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Francamente, me ne infischio
(Clark Gable – Rhett Butler)

La commedia in scena al Teatro Ambra Jovinelli torna al 1939, all’alba della lavorazione di un classico del cinema kolossal di tutti i tempi: Via Col Vento. Si può entrare nell’ufficio del produttore David O. Selznick che si è imbarcato in una produzione cinematografica enorme. Ma dopo oltre due anni di preparazione e cinque settimane di riprese già avviate, con i costi esorbitanti che lievitano, con gli attori già sul set e con il suocero, George Mayer patron della MGM che lo carica di pressioni, Selznick blocca tutto. Il film non gli piace, non sta venendo bene, la sceneggiatura di Sidney Howard è troppo lunga e il regista, il suo amico fraterno George Cukor è troppo fiacco. Selznick convoca nel suo ufficio Victor Fleming il regista più famoso dell’epoca per affidargli la regia al posto di Cukor e Ben Hecht, lo sceneggiatore più abile e veloce, per fargli riscrivere da capo tutta la sceneggiatura. Solo che proprio Hecht, unico e solo in tutti gli Stati Uniti d’America, non ha letto il lunghissimo romanzo di Margareth Mitchell noto e amato dal grandissimo pubblico. Nonostante questo Selznick decide di costringere Fleming e Hecht a chiudersi dentro il suo ufficio per cinque giorni e cinque notti per riscrivere tutto. Per aiutare Hecht a districarsi con complicatissima trama lui e Fleming gli mimeranno tutti i personaggi e le situazioni del romanzo. Questo accadde veramente nella realtà e nella commedia scritta da Ron Hutchinson. 

Ci sono sotto testi interessanti come l’antisemitismo di cui Selznick è vittima pur facendo parte della buona società statunitense che però non lo accetterà mai fino in fondo considerandolo comunque e sempre “l’ebreo”, mentre dall’Europa arriva l’eco del nazifascismo e il film ambientato durante la Guerra di Secessione ha la scomoda caratteristica di avere come protagonisti, per cui simpatizzare, i sudisti sostenitori dello schiavismo. Si aggiunge, inoltre, l’eterna riflessione tra la necessità di fare cassa e accontentare i gusti del pubblico e gli ideali etici di chi vorrebbe un cinema con bei messaggi.

Molto ispirata la caratterizzazione degli interpreti. Antonio Catania, nel ruolo di Selznick, sente di aver bisogno di fare il film che lasci il segno nella Storia e che sia un’occasione di riscatto personale, questo in uno speculare confronto con Victor Fleming, interpretato da Gigio Alberti, ex autista diventato quotato regista di Hollywood, che cova ancora il terrore di perdere la sua fortuna e tornare a fare l’autista. Buon contrappeso è dato da Gianluca Ramazzottinel ruolo dello sceneggiatore Hecht, pressoché unico a non conoscere il corposo libro best seller e proprio lui deve ricavarne una sceneggiatura in pochissimo tempo. Persino la segretaria del produttore, interpretata da Paola Giannetti, instancabile lavoratrice e unica presenza di collegamento con l’esterno della stanza dove i tre sono rinchiusi, ha un momento in cui esprime quanto la sua solerzia al lavoro sia ormai corrosa dal nervosismo ossessivo degli altri. I tre si sono chiusi al mondo esterno nell’immane tentativo di rivoltare l’impianto di una produzione faraonica e sfidare la Storia del Cinema. Affascinante quindi la scrittura della commedia, tutta concentrata in una stanza dove i malcapitati hanno solo l’accesso ad un bagno e possono mangiare soltanto banane e noccioline, mentre si citano nomi mitici del panorama hollywoodiano, come i protagonisti di Via con Vento (1939), Vivien Leigh e Clark Gable e anche Judy Garland, protagonista dell’altro futuro classico Il Mago di Oz (1939), la cui regia Victor Fleming dovette faticosamente lasciare per imbarcarsi in quella di Via col Vento (1939).

Laborioso il progredire delle scene e il calore espressivo degli attori che si scompongono man mano che le ore passano nella estenuante maratona lavorativa, fino a un Victor Fleming che deve simulare il travaglio del personaggio di Melania, per spiegarne la scena, e altre situazioni amene mentre, d’altra parte, i personaggi esprimono perplessità, paure, sulla riuscita del film e sul futuro delle loro carriere.
Se si possono superare i problemi di acustica avuti alla prima del 17 novembre, col peccato di perdere parte dei densi e ben scritti dialoghi, lo spettacolo è molto godibile nella ricostruzione di una bella storia realmente accaduta e anche nell’intensa e divertente messa in scena.

Francamente, me ne infischio (Clark Gable – Rhett Butler) La commedia in scena al Teatro Ambra Jovinelli torna al 1939, all’alba della lavorazione di un classico del cinema kolossal di tutti i tempi: Via Col Vento. Si può entrare nell’ufficio del produttore David O. Selznick che si è imbarcato in una produzione cinematografica enorme. Ma dopo …

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AMAZING STARS

Da Vedere

Summary : Dialoghi incalzanti nella ricostruzione storica di un mito, sorretti dall'abilità degli interpreti, in una commedia con interessanti spunti universali, sul mondo del cinema, ma non solo

User Rating: 3.65 ( 2 votes)
75

 Hollywood

Genere: Teatro

Personaggi e Interpreti: Antonio Catania (David O. Selznick), Gianluca Ramazzotti (Ben Hecht), Gigio Alberti (Victor Fleming), Paola Giannetti (segretaria)

Di: Ron Hutchinson

Regia: Virginia Acqua

Sede: Teatro Ambra Jovinelli, Via Guglielmo Pepe 43/47 Roma

Da: dal 17 al 27 novembre 2016

 

 

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto, dopo aver partecipato a rappresentazioni e Festival, in Italia e non solo. Si occupa di eventi culturali e teatrali anche nell'organizzazione ed uffici stampa.

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