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Oceania

Oceania

Le leggende narrano di un eroina che supererà il rif per difendere la nostra isola e per salvarci tutti.
(Nonna Tala – Angela Finocchiaro)

Tremila anni fa, i popoli dell’Oceano Pacifico erano navigatori che lo attraversavano, alla scoperta delle numerose isole dell’Oceania. Ma poi, per un millennio, i loro viaggi cessarono e si è persa la memoria del perché.

L’adolescente di nome Vaiana, figlia del capo e destinata a condurre il popolo dell’isola dove vive verso una sicura esistenza sulla terra ferma, seguirà invece la chiamata a imbarcarsi in una coraggiosa missione per salvare l’equilibrio del suo mondo. Durante il suo viaggio, la giovane si imbatterà nel semidio in disgrazia Maui che la guiderà nella sua ricerca. Insieme, i due attraverseranno l’oceano in un viaggio pieno d’azione, che li porterà ad affrontare enormi creature feroci e ostacoli impossibili e, lungo il percorso, Vaiana porterà a compimento l’antica ricerca dei suoi antenati e troverà l’unica cosa che ha sempre desiderato: la propria identità.

La ripresa dello Studio d’animazione è salita fino alla punta dell’ultimo Zootropolis (2016) e continua con una ricerca che coniuga ancora ingredienti che la caratterizzano con ambizioni di scrittura e tecniche che ne elevano il livello. Moana, questo è il titolo originale e nome della protagonista, è diventato intanto famoso per una curiosa omonimia con una star italiana di tutt’altro tipo; perciò il titolo italiano è diventato Oceania, e il nome della protagonista diventa Vaiana.

Il ritorno Disney è anche quello dei registi Ron Clements e John Musker, che hanno diretto La Sirenetta (1989), Aladdin (1992), Il Pianeta del Tesoro (2002) e La Principessa e il Ranocchio (2009).

Come felice consuetudine, da qualche anno anche in Disney, il film è preceduto da un cortometraggio. Qui è Inner Workings (2016) che illustra, all’interno del corpo di una persona, il conflitto tra esigenze razionali dettate dal cervello e desideri del cuore, organi in perenne lotta per la ricerca della felicità. Idea molto carina che ricorda ricorsivamente le emozioni di Inside Out (2015), a sua volta ispirato ad un precedente cortometraggio Disney Reason and Emotion (1943). L’animazione abbastanza bidimensionale e quasi stilizzata è curiosamente in contrasto con il dominio del digitale nei lungometraggi, quasi una riserva e, si spera, territorio di coltivazione per un possibile futuro rilancio del disegno a mano.

In questa storia  si affronta una leggenda dell’Oceania, tornando un pò al cosmopolitismo Disney degli anni Novanta ma in una maniera nuova. Notevole l’attenzione a riprodurre realisticamente suoni e aspetti antropologici di civiltà antiche e meno note. La prima cosa che salta all’occhio è la parte visiva, la cui identità prende sempre meglio forma. Considerata l’impossibilità momentanea, purtroppo, di vedere film animati disegnati a mano, va riconosciuto che l`animazione digitale si è sempre più evoluta fino a riuscire in quello che è stata la pecca della CGI finora: il disegno di figure umane realistiche e non caricaturali in osservanza ai principi della character animation disneyana.

Insieme a questo traguardo contribuiscono fondali ed effetti speciali, riuscendo in una missione utile di questa tecnologia cioè la possibilità di avere colori e punti di vista tridimensionali in maniera prima impossibile, e cercando di recuperare le sfumature tipiche del disegno animato, finché la direzione sarà percorribile. Particolarmente strabilianti i mostri marini e la Dea Madre della Natura. L’oceano o un vulcano realizzati come forza viva che a volte assumono addirittura delle braccia e dialogano coi personaggi ricordano la personificazione di acqua o fuoco che risale ai cortometraggi Disney anni Trenta, e ciò lo rende qualcosa di prezioso. Menzione speciale i tatuaggi di Maui, animati e con personalità proprie, al punto da diventare personaggi a sé stanti.

