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Marguerite e Julien – La leggenda degli amanti impossibili

Marguerite e Julien – La leggenda degli amanti impossibili

Che cosa siamo?
Qualcosa che non esiste.
Allora va bene, non rischiamo niente se non esistiamo.
(Marguerite e Julien – Anaïs Demoustier e Jérémie Elkaïm)

Marguerite de Ravalet (Anaïs Demoustier) e Julien de Ravalet (Jérémie Elkaïm), figli del Signore di Tourlaville, si amano teneramente fin da bambini. Diventati adulti, il loro affetto si trasforma in irrefrenabile passione. Scandalizzata dal loro legame, la comunità di Tourlaville inizia a dare la caccia ai due fratelli che, incapaci di resistere ai loro sentimenti, decidono di fuggire.

Il soggetto sicuramente desta attenzione, soprattutto poiché basato su una storia vera, e in quanto tale dovrebbe suscitare emozioni, anche contrastanti. In questo film invece la cosa più strana è non provare empatia per i personaggi; ai protagonisti al massimo si augura possano sfuggire alle persecuzioni ma senza una vera partecipazione emotiva per le loro sofferenze o sentimenti, nonostante qualche scena più audace che mostra anche la carnalità di un amore proibito.

Quasi sprecata Géraldine Chaplin nel breve ruolo di suocera odiosa, in uno dei pochi momenti in cui si riesce a provare pena per la protagonista, costretta a un matrimonio non voluto e prigioniera del marito.

A questo si aggiunge un trattamento spesso incerto con improvvisi cambi d’epoca e atmosfera, senza che la cosa abbia una riconoscibile giustificazione nella sceneggiatura ma piuttosto legata al concetto di voler dare funzione simbolica, anzi addirittura mitologica, così come dichiarato dalla regista, ai personaggi liberi nell’amore, al di là delle convenzioni della società e del tempo in scene che culminano in dialoghi metafisici sulla comunione con la natura, con un tessuto ancora più slegato dal resto.

Queste intenzioni si traducono in uno stile confuso che svolta bruscamente dall’ambientazione fedelmente d’epoca con approcci da racconto fiabesco, passando per elementi moderni come registrazioni, oggetti e musiche.

Non esattamente provocatorio, anzi l’assunto del film è ritrarre la normalità di un amore sbocciato tra i due, amatisi da sempre, anche se in circostanze impossibili.

In questo c’è il merito di non prendere parti morali ma lanciare l’ipotesi del come gestire un amore del genere in un contesto che lo considera assolutamente da condannare. Il film rimane soprattutto un appello alla libertà di espressione, negata in epoche e società non pronte. Concetto rimasto più nella scrittura che nella realizzazione nonostante la partecipazione degli interpreti, di cui è ben espressa la passione incontrollabile ma paradossalmente non coinvolge lo spettatore. Curioso che la sceneggiatura del film fosse stato pensata inizialmente nel 1971 da Jean Gruault per Francois Truffaut, che abbandonò il progetto due anni dopo.

Che cosa siamo? Qualcosa che non esiste. Allora va bene, non rischiamo niente se non esistiamo. (Marguerite e Julien – Anaïs Demoustier e Jérémie Elkaïm) Marguerite de Ravalet (Anaïs Demoustier) e Julien de Ravalet (Jérémie Elkaïm), figli del Signore di Tourlaville, si amano teneramente fin da bambini. Diventati adulti, il loro affetto si trasforma in irrefrenabile passione. Scandalizzata dal …

Review Overview

AMAZING STARS

Sufficiente

Summary : Basato su una storia vera, nel film è strano non provare empatia per i personaggi. Assunto è ritrarre la normalità di un amore sbocciato tra i due fratelli in un contesto che lo considera da condannare. Appello alla libertà di espressione.

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50
Marguerite e Julien - La leggenda degli amori impossibili - Locandina
Marguerite e Julien – La leggenda degli amanti impossibili

GenereDrammaticiRomanticiStorici

Interpreti: Anaïs Demoustier, Jérémie Elkaïm, Frédéric Pierrot, Aurelia Petit, Raoul Fernandez, Catherine Mouchet, Bastien Bouillon, Sami Frey, Geraldine Chaplin, Alice de Lencquesaing, Esther Garrel, Audrey Quoturi, Maxime Dambrin

Durata: 103 minuti

Un film di: Valérie Donzelli

Data di uscita: 01 giugno 2016

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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