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King Arthur: Il Potere della Spada

King Arthur: Il Potere della Spada

Non sto entrando in questo casino! Tu hai un esercito, e io sono solo! Parlerò, sono felice di parlare. Ma non c`è alcuna possibilità che inizierò a combattere.
(King Arthur – Charlie Hunnam)

Quando Londra era ancora una città di origine romana chiamata Londinium, in una lotta tra maghi ribelli e umani, il Re Uther (Eric Bana), padre del piccolo Artù viene assassinato e suo zio Vortigern (Jude Law) prende il trono. Artù riesce a salvarsi da morte sicura e a sopravvivere per strada finché è chiamato a seguire il suo Destino, per estrarre la spada Excalibur dalla roccia e riprendere i suoi diritti sul trono.

Guy Ritchie (Operazione U.N.C.L.E, 2015) si approccia alla leggenda di Re Artù in quello che sembra un film d’azione travestito da medioevo fantasy con un suo riconoscibile stile. Si notano molto le riprese dinamiche con un montaggio accelerato o rallentato. Frequenti le ellissi temporali tra passato e presente. L’aspetto generale del film è quello di un azione che ricorda i videoclip o i videogame, creando una fusione di linguaggi cinematografici moderni applicati ad un ambientazione medievale. A questo proposito si distinguono le scene di lotta, gestite come coreografie da arti marziali. Altrettanto notevoli sono gli effetti speciali quando i personaggi si trovano al cospetto di creature o situazioni magiche, anche se l’effetto per quanto molto evoluto, è quello di CGI da videogame. La stessa colonna sonora concitata sottolinea le azioni più mirabolanti e ne distingue l’approccio più moderno rispetto al contesto più classico in un revisionismo storico al cinema che ricorda 300 (2007) di Zack Snyder. A proposito di impatto visivo si può almeno dire che il 3D in cui è proposto questo film scurisce le immagini come di consueto ma almeno dà davvero una terza dimensione con oggetti ed elementi che emergono dallo schermo.

Charlie Hunnam, già in Crimson Peak (2015), interpreta il giovane Artù come un teppista del passato che viene raccolto da una banda di rivoluzionari e addestrato a diventare il re che è destinato ad essere. Il personaggio si distingue per dialoghi sarcastici, volutamente fuori da un registro storico d’epoca. Jude Law è sempre una presenza espressiva e qui rende bene nel ruolo di fratello del re capace delle alleanze con forze malvagie e dei delitti peggiori anche se il suo contributo attoriale sembra fagocitato dalla magniloquenza della messinscena. Eric Bana ha la presenza giusta per impersonare un re votato alla giusta causa, per quanto possa ricordare il suo Ettore in Troy (2004), film simile a questo per la sua spettacolarità.

Un’altra caratteristica della voluta modernità del trattamento è la spinta sulla brillantezza dei dialoghi e di battute concitate tra Artù e i suoi compagni di avventura. Dal cinema di formazione all’azione il protagonista recupera anche il percorso psicologico di adattamento alle difficoltà. Artù deve imparare a dominare la spada che non risponde ancora alla sua volontà e deve superare gli incubi del bambino dentro di lui che ricorda l’uccisione di suo padre. Questo avviene anche attraverso le suggestioni magiche suggerite da una giovane maga e da addestramenti particolari come la lotta contro animali giganteschi.

Si può parlare di modernità nel filmare una storia classica anche se lo spazio insistito dato all’azione allunga il tutto oscurando i momenti più epici. C’è la volontà di rottura con la tradizione del racconto del ciclo arturiano e lo stile del regista da action rude si innesta con gli ingredienti mutuati dal fantasy moderno, come la lotta tra i popoli umani e magici che hanno visto esempi più alti ne Il Signore degli Anelli a vari livelli. C’è l’alta fattura tecnica e una personalità della regia anche se lo svolgimento appare ripetitivo e più votato alla spettacolarizzazione che al contenuto culturale del materiale di partenza.

Tra gli elementi che il film accenna appena c’è la formazione dei Cavalieri della Tavola Rotonda e anche il Mago Merlino viene appena ricordato nei racconti dei personaggi, presenza di cui si sente la mancanza; quindi se questa pellicola avrà successo la strada annunciata per la saga ad episodi è aperta.

Non sto entrando in questo casino! Tu hai un esercito, e io sono solo! Parlerò, sono felice di parlare. Ma non c`è alcuna possibilità che inizierò a combattere. (King Arthur – Charlie Hunnam) Quando Londra era ancora una città di origine romana chiamata Londinium, in una lotta tra maghi ribelli e umani, il Re Uther (Eric …

Review Overview

AMAZING STARS

Buono

Summary : Una revisione della leggenda di Re Artù con lo stile action di Guy Ritchie dove abbondano modernità di riprese, montaggio, colonna sonora ed effetti speciali vicini allo stile videogame. I dialoghi sono brillanti e concitati come le azioni. Puro spettacolo d'intrattenimento.

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62
King Arthur Il Potere della Spada - Locandina

 King Arthur: Il Potere della Spada

GenereAvventura, AzioneFantasy

Interpreti: Charlie Hunnam, Jude Law, Katie McGrath, Annabelle Wallis, Eric Bana, Aidan Gillen, Djimon Hounsou, Astrid Berges-Frisbey, Hermione Corfield, Mikael Persbrandt, David Beckham, Georgina Campbell, Freddie Fox, Poppy Delevingne

Un film di: Guy Ritchie

Durata: 126 minuti

Data di uscita: 10 maggio 2017

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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