Un altro aspetto tipico che torna, dopo Frozen (2013), sono le sette canzoni più due reprise interpretate dai personaggi all’interno del film. Questa volta però non si tratta di musical in senso stretto. Infatti la colonna sonora di Lin-Manuel Miranda, Mark Mancina e Opetaia Foa‘I è più spiazzante rispetto a canoni molto orchestrali e canzoni ricche di acuti e momenti strappa applausi. Non mancano però le funzioni narrative di queste canzoni che corrispondono ai desideri dei personaggi, consigli o veicoli per l’azione. Probabilmente si potrà essere inizialmente meno portati a considerarle come singoli da ascoltare separatamente, come ci ha abituato la tradizione musicale Disney, ma intanto sono funzionali al film dove sono inserite. Si tratta di una musica curata, con molta attenzione alla tradizione polinesiana, ricca di:

percussioni, canti corali e composizioni orchestrali ma a tratti è anche pop

come dichiara lo stesso compositore Mark Mancina.

Piacevole un’autoironia misurata su alcuni stereotipi come l’idea della “principessa” accompagnata da simpatici animali. Particolarmente interessante è il personaggio della nonna di Vaiana impreziosita, in versione italiana, dalla voce di Angela Finocchiaro, considerata la folle del villaggio, che danza sulla spiaggia, condividendo con la nipote il legame che ha con l’oceano, e dà consigli fondamentali alla nipote titubante. Un granchio gigante sottomarino e cantante ha una presenza buffa e divertente che sembra rielaborare un patrimonio che va dal granchio Sebastian de La Sirenetta (1989) al BruCaliffo di Alice nel Paese delle Meraviglie (1951).

Anche se non dirompente e ugualmente elevato come Zootropolis (2016), la strada Disney va dalla voglia di affrontare sceneggiature più impegnative alla rielaborazione più matura degli ingredienti in cui è già forte. Questo funziona e si accompagna all’evoluzione della personalità del suo stile visivo e animazione che ne sta scolpendo la nuova punta di eccellenza nel panorama dei film animati e nell’immaginario cinematografico generale, di cui giustamente è stata regina per decenni, finalmente forse rivolta a un nuovo periodo di lucentezza.

Le leggende narrano di un eroina che supererà il rif per difendere la nostra isola e per salvarci tutti. (Nonna Tala – Angela Finocchiaro) Tremila anni fa, i popoli dell’Oceano Pacifico erano navigatori che lo attraversavano, alla scoperta delle numerose isole dell’Oceania. Ma poi, per un millennio, i loro viaggi cessarono e si è persa la …

Review Overview

AMAZING STARS

Da Vedere

Summary : Forse non dirompente ed elevato come Zootropolis, la voglia Disney di affrontare sceneggiature più impegnative funziona con l`evoluzione del suo stile visivo e di animazione, nuova punta di eccellenza nel panorama dei film animati e nell'immaginario cinematografico generale. Da Vedere.

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75

 Oceania

GenereAnimazione, Avventura, Commedia

Voci originali: Dwayne Johnson, Alan Tudyk, Auli’i Cravalho, Phillipa Soo, Nicole Scherzinger, Jemaine Clement, Temuera Morrison, Rachel House

Voci italiane: Angela Finocchiaro, Raphael Gualazzi, Chiara Grispo, Emanuela Ionica, Fabrizio Vidale, Roberto Pedicini, Micaela Incitti,  Rocco Hunt, Sergio Sylvestre

Canzoni in inglese interpretate da: Alessia Cara, Jordan Fisher, Lin-Manuel Miranda

Durata: 113 minuti

Un film di: Ron Clements e John Musker

Data di uscita: 22 dicembre 2016

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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