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Febbre da Cavallo a Teatro

Febbre da Cavallo a Teatro

Tu poi solo scommette che tu moje te mette le corna che vinci de sicuro!
(Er Pomata – Andrea Perroni) [rivolto a Manzotin – Toni Fornari]

In scena al Teatro Sistina, in prima nazionale assoluta, arriva “Febbre da Cavallo”, la prima trasposizione teatrale del film che ha segnato un’ intera generazione. Una commedia che è ormai un vero e proprio cult, forte di gag indimenticabili e di uno sviluppo popolare e semplice. L’adattamento teatrale è di Enrico Vanzina, figlio di Steno, regista del film, la supervisione artistica è di Enrico Brignano e le musiche di scena affidate al maestro Fabio Frizzi, co-autore della memorabile sigla. Sul palco anche Maurizio MattioliAndrea Perroni, Patrizio Cigliano, Tiziano Caputo e Sara Zanier. La regia è di Claudio Insegno, già regista della versione italiana di Jersey Boys – Il Musical.

A teatro abbiamo visto soprattutto la trasposizione del film culto del 1976, diretto da Steno, interpretato da Gigi Proietti, Enrico Montesano, Adolfo Celi, Mario Carotenuto e Catherine Spaak, insieme a Francesco De Rosa, Felice Roversi, Gigi Ballista, Maria Teresa Albani e Mario Brega. Una commedia, quindi, su di un gruppo di amici che si arrabatta per vivere e ha la mania di scommettere sulle corse dei cavalli continuamente, al punto da mettersi nei guai con debiti continui.

Le parti musicali, con suoni di Fabio Frizzi e testi delle canzoni di Toni Fornari, sono carine ma in questo spettacolo finiscono con il non essere così pregnanti e necessarie. Non si tratta infatti neanche di una commedia musicale. La parte recitata funziona da sola senza che le musiche arricchiscano molto la storia o i personaggi ma queste ultime costituiscono soprattutto dei sipari. Anche il numero di un tentato suicidio, con un tema che poteva prestarsi, non è valorizzato nel canto né nella base strumentale.  Si ricorda comunque un piacevole numero d’apertura, ripetuto sul finale, che introduce i personaggi e il loro vizio di giocare. Interessante la scena della cartomante, dove si canta lo stretto abbinamento tra le doti divinatorie e la necessità di pagare prontamente le sedute, anche se poteva essere cantata meglio. Piacevole anche la scena cantata dal macellaio Manzotin, interpretato da Toni Fornari.

Altrettanto carini, per quanto decorativi, sono i numeri danzati dal corpo di ballo, tra cui uno che riprende il tema sonoro del film originale. Tra i ballerini si può notare anche un piacevole dettaglio nei costumi e nelle acconciature femminili che ricordano le code di cavallo.

Tra gli interpreti, Andrea Perroni nel ruolo di Er Pomata dà una caratterizzazione romanesca così puntuale e riuscita che sembra ricalcare l’analoga interpretazione di Enrico Montesano del film. Tiziano Caputo, nel ruolo di Felice, è l’efficace spalla che deve essere e Patrizio Cigliano, nel ruolo di Mandrake, ha tutti i virtuosismi del personaggio, comprese le velleità da attore mancato e il sorriso magico da seduttore e truffatore, ma li elabora con una certa originalità. Maurizio Mattioli è un’icona della romanità, come abbiamo visto in Il Conte Tacchia, e qui si presta bene al ruolo di Avv. De Marchis.

Tra le scene di respiro più ampio ci sono soprattutto quelle che vedono Mandrake improbabile attore in uno spot pubblicitario, nei panni di un vigile urbano; oppure nelle sequenze da indossatore dove conversa, tra uno scatto e l’altro dei fotografi, con la collega Mafalda, interpretata da Benedetta Valanzano, che in realtà fa la prostituta. Carine, tra il comico e il tenero, le scene della nonna der Pomata, con la delicata ma simpatica presenza di Silvana Bosi.

Le scenografie si servono di videoproiezioni per poter riprodurre le corse di cavalli nell’ippodromo ma riescono a raccordarsi con pezzi di scenografia reale che riproducono i dettagli per dare un certo realismo. Una visione piacevole che usa sapientemente tutti i colpi di scena e le battute, come l’esilarante processo, dove si ritrova un classico di genere, con qualche aggiunta musicale non così rilevante ma di contributo a uno spettacolo disteso.

Tu poi solo scommette che tu moje te mette le corna che vinci de sicuro! (Er Pomata – Andrea Perroni) [rivolto a Manzotin – Toni Fornari] In scena al Teatro Sistina, in prima nazionale assoluta, arriva “Febbre da Cavallo”, la prima trasposizione teatrale del film che ha segnato un’ intera generazione. Una commedia che è …

Review Overview

AMAZING STARS

Buono

Summary : Divertente e puntuale riproposizione teatrale di una delle commedie di culto più riuscite del cinema italiano. Meno riuscito l'inserimento delle parti musicali non del tutto utili nel contesto, parti che restano comunque piacevoli.

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61
 
 Febbre da Cavallo

Genere: Teatro

Personaggi e Interpreti: Maurizio Mattioli (Avv. De Marchis), Andrea Perroni (Er Pomata), Patrizio Cigliano (Mandrake), Tiziano Caputo (Felice), sara Zanier (Gabriella), Toni Fornari (Manzotin), Massimiliano Giovanetti (Il Giudice), Paola Giannetti (Giuliana), Benedetta Valanzano (Mafalda), Andrea Pirolli (Stelvio), Simone Mori (Ventresca), Silvana Bosi (La Nonna), Andrea Perrozzi (Rossini), Marco Alimenti, Debora Boccuni, Raffaele Cava, Sara Cipollitti, Eugenio Di Giovanni, Shaila Di Giovanni, Gianmarco Gallo, Marta Giampaolino, Giulia Patti, Eus Santucci (Solisti e Soliste)

Regia: Claudio Insegno

Di: Enrico Vanzina

Musiche: Fabio Brizzi

Testi delle Canzoni: Toni Fornari

Supervisione artistica di Enrico Brignano

Sede: Teatro Sistina, Roma

Da:  Dal 16 marzo  al 9 aprile 2017

 

About Andrea Di Cosmo

Andrea è laureato in Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico. Segue e scrive di cinema e teatro, dopo aver coltivato e amato quest'ultimo personalmente, studiando teatro e canto e partecipando a spettacoli e Festival, in Italia e non solo. Ha scritto per varie testate tra cui Best Movie e Saltinaria, Cinespresso e Amazing Cinema. Nel suo percorso si occupa anche della promozione e organizzazione di eventi culturali, teatrali, musicali e turistici. Tra questi ci sono stati Musicultura, MArtelive, e il Levante International Film Fest.

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