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Le Monologhe divertono ancora

Le Monologhe divertono ancora

Lo spettacolo di Angela Calefato Le Monologhe è aggiornato con nuovi personaggi femminili della Storia, icone dello spettacolo o delle cultura, che raccontano la propria versione della storia, spesso diversa da quella ufficiale, soprattutto maschile, e lo fanno in modo comico, spesso parodistico ma ricco di riflessioni agrodolci.

Lo show teatrale ha visto a giorni alterni sfilare e dire la loro vari personaggi: Bocca di Rosa, la musa che ispirò Fabrizio De André ma sfuggì suo malgrado la notorietà nel mondo della canzone; Anita Garibaldi che a suo dire fu adombrata dal marito eroe dei due mondi e condannata alla vita di casalinga e madre; La donna di Neanderthal vittima dell’evoluzione che condanna il suo aspetto poco attraente a non ricevere le attenzioni maschili e studiare tecniche di piacere solitario.

Il viaggio nella storia prosegue con la prospettiva fuori dal tempo di queste donne che parlano al pubblico contemporaneo in teatro. Cleopatra, dotata di astuzia femminile e tattica politica che non bastarono comunque a farle conquistare l’impero romano; Yoko Ono è tra le vedove più contestate di sempre ed è un’occasione per esaminarne il profilo anche di artista e ascoltarne le confessioni; Lorena Bobbit fu protagonista di un caso di cronaca molto discusso tra l’affermazione della sua follia e la provocazione di un orgoglio femminile che porta pure all’emulazione.

Mettere insieme queste tre donne nel medesimo gruppo dello spettacolo è un’abile costruzione di cinismo femminile magistralmente scritto con forte ispirazione comica e di sarcastica critica sociale a più livelli.

Cleopatra è un personaggio storico di grande fascino e presunto successo, tra i più politici tra quelli rappresentati e ci racconta come il suo utero, oggi mummificato, abbia salvato l’Egitto dalla conquista di Cesare e anzi consentito a lei due tentativi di conquistare l’Impero Romano, benché falliti per motivi tattici. Il suo terzo tentativo diventa una satira sulle malridotte condizioni della Roma di oggi e, curiosamente, si inseriscono in modo esilarante nel clima elettorale della Capitale. L’interpretazione sentita di Virginia Quaranta nel ruolo, particolarmente ispirato dalla penna di Angela Calefato, la fa passare per una militante dell’Isis  fino a una cortigiana dei Palazzi per i suoi fini. Prende in giro il pubblico con una varietà di registri linguistici che valorizzano l’articolato testo ricco di significati ed allusioni che vanno alla mitologia egizia, cultura classica in genere, attualità e pure musica leggera. Personaggio che ha anche vari numeri musicali, con la tecnica parodistica del “centone”, che cambia il testo di canzoni note per effetti parodistici, che ha fatto la fortuna dal Quartetto cetra agli Oblivion. Tra queste un elogio dell’utero è quanto di più inaspettato e comicamente surreale.

Donna terribile più recente, Yoko Ono viene presentata come un’artista indefinibile, esegue un’esibizione di arte concettuale che sembra un po’ campata in aria e poi inizia a vendere capi d’autore, come un paio d’occhiali, spacciandoli per opera di genio. La parodia della presunta artista è già molto godibile, perché i discorsi sull’arte sconfinano in una televendita delle più becere ma poi il cinismo diventa sublime quando Yoko Ono spiega il segreto del successo redditizio di una vedova precoce, facendo una carrellata di quante ci abbiano provato, fino a confessare il suo particolare piacere nel collezionare sfasci di band musicali storiche. Francesca La Scala è abile nel citare cliché giapponesi, anche accennando arti marziali, fino all’imitazione di noti imbonitrici televisive e divertente nel simulare un’installazione d’arte alternativa e lo sgomento che può creare un’opera d’arte del genere.

Un coltivato racconto del cattivo gusto, argomentato con cura, ha la sua estrema conclusione con Lorena Bobbit, dove torna l’autrice e regista Angela Calefato, anche come attrice, chiudendo quel che aveva iniziato con la Bocca di Rosa che aveva aperto l’altro ciclo di serate. L’americana famosa per aver evirato il marito che non sopportava più tenta di riciclarsi come rassicurante cuoca televisiva, che vuole ricordare Antonella Clerici, inaugurando una cucina alternativa a base di organi maschili inutili. L’assurdità dell’idea ne apre altre fino a pensare di poter inaugurare una redditizia attività commerciale. Angela Calefato, che riporta una Lorena con gustoso accento americano che diventa guru del benessere femminile,  ha condotto le fila di questi ritratti grotteschi, esagerati,  sarcastici ma ricchi di verità scomode che si portano dietro, a volte conosciute ma taciute.

Lo spettacolo sembra migliorare ogni volta e anche le due giovani Alice Longo e Carolina Ceccarelli hanno occasioni di esprimersi come divertenti aiutanti delle protagoniste, quali  ancelle di Cleopatra o  intervistatrici di Yoko Ono.

Pare che altri personaggi siano in cantiere e Le Monologhe torneranno a divertire in modo intelligente in momenti di bel teatro.

Lo spettacolo di Angela Calefato Le Monologhe è aggiornato con nuovi personaggi femminili della Storia, icone dello spettacolo o delle cultura, che raccontano la propria versione della storia, spesso diversa da quella ufficiale, soprattutto maschile, e lo fanno in modo comico, spesso parodistico ma ricco di riflessioni agrodolci. Lo show teatrale ha visto a giorni alterni …

Review Overview

AMAZING STARS

Da Vedere

Summary : Le donne della Storia si raccontano con arguto cinismo che è un godibile sarcasmo che rivela verità scomode. Francesca La Scala e Virginia Quaranta ispirate e ricche interpreti di irresistibili Cleopatra e Yoko Ono. Originale e attraente la Lorena Bobbit di Angela Calefato, anche autrice e regista di uno spettacolo sempre più sfaccettato e piacevole.

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79
 
 Le Monologhe

Genere: Teatro

Regia e testi: Angela Calefato

Con: Angela Calefato, Antonella Petrone, Vita Rosati, Francesca La Scala, Virginia Quaranta, Alice Longo, Carolina Ceccarelli

Disegno luci: Erika Barresi

Sede: Teatro Trastevere, via Jacopa de Settesoli 3, Roma

Da: dal 3 all’ 8 maggio 2016

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto, dopo aver partecipato a rappresentazioni e Festival, in Italia e non solo. Si occupa di eventi culturali e teatrali anche nell'organizzazione ed uffici stampa.

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