stesso è una versione quantomeno peggiore. Qui emerge ancora una volta la bravura del regista nell’immaginare e ricreare rapporti che non hanno nulla di normale, eppure sono in grado di farci sentire sulla pelle tutta la realtà dell’anormalità rappresentata. Questo è possibile anche grazie a delle immagini potenti che rappresentano la realtà dei fatti, momenti capaci di restare nella memoria di noi tutti per tanto, tantissimo tempo. E ancora, mentre nei suoi film passati Dolan raccontava il rapporto difficile tra madri e figli prendendo la parte di quest’ultimi, in questo caso non prende le parti di nessuno e lascia libero lo spettatore di sentirsi più vicino possibile a quello che dei tre personaggi gli sembra quello più vicino alle sue caratteristiche e alla sua storia. In fondo, mentre per tutti Steve e Diane non possono volersi bene, tanta è la violenza onesta e mai celata del loro rapportarsi, in realtà minuto dopo minuto lo spettatore si rende conto che questo non corrisponde al vero, e che il bene che i due si vogliono è invece profondo ed estremamente vero, anche se totalmente lontano da ogni forma di bene a cui noi tutti siamo abituati. Qui interviene l’estro fantasioso di Dolan che da un lato inserisce una legge da lui inventata capace di piegare gli eventi ai suoi desiderata (e per farlo ambienta tutto 1 anno dopo ai giorni nostri), e dall’altro fa entrare in scena il terzo personaggio, quella Kyla magicamente interpretata da Suzanne Clement che è nella prima parte del film gli occhi che permettono allo spettatore di capire meglio la travagliata e folle vita dei Deprés, e nella seconda parte parte attiva e interattiva nel loro rapporto, risultando fondamentale negli equilibri interni. Se questo film ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes 2014 lo ha fatto con pieno merito; che nessuno di voi se lo perda, uscirete dalla sala come delle persone migliori.

Siamo in un mondo senza speranza, ma pieno di persone che sperano. (Xavier Dolan) Diane ‘Die’ Després è una giovane vedova ancora piacente e molto lontana dall’avere anche solo una parvenza di pace interiore. La sua vita inizia a cambiare radicalmente quando si trova costretta a prendere a vivere con se suo figlio quindicenne Steve O’Connor Després, …

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AMAZING STARS

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Summary : In quadrature surreali e verticali, spazi ristretti, poca possibilità di immaginare e di sognare ma molte liti, violenze e male parole. Film che ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes 2014. Splendida interpretazione di Anne Dorval e Antoine-Olivier Pilon, magico il regista Xavier Dolan

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90
Mommy - Locandina

Mommy

Genere: Drammatici

Cast: Anne Dorval, Antoine-Olivier Pilon, Suzanne Clément, Patrick Huard, Alexandre Goyette, Michèle Lituac, Isabelle Nélisse, Pierre-Yves Cardinal, Viviane Pascal, Natalie Hamel-Roy, Vincent Fafard

Un film di: Xavier Dolan

Durata: 140 minuti

Data di uscita: 4 Dicembre 2014

 

About Daniele Buzzurro

Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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