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Hannah Arendt

Ma sai che io non posso amare gli ebrei, come non amo il popolo, non amo la folla; io amo solo i miei amici, amo la gente che conosco.
(Hannah Arendt – Barbara Sukowa)

Hannah Arendt è una famosa intellettuale ebrea scappata nel 1940 dalla Francia e sfuggita ai campi di concentramento tedeschi, dove però non è mai stata, durante la Seconda Guerra Mondiale. Hannah vive a New York insieme all’uomo che ama, il filosofo e scrittore tedesco Heinrich Blücher.

La donna lavora come docente in una famosa università e ha già pubblicato molti libri su temi politici e filosofici, quando accade qualcosa che muterà per sempre la sua vita: nel 1961 i Servizi Segreti del Mossad scoprono e catturano un criminale di guerra tedescoAdolf Eichmann, che si nascondeva in Argentina sotto falso nome e sono pronti a processarlo a Gerusalemme di fronte al mondo intero. Alla donna viene chiesto di presenziare all’evento e raccontarlo per il prestigioso New Yorker grazie anche all’aiuto della sua amica Mary McCarthy nota scrittrice americana.

Ma proprio durante il processo Hannah si rende conto da un lato che quello che tutti dipingono come un feroce assassino non è nient’altro che un banale burocrate, un mero esecutore di ordini che non si poteva neppure permettere di confutare, e dall’altro che molti dei leader ebrei sapevano quello che stava per succedere e non si sono mossi per tempo per cercare di salvare il più alto numero di vite umane possibili.

Il dilemma a questo punto per Hannah è enorme: cosa scrivere davvero sul New Yorker? E come si relaziona tutto questo con la liason intellettuale avuta dai lei in gioventù per il noto filosofo e pensatore Martin Heidegger, coinvolto in qualche modo con l’ideologia nazista?

Quando ho visto questo film dal mio viso stava per uscire qualche lacrima, ed ormai era qualche anno che questo non mi succedeva in modo spontaneo davanti allo schermo di un cinema. La storia di Hannah è quanto di più bello e interessante si sia visto nel panorama cinematografico negli ultimi mesi, qualcosa di duro, pesante che si divide a sua volta in una parte calda, piena di vita e di azione ed in una fredda, asettica, algida e quasi distaccata. Per tanto tempo mi sono chiesto cosa legasse la mia anima alla sete di conoscenza delle motivazioni per cui durante la Seconda Guerra Mondiale il regime nazista ha fatto quello che ha fatto, e non ho mai trovato una spiegazione così lucida, precisa, netta e corretta di quella data da Hannah Arendt, che ho letto nel modo che voglio scrivervi perchè è il significato vero di questo film e del pensiero di questo personaggio unico al mondo, una descrizione di cosa è davvero il male:

 

Bene e male, odio e amore sono sentimenti, di qualcuno che pensa, di un’anima che sente. Sente qualcosa. Ma il male, quello vero cosa è? Non è amore, non è odio, non è nulla di questo.
Il male è l’assenza di ogni cosa, la negazione non crudele, ma asettica sia del bene che del male stesso, perchè equivale alla negazione del pensiero, della mente, dell’anima e di conseguenza dell’essere umano stesso.
Il male non è radicale, il male non è assoluto. L’orrore di Kurtz, le lacrime nella pioggia, la Festa della Rinascita, esprimono la cosa peggiore, il male vero.
Il male vero, cioè la propria normalità, il suo essere banale, quotidiano e non scelto, né imposto, ma il suo entrare nella normalità delle cose.
Questo è il male.

Bravi i protagonisti, e di nuovo un grande esperimento di dicotomia linguistica con mix tra tedesco e inglese e in aggiunta alcuni piccoli spunti in yiddish, segna dopo Molière in Bicicletta una nuova prova di integrazione per 2 tra i principali dialetti linguistici europei.

Unico cruccio è che il film sarà proiettato in Italia solamente il 27 e il 28 Gennaio 2014 e ciò mi fa caldamente consigliare a tutti gli appassionati di non perderselo per nulla al mondo. Mi ringrazierete!

Ma sai che io non posso amare gli ebrei, come non amo il popolo, non amo la folla; io amo solo i miei amici, amo la gente che conosco. (Hannah Arendt – Barbara Sukowa) Hannah Arendt è una famosa intellettuale ebrea scappata nel 1940 dalla Francia e sfuggita ai campi di concentramento tedeschi, dove però …

Review Overview

AMAZING CINEMA

Da non perdere

Summary : Storia commovente, che spiega il vero significato di che cosa è il male, cioè l'assenza di ogni cosa e la negazione del pensiero, dell'anima e della mente in ogni essere umano, e il suo entrare nella normalità delle cose. grande esperimento di dicotomia linguistica con mix tra tedesco e inglese. Da non perdere.

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Hannah Arendt in Hannah Arendt

Hannah Arendt

Genere: Drammatici, Storici

Cast: Barbara Sukowa, Axel Milberg, Janet McTeer, Julia Jentsch, Ulrich Noethen, Michael Degen, Nicholas Woodeson, Victoria Trauttmansdorff

Un film di: Margarethe von Trotta

Durata: 113 minuti

Data di uscita: 27 e 28 gennaio 2014

About Daniele Buzzurro

Fin dalla tenera età Daniele cresce a pane, libri e film che divora al cinema e in televisione ogni volta che ha un momento libero dagli studi. E' in questo periodo che decide che da grande farà il critico cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Economia della Comunicazione, si occupa di Web a 360° tramite DreamyourMind ed è docente per Corsi, IFTS e Master Universitari. E' giurato di premi italiani ed esteri legati al web come PWI, Mediastars, W3 Awards, Communicator Awards, Davey Awards e partecipa a gestire Web Totale oltre scrivere per Linkiesta. Molto attivo nell’associazionismo, in particolare in quello legato al mondo della Comunicazione e in quello di Confindustria. Membro del Board of Director di Arpico, è ora attivo il suo progetto Connekt che punta a mettere in rete artisti, investitori, imprenditori, filmmaker, startup e venture capital. Infine, è online su Amazon il suo primo racconto breve intitolato Il Filo di Arianna.

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